Tumori cutanei

Con l’arrivo dell’estate tornano al centro dell’attenzione i rischi legati all’esposizione solare e alla corretta protezione della pelle. Per molto tempo la prevenzione ha puntato soprattutto sul Fattore di Protezione Solare (SPF) e sui raggi ultravioletti. Oggi, invece, l’approccio dermatologico si è evoluto e prende in esame il cosiddetto “esposoma solare”, cioè l’insieme dei fattori ambientali che influenzano la salute della pelle. Quest’ultima è influenzata da numerosi elementi come luce visibile, calore, inquinamento e caratteristiche individuali, pertanto la fotoprotezione non può più limitarsi ai soli raggi UV. Occorre, dunque, considerare tutti gli agenti esterni che favoriscono il danno cutaneo e scegliere misure protettive calibrate sulle esigenze di ogni persona.

Non esiste una protezione uguale per tutti

In questo scenario diventa centrale il concetto di fotoprotezione personalizzata. Essa prevede strategie differenti in base alle caratteristiche individuali della persona, all’età, al fototipo, all’esposizione professionale e alla presenza di specifiche patologie dermatologiche.

Pietro Quaglino, Direttore della Clinica Dermatologica della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, sostiene che non esiste una protezione uguale per tutti. «Le esigenze di un bambino, di una persona con melasma, di un paziente immunodepresso o di chi svolge attività lavorative all’aperto sono profondamente diverse. Il dermatologo può individuare il percorso più appropriato in funzione delle caratteristiche della pelle e del tipo di esposizione ambientale cui ciascun individuo è sottoposto».

Fotoprotezione biologica, nuova frontiera della ricerca

Tra le nuove frontiere della ricerca dermatologica emerge, inoltre, la cosiddetta fotoprotezione biologica. Essa punta a sostenere e rafforzare i sistemi di difesa naturali della pelle contro lo stress ossidativo, l’infiammazione, i danni al DNA indotti dai fattori ambientali.

«La fotoprotezione biologica rappresenta un approccio complementare rispetto ai tradizionali filtri solari». Lo spiega Quaglino, che è anche membro del Consiglio Direttivo SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse. «L’obiettivo è intervenire sui meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nel danno cutaneo. Le evidenze disponibili sono ancora in evoluzione e saranno necessari ulteriori studi, ma si tratta certamente di uno dei filoni più promettenti della dermatologia contemporanea».

Le regole per proteggere la pelle durante l’estate

SIDeMaST ricorda che la protezione più efficace deriva dall’associazione tra corretto utilizzo dei prodotti fotoprotettivi, comportamenti responsabili e consulenza specialistica quando necessaria.

Occorre:

  • Scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo, all’intensità dell’esposizione e alle condizioni ambientali, privilegiando SPF 30 o superiore.
  • Applicare la protezione almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione al sole per consentire ai filtri chimici di attivare la reazione che porta allo sviluppo della protezione solare.
  • Utilizzare una quantità adeguata di prodotto: una dose troppo elevata è inutile, una dose ridotta diminuisce significativamente il livello di protezione indicato.
  • Distribuire la protezione uniformemente su tutte le aree esposte, senza dimenticare orecchie, collo, mani, piedi e labbra (opportuno applicare la crema di protezione a casa e non in spiaggia).
  • Applicare la protezione anche nelle giornate nuvolose.
  • Riapplicarla dopo bagno, attività sportiva o sudorazione intensa, anche se il prodotto è resistente all’acqua.

I consigli SIDeMaST per una corretta esposizione al sole

  • Evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, generalmente tra le 11 e le 15.
  • Proteggersi anche in montagna, in barca e durante le attività all’aperto, dove acqua, sabbia e neve aumentano la riflessione delle radiazioni.
  • Prestare particolare attenzione alla protezione dei bambini, utilizzando prodotti specifici e misure di schermatura fisica.
  • Ricordare che la crema solare non elimina completamente i rischi dell’esposizione e non consente di esporsi al sole senza limiti di tempo. Deve essere associata a cappelli, occhiali da sole, indumenti adeguati e comportamenti responsabili.