Amianto: cos’è e perché è pericoloso

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L’amianto cos’è e perché è pericoloso? In questa pagina approfondiremo alcuni degli aspetti principali legati alla fibra cancerogena, partendo dalla sua storia. Perché l’amianto non è stato sempre pericoloso, ma anzi in passato era usato anche a scopi protettivi garzie alla resistenza al calore, per esempio come strato isolante nelle tute dei vigili del fuoco e nei teli sottili che, nelle sale operatorie, evitavano l’ipotermia dei pazienti.

Quando parliamo di amianto, oggi però l’immaginario collettivo è giustamente collegato alla carrellata di malattie che il materiale può generare. Perché i rischi per la salute sono tanti e gravi, nonché prossimi a raggiungere il picco delle malattie. Nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” scritto dall’avv. Ezio Bonanni, il pericolo legato a questa sostanza emerge in tutta chiarezza, così come il quadro drammatico che ne deriva.

L’avv. Bonanni, con le associazioni che presiede – Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) e Osservatorio Vittime del Dovere – da sempre sottolinea la necessità delle bonifiche, perché l’amianto è purtroppo ancora troppo diffuso sul territorio. In proposito è stata creata, un’App gratuita per difendersi da esposizioni inconsapevoli ed anche per segnalare situazioni di criticità in modo che si effettui la bonifica dei luoghi contaminati.

Per le vittime di amianto, o per coloro che ne hanno subìto gli effetti sulla salute, è possibile anche chiedere una consulenza gratuita. Basta chiamare il numero verde 800.034.294 oppure compilare la scheda con i propri dati per essere ricontattati.

Tipi di amianto e rischi per la salute

L’amianto è una sostanza minerale che si trova naturalmente nell’ambiente in sei varietà. L’altro nome con il quale è noto è asbesto, oppure eternit, ma quest’ultimo si riferisce al nome di fabbrica del materiale da costruzione che veniva prodotto in Italia a partire dalla materia prima amianto.

Sin dai tempi antichi, questo minerale era noto per le sue caratteristiche ignifughe anche nelle fibre tessili e di estrema resistenza alla trazione. L’amianto per queste sue caratteristiche è stato un materiale ubiquitario, che si è diffuso tantissimi sia in edifici pubblici che privati. Purtroppo è ancora molto presente e per i frequentatori dei luoghi in cui è attualmente presente rappresenta un pericolo: andrebbe rimosso e smaltito per mettere in sicurezza l’ambiente.

I sei minerali di amianto sono accomunati dalla natura fibrosa e sono: actinolite, amosite, antofillite, crocidolite, crisotilo e tremolite. Riguardo ai rischi per la salute, la dispersione delle fibre di amianto è l’aspetto fondamentale. Le fibre di amianto sono nanopolveri che, trasportate dal flusso sanguigno, sono in grado di penetrare all’interno delle cellule e trasferirsi in vari distretti corporei.

La dispersione può avvenire sia nell’aria che nelle acque potabili all’interno di tubazioni ed in falda. La pericolosità è nello sfaldamento in fibre minuscole, che sono visibili soltanto al microscopio, perché possono essere inalate o ingerite e dinfiammare i tessuti fino a generare fibrosi croniche o lesioni che possono degenerare in cancro. Tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, come certificato dalla IARC. Va detto anche però che l’esposizione alle fibre di amianto, per creare problematiche di salute, deve essere prolungata e non occasionale. Molto spesso ciò si verifica nelle abitazioni o negli ambienti di lavoro.

Una struttura fibrosa facilmente sfaldabile

I minerali di amianto sono tutti a struttura fibrosa. Sono tutti costituiti da fasci di fibre sottili e parallele, capaci di separarsi longitudinalmente. Ed è questa la caratteristica che li rende differenti dagli altri silicati e che li rende pericolosi per la salute.

L’amianto si può classificare in serpentino, la cui varietà principale è il crisotilo; e in anfibolo, che comprende amosite, crocidolite, tremolite e antofillite, e tutti silicati di ferro, magnesio, calcio e manganese.

Come detto, l’amianto si può trovare in natura ed in varie parti del mondo. In Italia è presente sulle Alpi, con il tipo antofillite, in Val Passiria (Merano, Trentino Alto Adige) ed in parte anche sull’isola dell’Elba. Si trova poi sempre sulle Alpi, ma sul lato svizzero, e poi in Canada, sugli Urali in Russia, in Finlandia, in Sudafrica nelle forme di amosite e crocidolite.

Il materiale estratto dalla roccia madre a scopo industriale, si ottiene dalla macinazione e dalla successiva asportazione delle minutissime fibre; queste ultime si sottopongono poi a processi idrotermali a bassa temperatura e a bassa pressione.

Storia dell’amianto: usi e proibizioni

Negli anni l’amianto è stato largamente adoperato in edilizia, perché dotato di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti, ma anche per la sua resistenza, ha avuto successo anche in numerose altre applicazioni. Non è presente dunque soltanto negli edifici, ma anche in mezzi di trasporto come navi e treni, ed in parti di essi (soprattutto per l’isolamento e nei ricambi). Oggi fortunatamente gran parte dei mezzi coinvolti è stata dismessa, ma le conseguenze delle esposizioni del passato continuano a palesarsi.

La non conoscenza degli effetti sulla salute sul lungo periodo, ha determinato per anni una produzione molto intensa di oggetti e materiali contenenti amianto. Tanto che l’Italia ne era il secondo produttore al mondo negli anni Ottanta. Quando è stata nota la pericolosità, il legislatore ha però dovuto mettere un brusco freno su tutti i livelli. L’amianto nel 1992 con la Legge 257 è stato vietato su tutti i fronti: la normativa prevede il divieto di produzione, commercializzazione, import ed export. Tuttavia è mancata una parte fondamentale: quella delle bonifiche. Ancora oggi infatti se ne pagano le conseguenze, perché le esposizioni continuano dove l’amianto rovinato dal tempo e dalle intemperie non è stato rimosso.

Dove l’amianto ha trovato maggiore applicazione

L’amianto ha avuto così ampio uso in tante applicazioni perché considerato “eterno”, “incorruttibile”. Tale considerazione è insita nel suo stesso nome, dal greco Αμίαντος, appunto “incorruttibile”; e asbesto, dal greco Aσβεστος, “inestinguibile”. Resistente al fuoco ed alle alte temperature; alla trazione e all’usura, ma con caratteristiche di flessibilità, fonoassorbenza e termoisolante; resistente agli agenti corrosivi (acidi e alcali), le sue fibre erano considerate indistruttibili.

In commercio, inoltre, l’amianto era presente in oltre 3.000 prodotti di larghissimo consumo come asciugacapelli, stufe, forni, ferri da stiro, termosifoni; come anche cosmetici, assorbenti igienici interni; filtri di pipe e sigarette, adesivi e collanti, tessuti per l’abbigliamento e suolette interne per calzature; tessuti ignifughi per arredamento in tendaggi, tappezzerie e arredi teatrali; materiali per imballaggio, carta e cartone, sacchi per la posta; sabbia artificiale per giochi di bambini.

In ambiente militare, ha trovato utilizzo in materiali in dotazioni alle forze armate come guanti; mitragliatrici da guerra; coperte in amianto sui veicoli militari armati.

L’amianto e l’edilizia: pubblica, privata, industriale

L’amianto ha trovato maggiore applicazione nel settore dell’edilizia – civile ed industriale – e in quello dei trasporti. Era presente negli impianti elettrotecnici e chimici, ma anche navali ed aeronautici, nonché per la costruzione di macchine, prodotti e manufatti.

L’uso certamente più noto è quello delle coperture in cemento-amianto, controsoffitti, coibentazioni di sottotetto, pannelli, divisori, tamponature, pavimentazioni in vinil-amianto (VA); poi c’erano anche cassoni, serbatoi, tubazioni per l’acqua; canne fumarie e camini, coibentazione di tubi per il riscaldamento. Le applicazioni nell’ambiente casalingo o in edifici pubblici erano in caldaie, stufe, forni ed elettrodomestici ed in particolare sotto forma di feltri e tessuti di amianto nonché fibre in apparati elettrici ed in elettrodomestici contenenti resistenze (es. phon e ferro da stiro). L’amianto era (e in molti ancora è) presente in scuole, ospedali, caserme, stazioni.

Nel settore industriale, era presente in bombole di acetilene e in coibentazioni isolanti termiche, antifiamma, antibrina, antirombo e antirumore, elettriche. Quindi in numerosissime applicazioni.

L’amianto nel settore dei trasporti, civili e militari

Nel trasporto su ferro, l’amianto era un valido isolante termico degli impianti di climatizzazione; nei locomotori e nei vagoni di treni e tram (coibentazioni isolanti, ma anche frizioni e freni), anche nelle pavimentazioni, soprattutto quelle riscaldate. Nel trasporto navale, in sala macchine, nell’apparato motore e nei locali di condizionamento; nelle cabine, nei bagni, nelle palestre, nei ponti alti, nei ristoranti e nei garage dei passeggeri e dell’equipaggio; in tutte le tubazioni che convogliano.

Nelle navi militari serviva a proteggere dal calore e dal fuoco le armi e le munizioni. Nel trasporto aereo, l’amianto era usato sia in fase di costruzione che negli aspetti manutentivi e della quotidianità: impianto frenante, guarnizioni e saldatura di parti metalliche; conservazione dei cibi caldi; negli aerei militari, come termoisolante tra la cabina di guida ed il reattore e come isolante per il motore ed il motore ausiliario (AUP), come anche nelle tubazioni dell’aria calda, nei freni e nelle zone adiacenti.

Situazione attuale: i materiali sostitutivi dell’amianto

Oggi l’amianto è vietato dalla legge e quindi non può essere né prodotto né commercializzato in Italia, quindi ne è proibito anche l’importazione dall’estero. Negli anni ’80 però l’Italia è stata uno dei maggiori produttori mondiali, in particolare di crisotilo, seconda nel mondo soltanto all’ex Unione Sovietica e prima in Europa. Il sito di estrazione principale era la cava Amiantifera di Balangero, che riforniva il sito produttivo più importante, l’Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, aperta dal 1904 fino all’entrata in vigore della legge 257/1992.

In vista del divieto, ci si era già posti il problema di trovare materiali sostitutivi dell’amianto. La questione non è però mai stata semplice, perché non esiste un materiale che abbia tutte le caratteristiche dell’amianto in sé, ma è necessaria la sinergia tra più materiali. Con la giusta combinazione, i risultati comunque sono ottimi. I principali materiali sostitutivi principali dell’amianto sono: lana di roccia, lana e filamenti di vetro, lana di scoria, altre fibre artificiali (polipropilene) o naturali (cellulosiche).

Consulenza gratuita per esposizione e danni da asbesto

Solo in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto e sia nel nostro Paese che nel resto del mondo continuano le esposizioni. L’asbesto è una vera e propria fibra killer, in grado di provocare la morte per cancro e gravissime malattie. Nel 2021 ci sono stati 7.000 decessi per colpa dell’amianto.

Tutte le fibre di amianto sono altamente dannose per la salute ed è necessaria la prevenzione. Quest’ultima si può attuare in modo efficace soltanto con le bonifiche.

In caso di esposizione, ovvero di danni, si può chiedere assistenza all’Osservatorio Vittime del Dovere e all’Ona. E’ possibile richiedere una consulenza gratuita personalizzata ed un parere legale gratuito. L’assistenza è per le vittime di amianto e per i loro familiari, ma anche per tutti gli esposti o i danneggiati dall’amianto, che possono avere diritto a speciali tutele a seconda dei casi specifici.

Per saperne di più ed ottenere la consulenza gratuita, è possibile chiamare il numero 800.034.294 oppure compilare il seguente formulario con tutti i dati, per essere richiamati.

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