La pelle, l’organo più esteso e visibile del corpo umano, costituisce circa il 15% della nostra massa corporea. Tuttavia, le sue funzioni vanno ben oltre l’estetica. Le sue cellule sono dotate di meccanismi di riparazione del DNA e di difesa, come la produzione di melanina per proteggere dai raggi UV. La pelle è altresì uno scudo contro i germi, un deposito di vitamina D e uno strumento per regolare attentamente la nostra temperatura corporea. Osservando ogni suo cambiamento, possiamo imparare a leggere i segnali rivelatori di malattie nascoste

I messaggi della pelle

Da sottolineature pigmentate a piccole imperfezioni, la pelle parla un linguaggio segreto che potrebbe rivelare molto di più di quanto si possa immaginare. Essendo il più visibile dei nostri organi, la pelle ci offre anche una visione dei tessuti corporei che protegge. I disturbi dell’intestino, del sangue, degli ormoni e persino del cuore possono infatti manifestarsi inizialmente sotto forma di eruzione cutanea.

Eccone alcuni segnali da non sottovalutare.

Puntura della zecche

Pelle: la puntura delle zecche può scatenare la malattia di Lyme, una condizione batterica abbastanza grave

Le zecche, possono trasformare una piacevole passeggiata in campagna in un incubo a lungo termine. Sebbene la maggior parte dei morsi di zecca non rappresenti un grave pericolo, c’è un segnale che dovrebbe scatenare l’allarme: l’eritema migrante.

Questo particolare tipo di eruzione cutanea, chiamata così per la sua abilità di espandersi rapidamente sulla pelle, è un segno distintivo della temuta malattia di Lyme, una condizione batterica potenzialmente grave. L’eritema migrante forma un pattern caratteristico a bersaglio, simile a un centro colpito da una freccia.

La vigilanza è fondamentale nelle settimane successive a un morso di zecca.

Occorre controllare attentamente la pelle per individuare la comparsa di questa eruzione cutanea, specialmente in presenza di noduli rossi improvvisi o nel caso in cui abbiamo rimosso una zecca.

Oltre all’eritema migrante, bisogna prestare attenzione ad altri sintomi associati alla malattia di Lyme, come febbre intermittente, dolori muscolari e articolari, e mal di testa persistente.

La malattia di Lyme è trattabile con antibiotici, un passo fondamentale per prevenire complicazioni a lungo termine, compreso il rischio di sviluppare sintomi di affaticamento cronico. Un’analisi approfondita sulla puntura di zecca e sui suoi segnali può fare la differenza tra una risposta tempestiva e la possibilità di gravi conseguenze.

La porpora di Schönlein-Henoch

Tra le varie eruzioni cutanee che possono affliggere la nostra pelle, una si distingue per il suo nome evocativo: la porpora di Schönlein-Henoch.

Il termine deriva da un mollusco utilizzato per produrre una tintura viola, e la sua presenza sulla pelle è un enigma che merita attenzione.

La porpora si presenta come un’eruzione cutanea composta da piccoli punti viola o rossi. La sua origine risiede nell’accumulo di sangue nello strato più profondo della pelle, noto come derma. Quali pericoli nasconde?

È un segnale di possibili problemi alle pareti dei minuscoli vasi sanguigni che nutrono la pelle o al sangue che circola al loro interno.

Tale fenomeno potrebbe derivare da una carenza di piastrine, minuscoli frammenti di cellule che permettono al sangue di coagulare, oppure potrebbe essere indicativo di un’insufficienza del midollo osseo o di una condizione autoimmune.

Nel peggiore dei casi, la presenza della porpora potrebbe alludere a una condizione grave chiamata setticemia. Una sindrome clinica che segnala la presenza di un’infezione diffusa nel flusso sanguigno, proveniente magari dai polmoni, dai reni o addirittura dalla stessa pelle.

Nevi aracniformi sulla pelle

nevi aracniformi: detti anche nevi del ragno sono associati a condizioni specifiche

Nel vasto spettacolo delle eruzioni cutanee, alcuni segni si rivelano vere e proprie opere d’arte fisiologiche. Tra queste, i “nevi aracniformi”, noti anche come “nevi del ragno”, dipingono un quadro intrigante delle arteriole cutanee, le piccole vie sanguigne che irrigano la pelle, incaricate di regolare la perdita di calore dal corpo.

Questa eruzione cutanea, si manifesta quando un’arteriola si apre (assume la forma del corpo del ragno) e piccoli capillari si dipanano in direzioni differenti, che ricordano le zampe dell’artropode.

Solitamente benigni, i nevi aracniformi spesso non sono associati a condizioni specifiche, specialmente quando sono presenti in numero limitato. Tuttavia, se la loro presenza supera la soglia di tre, potrebbe suggerire livelli elevati di ormone estrogeno, talvolta legati a malattie del fegato o ai cambiamenti ormonali tipici della gravidanza. Trattando la causa sottostante, spesso questi ragni cutanei scompaiono nel tempo, anche se possono persistere o riapparire in seguito, continuando a tessere la loro trama sottile sulla pelle.

La malattia del “velluto nero”

Cambiamenti nelle pieghe della pelle, soprattutto intorno alle ascelle o al collo, possono suggerire una condizione conosciuta come “acanthosis nigricans”, caratterizzata da ispessimenti papillomatosi “vellutati” rispetto alla pelle circostante.

Essi possono essere maleodoranti o pruriginosi.

Questa condizione cutanea, non contagiosa, è associata a disturbi metabolici, in particolare al diabete di tipo 2, a malattie endocrine come l’ipotiroidismo e alla sindrome dell’ovaio policistico. Quando una di queste condizioni è trattata con successo, l’eruzione cutanea può scomparire. In rari casi, potrebbe indicare la presenza di un cancro allo stomaco, colon, utero, polmone, prostata o ovaio, specialmente nei pazienti senza i segni chiave delle malattie metaboliche come obesità e ipertensione.

Eritema a farfalla: un problema legato al cuore

Tra le varie manifestazioni cutanee, “l’eritema a farfalla” è un indizio di possibili problemi cardiaci.

Le valvole cardiache, fondamentali per la corretta circolazione sanguigna, talvolta possono avere problemi. La valvola mitrale, situata sul lato sinistro del cuore, può restringersi, compromettendo la sua funzione e portando a un deterioramento del cuore. In risposta, il corpo cerca di preservare il flusso sanguigno centrale, interrompendo l’afflusso verso la pelle.

Il risultato? Un’eruzione cutanea rossa porpora che si estende sulle guance e sulla punta del naso, che ricorda le ali spiegate di una farfalla. Questa condizione è nota come facies mitralica, e la sua persistenza dipende dall’entità del danno cardiaco e vascolare, resistendo anche al trattamento.

Fonte

Dan Baumgardt, Scuola di Fisiologia, Farmacologia e Neuroscienze, Università di Bristol

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