Bed-sharing

Durante la gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino, si osservano, oggi in Italia segnali di miglioramento nei comportamenti legati alla salute infantile. I livelli raccomandati, però, risultano ancora distanti, con forti disomogeneità tra territori e gruppi sociali. Le criticità più marcate si registrano soprattutto nel Mezzogiorno. È ciò che emerge dai recenti dati raccolti dal Sistema di sorveglianza 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino.

In questa terza edizione della rilevazione sono state intervistate complessivamente 64.789 mamme di bambini/e fino ai 2 anni di età nei Centri Vaccinali delle Regioni partecipanti.

La Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anniè promossa dal Ministero della Salute, coordinato dall’ISS e realizzato in collaborazione con le Regioni.

Fumo e alcol in calo, più lettura in famiglia

I dati mostrano che sono ormai poche le donne che riferiscono di fumare o assumere alcol in gravidanza.

Migliora l’assunzione appropriata di acido folico e la diffusione della lettura condivisa in famiglia e diminuisce l’esposizione di bambini e bambine a tv, tablet e cellulari.

C’è una buona partecipazione delle mamme agli incontri di accompagnamento alla nascita, ma sono poche le madri che ricevono una visita domiciliare dopo il parto. E poco più della metà sono i papà che usufruiscono del congedo, con importanti differenze territoriali.

«Le disuguaglianze sociali, economiche e culturali – afferma Rocco Bellantone, presidente dell’ISS – manifestano il loro effetto già prima della nascita. E questo effetto tende ad ampliarsi nei primi anni di vita, condizionando la salute in tutte le fasi della vita. Per questo, una sanità pubblica attenta ai primi 1000 giorni non può separare la promozione della salute dalla riduzione delle disuguaglianze di salute».

Primi mille giorni di vita, i dati emersi  

Acido Folico. Il 93,2% delle madri ha riferito di aver assunto acido folico in occasione della gravidanza, ma soltanto il 35,4% lo ha fatto in maniera appropriata. La maggior parte delle donne lo ha assunto a gravidanza già iniziata, vanificandone l’effetto preventivo. L’assunzione appropriata presenta un’elevata variabilità territoriale interessando quote di donne comprese tra il 24,6% in Campania e il 44,4% in Veneto. I valori sono più alti nelle Regioni del Nord rispetto a quelle del Sud.
Fumo. Il 5,5% delle madri ha dichiarato di aver fumato in gravidanza con una variabilità regionale dal 3,2% nella P.A. di Bolzano al 7,9% nel Lazio. In tutte le Regioni, la quota di fumatrici risulta più alta in allattamento rispetto alla gravidanza. Durante l’allattamento, aumenta maggiormente il consumo della sigaretta elettronica e del tabacco riscaldato. 

Il 30,2% delle madri ha dichiarato che il/la partner o altri/e conviventi fumavano al momento della rilevazione.

I dati sull’alcol e sull’allattamento nelle Regioni

Alcol. La maggior parte delle madri non ha assunto bevande alcoliche in gravidanza. Il 7,4% ha dichiarato di aver assunto alcol 1-2 volte al mese, l’1,1% 3-4 volte al mese e lo 0,4% 2 o più volte a settimana. In tutte le Regioni, il consumo di alcol in allattamento risulta più diffuso che in gravidanza. Il consumo di alcol sia in gravidanza che in allattamento risulta più diffuso tra le madri del Nord Italia.

Allattamento. Il 48,2% dei/delle bambini/e di 2-3 mesi viene allattato/a in maniera esclusiva, con una elevata variabilità regionale e valori più bassi nel Sud rispetto al Centro-Nord. Le quote oscillano dal 31,3% in Campania al 62% nella P. A. di Trento. L’allattamento esclusivo si riduce sensibilmente nella fascia 4-5 mesi.

Infine, il 13,1 % dei/delle bambini/e non ha mai ricevuto latte materno, con quote comprese tra il 7,2% (Marche) e il 24,2% (Sicilia).

Altri dati sui comportamenti delle neo mamme

Posizione in culla. Il 70% delle madri ha dichiarato di mettere a dormire il/la figlio/a di 4-5 mesi a pancia in su. Questa posizione diminuisce il rischio di sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS), con una variabilità compresa tra il 58,8% (Sicilia) e il 79,2% (Umbria).

Esposizione a schermi. Il 14,6% dei/delle bambini/e di 2-5 mesi trascorre del tempo davanti a TV, computer, tablet o smartphone. 

Vaccinazioni. Il 74,4% delle madri dichiara l’intenzione di effettuare tutte le vaccinazioni previste, con una variabilità regionale compresa tra il 63,6% della Sicilia e l’84,6% della Basilicata.

Il 21,2% dichiara invece l’intenzione di effettuare solo le vaccinazioni obbligatorie. Una quota pari al 4,2% delle madri si dichiara indecisa.

Sostegno alla genitorialità. Il 70% delle madri ha partecipato agli Incontri di Accompagnamento alla Nascita, mentre solo il 18% ha ricevuto una visita domiciliare dopo il parto. Grandi sono le differenze territoriali. Poco più della metà delle madri riferisce inoltre che il padre ha usufruito dei 10 giorni di congedo paterno previsti dalla legge.