Amianto e mesotelioma in nuova ricerca che indaga su cosa succede nelle cellule dopo un’esposizione prolungata alle fibre di amianto. Lo studio, pubblicato nel luglio 2026 sulla rivista scientifica Carcinogenesi e PubMed, analizza alcuni cambiamenti cellulari associati all’esposizione al crisotilo e alla crocidolite.
La ricerca offre nuovi spunti per capire i meccanismi biologici che possono favorire la trasformazione delle cellule mesoteliali.
“Il mesotelioma è un tumore raro che può interessare il mesotelio, il sottile tessuto che riveste alcune cavità dell’organismo. L’associazione diretta tra esposizione all’amianto e mesotelioma, terribile malattia che può manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione, è da tempo riconosciuta.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in prima linea per i diritti degli esposti all’amianto, commentando la ricerca di Aggison J, Medina C, Wu S ed altri dal titolo “Asbestos Exposure Induces Malignant-Like Phenotypes via Minority MOMP and Displays Characteristics of Drug-Tolerant Persister Cells.
Amianto: l’approcci dei ricercatori
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Il gruppo di studio ha utilizzato modelli cellulari per osservare gli effetti di un’esposizione prolungata alle fibre di asbesto.
In particolare, le cellule mesoteliali sono state sottoposte per sei mesi a crisotilo e crocidolite. Successivamente, gli studiosi hanno analizzato diversi cambiamenti nelle caratteristiche delle cellule.
I risultati hanno evidenziato alcuni fenotipi simili a quelli osservabili nelle cellule con caratteristiche tumorali, compresi cambiamenti nella capacità di formare colonie, migrare e invadere altri tessuti.
Questo dato è importante perché aiuta a studiare una delle domande ancora centrali nella ricerca sul mesotelioma. Ossia come può una cellula sottoposta a stress e danno persistente riuscire a sopravvivere e modificare progressivamente il proprio comportamento?
Il ruolo della minority MOMP
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda un processo chiamato minority MOMP, abbreviato in mMOMP.
La sigla indica una forma parziale di permeabilizzazione della membrana esterna dei mitocondri. I mitocondri sono strutture fondamentali per il funzionamento delle cellule e svolgono un ruolo importante anche nei processi legati alla morte cellulare.
Secondo i risultati della ricerca, la mMOMP potrebbe contribuire alla sopravvivenza di alcune cellule sottoposte a condizioni di stress.
Gli autori indicano infatti questo meccanismo come un possibile elemento coinvolto nella carcinogenesi, nei cambiamenti mitocondriali e nella riprogrammazione del metabolismo cellulare.
Perché la sopravvivenza cellulare è vitale
Di solito, quando una cellula accumula danni importanti, può entrare in un processo di morte programmata ( detta anche apoptosi). Questo rappresenta uno dei sistemi di difesa dell’organismo.
La situazione può diventare più complessa quando alcune cellule riescono invece a sopravvivere nonostante lo stress.
È proprio questo uno dei punti approfonditi dalla ricerca. Gli studiosi hanno osservato caratteristiche riconducibili anche alle cosiddette drug-tolerant persister cells, cioè popolazioni cellulari capaci di tollerare condizioni sfavorevoli e di mantenere la propria vitalità.
Il fenomeno è particolarmente interessante nel campo dell’oncologia perché la capacità di sopravvivere allo stress può influenzare il comportamento successivo delle cellule.
Amianto e cambiamenti cellulari: cosa significa
Bisogna preciasare che si tratta di uno studio preclinico e non dimostra quindi che il meccanismo osservato si verifichi nello stesso modo in ogni persona esposta all’amianto.
Tuttavia il valore della ricerca sta più che altro nell’aver individuato un possibile percorso biologico attraverso il quale l’esposizione alle fibre può favorire cambiamenti nelle cellule mesoteliali.
Gli stessi autori descrivono la minority MOMP come un meccanismo che può promuovere processi collegati alla carcinogenesi e alla riprogrammazione metabolica.
Dal danno cellulare alla ricerca sul mesotelioma
Comprendere questi passaggi può essere utile per individuare nuovi bersagli di ricerca e, in prospettiva, per studiare strategie più efficaci di prevenzione e trattamento.
Saranno però necessari ulteriori studi per verificare quanto questi risultati sperimentali possano essere trasferiti alla complessità dei processi che avvengono nell’organismo umano.
La fonte scientifica
DOI: https://doi.org/10.1093/carcin/bgag030
