Cervello (foto di lara 2809 da Pixabay)

Una nuova frontiera della neurochirurgia mini-invasiva. Il laser consente di trattare lesioni cerebrali monitorando le aree coinvolte nelle funzioni più importanti.

Una nuova applicazione delle tecnologie avanzate nella neurochirurgia arriva dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli. Dove è eseguita una procedura di termoablazione laser integrata con il monitoraggio anatomo-funzionale del cervello.

L’approccio, basato sulla Laser Interstitial Thermal Therapy (LITT), permette di agire sul tessuto tumorale attraverso un trattamento mirato. Mantenendo contemporaneamente sotto osservazione le strutture cerebrali coinvolte in funzioni fondamentali come il linguaggio e il movimento.

La procedura rappresenta un esempio dell’evoluzione della neurochirurgia moderna, sempre più orientata verso tecniche precise, personalizzate e meno invasive.

Un intervento complesso eseguito su un tumore vicino all’area del linguaggio

L’intervento, effettuato su un paziente di 57 anni con una formazione tumorale localizzata in prossimità delle aree cerebrali deputate al linguaggio.

Secondo quanto comunicato dall’IRCCS Neuromed, la procedura si è conclusa senza complicazioni e il paziente dimesso circa 36 ore dopo il trattamento.

L’operazione ha richiesto il lavoro coordinato di un’équipe multidisciplinare composta da neurochirurghi, neuropsicologi, neuroradiologi e anestesisti. Coordinata dal professor Sergio Paolini, responsabile della Neurochirurgia III dell’IRCCS Neuromed e docente presso l’Università Sapienza di Roma.

Come funziona la termoablazione laser cerebrale

La termoablazione laser è una tecnica mini-invasiva che viene utilizzata in casi selezionati di patologie cerebrali.

La procedura prevede l’inserimento di una fibra ottica estremamente sottile, on un diametro inferiore ai 2 millimetri, direttamente nella zona da trattare.

Il posizionamento della fibra avviene attraverso una microincisione chirurgica assistita da sistemi robotici. Successivamente il paziente viene trasferito nella sala di risonanza magnetica. Dove viene effettuato il trattamento vero e proprio.

L’energia laser produce un aumento controllato della temperatura che consente di danneggiare il tessuto patologico, limitando l’impatto sulle aree circostanti.

Intelligenza artificiale e risonanza magnetica per una chirurgia più precisa

Uno degli elementi innovativi della procedura realizzata al Neuromed è rappresentato dall’integrazione tra termoablazione laser e tecnologie avanzate di imaging cerebrale.

Grazie alla risonanza magnetica ad alto campo e agli algoritmi più moderni basati anche sull’intelligenza artificiale, gli specialisti hanno potuto osservare in tempo reale il rapporto tra la zona trattata dal laser e le aree cerebrali considerate “eloquenti”. Ossia quelle responsabili di funzioni essenziali.

Prima dell’intervento, effettuato uno studio dettagliato dell’anatomia e delle caratteristiche funzionali del cervello del paziente.

Questa fase è curata dal neuroradiologo Andrea Bartolo e dal neuropsicologo Marco Ciavarro dell’IRCCS Neuromed.

La LITT nelle patologie cerebrali selezionate

La termoablazione laser viene applicata in situazioni specifiche, come alcuni tumori cerebrali primitivi o metastatici localizzati in aree profonde o particolarmente delicate.

La metodica può essere utilizzata anche nel trattamento di alcune malformazioni vascolari cerebrali, come i cavernomi.

“La LITT è un’opzione terapeutica applicabile in casi selezionati di tumori cerebrali primitivi o metastatici localizzati in aree particolarmente profonde o critiche – spiega il neurochirurgo Paolini – la stessa metodica è applicabile anche alla rimozione di malformazioni vascolari note come cavernomi. La costante sfida della neurochirurgia non è soltanto trattare la lesione ma farlo preservando nel modo più accurato possibile le funzioni neurologiche e la personalità del paziente. Le moderne tecniche di studio funzionale del cervello ci consentono oggi di pianificare questi interventi con un livello di precisione che fino a pochi anni fa non era disponibile. In questo caso, il passo in avanti risiede nella possibilità di monitorizzare in tempo reale gli effetti della procedura tramite la risonanza magnetica”.

Neurochirurgia mini-invasiva: ridurre il trauma mantenendo efficacia e sicurezza

Secondo il professor Paolini, le tecniche mini-invasive stanno ampliando le possibilità della neurochirurgia contemporanea, ma devono essere valutate sulla base della loro capacità di ridurre il trauma chirurgico senza compromettere efficacia e sicurezza.

“Le tecniche mininvasive. Prosegue Paolini – stanno ampliando le possibilità terapeutiche della neurochirurgia moderna il nostro gruppo da anni adotta questa filosofia nella chirurgia dei tumori cerebrali e spinali. È importante però sottolineare che la mini-invasività è realmente percorribile laddove si accompagni a una riduzione del trauma chirurgico e al tempo stesso preservi o migliori l’efficacia e la sicurezza della procedura. Questo requisito è raggiunto appieno dalla termoablazione poiché la necrosi termica della lesione tumorale è a tutti gli effetti assimilabile a una rimozione chirurgica e i pazienti possono lasciare l’ospedale a poche ore dalla procedura”.

Neuromed e innovazione nella cura dei tumori cerebrali

L’esperienza realizzata a Pozzilli si inserisce nel percorso di sviluppo della neurochirurgia tecnologica, dove precisione diagnostica, imaging avanzato e trattamenti personalizzati assumono un ruolo sempre più centrale.

La collaborazione con la Neurochirurgia dell’Ospedale Pediatrico AORN Santobono Pausilipon IRCCS di Napoli, realtà con esperienza nell’utilizzo della metodica, rafforza il percorso di crescita della termoablazione laser in ambito clinico.

L’obiettivo delle nuove tecnologie è quello di offrire ai pazienti trattamenti sempre più mirati, capaci di intervenire sulle lesioni cerebrali preservando il più possibile le funzioni neurologiche.