La rinite allergica è ormai una delle condizioni più comuni e coinvolge milioni di persone, influenzando in modo concreto la vita di tutti i giorni. Spesso minimizzata o scambiata per un banale raffreddore, è invece una reazione del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue presenti nell’ambiente. Conoscere i processi che la scatenano è essenziale per identificare i sintomi e intervenire tempestivamente con le strategie più adeguate.
Negli ultimi anni, l’aumento dei casi ha portato a una maggiore attenzione da parte della comunità scientifica, sia in termini di diagnosi sia di trattamento. Una panoramica della rinite allergica, dalle cause ai sintomi, fino alle possibili strategie terapeutiche proviene da Jan Schroeder, coordinatore dell’Allergologia presso il San Raffaele di Milano.
Rinite allergica, infiammazione della mucosa nasale
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La rinite allergica è un’infiammazione della mucosa nasale causata da una reazione del sistema immunitario in soggetti predisposti. Si verifica quando l’organismo entra in contatto con sostanze normalmente innocue, come pollini, polvere o derivati degli animali, che vengono erroneamente riconosciute come pericolose. Questa risposta immunitaria provoca un’infiammazione che interessa principalmente il naso, ma che spesso coinvolge anche altre strutture dell’apparato respiratorio. Non è raro, infatti, che siano interessati anche:
- Gli occhi, con la comparsa di prurito, arrossamento e lacrimazione.
- I bronchi, con tosse secca e, nei casi più sensibili, difficoltà respiratoria (asma).
- In alcune situazioni il muco prodotto non viene eliminato anteriormente, ma cola posteriormente lungo la gola, contribuendo a irritare ulteriormente le vie respiratorie.
Fattori ambientali e nuovi stili di vita tra le cause
Alla base della rinite allergica esiste una predisposizione genetica, che rende alcuni individui più inclini a sviluppare questo tipo di reazioni. Tuttavia, negli ultimi decenni si è osservato un aumento molto significativo dei casi, troppo rapido per essere spiegato solo con la genetica.
Questo ha portato a considerare sempre più importanti i fattori ambientali, come l’inquinamento; i cambiamenti nello stile di vita; l’esposizione a nuovi allergeni.
«Dal punto di vista fisiologico, quando una persona allergica entra in contatto con l’allergene, questo si deposita sulla mucosa nasale e viene riconosciuto dal sistema immunitario». È quanto afferma Schroeder. «Se l’organismo è già sensibilizzato, si attiva una risposta immediata con la liberazione di sostanze chimiche, tra cui l’istamina. Questa determina vasodilatazione, aumento della permeabilità dei vasi sanguigni e maggiore produzione di muco. Allo stesso tempo, vengono stimolate le terminazioni nervose, responsabili del prurito e della sensazione di irritazione».
Come si manifesta la rinite allergica
I sintomi della rinite allergica possono variare per intensità e durata, ma presentano alcune caratteristiche tipiche. Tra questi, starnuti, spesso frequenti e ravvicinati, a volte in vere e proprie ‘raffiche’; naso che cola e prurito. Il prurito, in particolare, è un elemento distintivo importante perché tende a essere assente nelle forme infettive.
Un altro sintomo molto diffuso è la sensazione di naso chiuso, causata dal gonfiore della mucosa e dall’ingrossamento dei turbinati, che ostacolano il passaggio dell’aria. Questo disturbo può essere evidente al risveglio, soprattutto nelle persone allergiche agli acari della polvere, che entrano in contatto con cuscini e materassi durante la notte.
La rinite allergica si distingue anche per la sua periodicità. In molti casi è stagionale, legata alla presenza di pollini nell’aria. Le allergie alle graminacee, per esempio, si manifestano tipicamente tra primavera e inizio estate, mentre quelle ad alcuni alberi possono comparire già alla fine dell’inverno.
Sindrome orale allergica, una condizione correlata
Vi sono poi casi in cui i sintomi sono presenti tutto l’anno e determinano una forma di rinite allergica cosiddetta perenne. Si tratta delle allergie agli acari della polvere o agli animali domestici.
Esiste, inoltre, una condizione correlata chiamata sindrome orale allergica. In questi casi, alcuni soggetti allergici ai pollini manifestano sintomi anche dopo aver consumato determinati alimenti crudi, soprattutto frutta e verdura. Questo avviene perché alcune proteine presenti negli alimenti sono simili a quelle dei pollini e vengono riconosciute allo stesso modo dal sistema immunitario.
I sintomi sono generalmente lievi, come prurito o lieve gonfiore a livello della bocca, e tendono a scomparire con la cottura degli alimenti.
Quando rivolgersi a un allergologo e come curare la rinite allergica
Sei disturbi persistono e incidono sulla qualità della vita è importante rivolgersi a uno specialista allergologo.
Il trattamento della rinite allergica prevede l’utilizzo di spray nasali a base di cortisone, che agiscono sull’infiammazione locale. Ed anche antistaminici per ridurre i sintomi; se necessario, colliri per i disturbi oculari.
Accanto a queste terapie esiste un approccio più mirato e duraturo, rappresentato dall’immunoterapia specifica. Questo trattamento consiste nell’assunzione controllata dell’allergene responsabile, con l’obiettivo di ‘abituare’ progressivamente il sistema immunitario e ridurre la sua reattività.
Si tratta di un percorso personalizzato, che si svolge nell’arco di alcuni anni e che può portare a un miglioramento significativo e stabile dei sintomi.
Secondo Schroeder, nel corso della vita, in particolare nelle persone che sviluppano allergie fin dall’infanzia, si può osservare una riduzione spontanea della sintomatologia con l’avanzare dell’età. Un’evoluzione variabile e non sempre prevedibile.
Fonte: IRCSS Ospedale San Raffaele
