Fauna: cos’è, caratteristiche, minacce e tutela

fauna

Il termine fauna è utilizzato per indicare l’insieme delle specie animali che risiedono in un dato territorio o in un particolare ambiente, in un preciso periodo storico o geologico.

La fauna è un elemento di primaria importanza nella salvaguardia del nostro ambiente.

In questa pagina scopriamo le caratteristiche della fauna, le minacce che la riguardano e perché è importante tutelarla alla luce del rapporto che lega la stessa alla biodiversità e – di conseguenza – alla salute.

Origine e significato del termine fauna

Il termine deriva dal latino fauna. Fauna è il nome della dea romana moglie di Fauno, divinità della campagna, dei greggi e dei boschi.

Con il termine fauna si intende letteralmente “l’insieme di specie e di popolazioni animali, vertebrati ed invertebrati, residenti in un dato territorio ed inserite nei suoi ecosistemi”. Questa può comprendere le specie autoctone e le specie immigrate e ormai integrate, come pure le specie introdotte dall’uomo ed andate incontro all’integrazione nel diverso ambiente. Non fanno parte della fauna, invece, gli animali domestici e di allevamento.

La fauna in senso scientifico e naturalistico

La definizione di fauna data in precedenza si basa su tre aspetti fondamentali che caratterizzano la stessa: dinamicità, storicità e interattività.

La fauna di un territorio, infatti, non è statica ma dinamica: muta con l’evolversi del tempo a causa dei processi di estinzione, evoluzione, speciazione e sostituzione, determinati da fattori naturali e sempre più dall’essere umano.

Per appartenere ad una fauna una specie deve necessariamente essere parte integrante dell’ecosistema che abita; deve essere in grado di sopravvivere autonomamente, inserendosi nella catena alimentare e all’interno dei flussi che regolano l’ecosistema.

Quali specie fanno parte della fauna e quali no

Fanno parte della fauna soltanto le specie stanziali o di transito abituale, ovvero animali migratori che ritornano in un determinato luogo regolarmente.

Il concetto di fauna, inteso scientificamente, equivale quindi al termine di “fauna selvatica”, poiché, per i motivi citati, non può esistere una “fauna domestica”.

Le specie costituenti la fauna si distinguono in due categorie: autoctone e alloctone.

La distinzione tra specie autoctone e alloctone

Le specie autoctone sono quelle originariamente presenti nell’area, che hanno subito una speciazione nel luogo in cui si trovano grazie agli elementi forniti dal territorio stesso. Fanno parte di questa categoria le specie endemiche, cioè quelle che vivono esclusivamente in un luogo.

Le specie alloctone sono quelle originatesi in altri luoghi e poi immigrate o introdotte dall’uomo in un diverso territorio. Queste specie trovano nel nuovo territorio degli ecosistemi adatti al proprio mantenimento e riescono ad inserirsi nei flussi che ne regolano l’equilibrio, in molti casi a svantaggio delle specie autoctone.

Una suddivisione interna: alloctone accidentali/intenzionali

Le specie alloctone si suddividono a loro volta in accidentali e intenzionali.

Le accidentali sono costituite soprattutto da animali che sfuggono agli allevamenti, come ad esempio la nutria e il visone americano per la fauna italiana)

Le intenzionali, invece, sono introdotte in un territorio diverso da quello originario dall’uomo. Ciò è avvenuto ad esempio con la tartaruga americana, il gambero rosso, il persico trota e le numerose specie ittiche importate dal nord America e altri continenti per popolare le acque interne italiane per la pesca sportiva e a pagamento.

La fauna come pilastro della biodiversità

Esistono tante specie animali quanti sono gli ecosistemi in cui queste vivono. In base all’ambiente e al suo clima si possono identificare fauna tropicale, temperata, glaciale, desertica, montana, della savana, della tundra e delle praterie.

Questa diversità è uno dei pilastri della biodiversità e per questo è necessario tutelare tutte le specie della fauna dalle minacce che derivano dall’esterno dell’ecosistema, l’attività dell’uomo in primis.

La fauna italiana: la più ricca in Europa

La fauna italiana comprende circa 58mila specie. Il numero equivale a più di un terzo dell’intera fauna europea e porta così l’Italia al primo posto in Europa per biodiversità.

Il gruppo più numeroso è quello degli invertebrati: circa 54mila specie, quasi il 95% dell’intera fauna della penisola. Tra gli invertebrati si trovano soprattutto artropodi (46mila specie, circa l’80% della fauna italiana), dominato a sua volta dalla classe degli insetti.

I vertebrati, invece, rappresentano poco più del 2% essendo in totale racchiusi in poco più di mille specie. I mammiferi si dividono in 127 specie, gli uccelli in 473, i rettili in 52, gli anfibi in 38 e i pesci in 568.

Le specie endemiche della fauna italiana superano le 4mila ed equivalgono a circa l’8% del totale.

L’importanza degli invertebrati per la sopravvivenza

Le numerose specie di invertebrati rappresentano una ricchezza inestimabile. Essi sono in gran parte responsabili della creazione di suolo e hummus, oltre ad essere fonte di alimentazione per molti animali.

Alcuni insetti come le api, poi, sono un elemento essenziale per l’impollinazione per la sopravvivenza di molte specie della flora e, di conseguenza, per la vita dell’uomo stesso.

Le minacce alla prosperità della fauna

Negli ultimi 40 anni la fauna selvatica del pianeta si è ridotta del 60 % per colpa delle attività umane non sostenibili. Sono circa 1 milione le specie a rischio di estinzione nei prossimi decenni.

All’origine di questa drammatica situazione si annoverano la conversione degli habitat naturali in terreni agricoli e l’espansione delle aree urbane così come lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e le specie esotiche invasive.

Il nesso tra fauna, biodiversità e salute

L’estinguersi delle specie animali porta ad una carenza di fauna che impatta negativamente sulla biodiversità. Esiste poi un collegamento diretto tra la perdita di biodiversità e la salute dell’uomo.

Un esempio è dato dalla drastica diminuzione del numero delle api a causa dell’inquinamento elettromagnetico, che disorienta gli insetti impedendogli di raggiungere l’arnia con successo, e dell’utilizzo di pesticidi da parte dell’uomo. Molte piante necessitano di questi insetti per l’impollinazione, così da produrre frutti che sono alla base dell’alimentazione del genere umano. La loro sopravvivenza, di conseguenza, va tutelata affinché sul pianeta Terra possa esserci ancora vita.

Proteggere la fauna a rischio: una priorità

Tutelare la fauna e la natura è diventato nel corso degli anni uno dei principi fondamentali stabilito dai governi di tutto il mondo.

Rete Natura 2000, attraverso la Direttiva “Habitat”, fornisce lo strumento politico per la creazione negli stati membri della Comunità Europea di Zone di Protezione Speciale per la salvaguardia degli habitat e delle specie a rischio.

Fondamentale è poi la nuova strategia sulla biodiversità attuata della Comunità Europea per il 2030. Questa consiste in un piano a lungo termine, globale, sistemico e ambizioso per salvaguardare la natura e invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi. L’Agenda 2030 è uno dei pilastri della leadership dell’UE circa gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Tutela della natura e diritto alla salute

ona tv

Di tutela della natura e sviluppo sostenibile si parla anche nella puntata di ONA TV “Ambiente e transizione ecologica, un’opportunità per un modello di sviluppo sostenibile”.

Proprio dalla salvaguardia della natura dipende la tutela della salute. L’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) e l’Osservatorio Vittime del Dovere con la testata Diritto alla salute insistono da sempre sull’importanza della prevenzione primaria al fine di evitare i disastri ambientali che si ripercuoterebbero su flora, fauna e sull’uomo.

Il Presidente dell’Ona, l’Avv. Ezio Bonanni, si impegna da anni a fornire corretta informazione e assistenza medica e legale a chi si è ammalato a causa di sostanze cancerogene come l’amianto. Per saperne di più è possibile compilare il form per fare richiesta per una consulenza gratuita oppure contattare il numero verde 800 034 294.

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