Il consumo delle sostanze alcoliche tra gli adolescenti è un problema spesso sottovalutato a partire dai genitori. Sull’argomento è intervenutoLudovico Abbaticchio, Presidente Nazionale Sindacato Medici Italiani (SMI), riportando le analisi più aggiornate sul consumo dell’alcol in adolescenza in Italia. I dati provengono dall’ISTAT e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) 2025 e si riferiscono al 2023-2024. Ma quanti sono gli adolescenti che bevono? Tra gli 11 e i 15 anni, nonostante il divieto di vendita ai minori, beve alcol il 9,1% degli uomini e il 6,6% delle donne. Tra gli 11 e i 25 anni, il 19% degli uomini e il 13% delle donne consuma alcol in modo considerato “a rischio per la salute”. Secondo l’ISS sono circa 1.370.000 ragazzi. Popolazione 11 anni e più: il 15,1% ha almeno un comportamento di consumo a rischio, con oltre 8 milioni di persone.
Alcol e comportamenti a rischio da parte dei giovani
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Il Binge Drinking (cinque e più unità alcoliche in una sola occasione) viene praticato dall’11% degli uomini e dal 6% delle donne tra 11-25 anni. In generale, riguarda oltre 4 milioni di persone, con picco 18-24 anni. Tra le donne è aumentato dell’80% in 10 anni.
Il consumo di alcol fuori pasto, invece, riguarda il 32% degli uomini e il 25% delle donne tra gli 11 e i 25 anni. È un comportamento in crescita, mentre il consumo quotidiano eccedentario cala nel lungo periodo.
Ma cosa bevono i ragazzi tra gli 11e i 25 anni? Gli uomini: birra 42%, aperitivi alcolici 37%, vino 31%. Donne: aperitivi alcolici 33%, birra 28%, vino 24%. C’è uno spostamento del consumo dal vino a pasto verso birra e aperitivi fuori pasto.
I gravi effetti dell’alcol sugli adolescenti
L’ISS ricorda che nei giovani l’alcol interferisce con lo sviluppo della corteccia prefrontale e provoca danni potenzialmente irreversibili all’ippocampo, aumentando il rischio di deficit cognitivi. L’alcol è, inoltre, classificato come cancerogeno di gruppo 1 e presenta effetti epatotossici particolarmente gravi nei soggetti giovani.
Nel 2023, circa 8 milioni di italiani hanno consumato alcol mettendo a rischio la salute, con prevalenza significativa tra 16-17enni. 780 mila sono “consumatori dannosi” che avrebbero bisogno di trattamento, ma il Servizio Sanitario Nazionale ne intercetta solo 63 mila. Il consumo a rischio è più frequente al Nord, specie Nord-Est, e nei piccoli comuni.
Preoccupano i dati sulla diffusione dell’alcol tra gli adolescenti, insieme all’uso delle droghe, all’abuso farmacologico, al disagio psicofisico legato ai social e alla videodipendenza. Ciò dovrebbe indurre le istituzioni ad affrontare il problema come una reale emergenza.
Avviare politiche per il mondo giovanile spesso sottovalutato
È sempre più necessario avviare progetti di legge da finanziare per rendere efficaci e utili programmi istituzionali di educazione alla salute nelle scuole. «Questo è possibile – dice Abbaticchio – utilizzando le competenze professionali già presenti nei territori. Bisogna partire dagli Ambiti Comunali, dai Distretti Sanitari, dai medici e dai pediatri di famiglia, dai consultori, dal mondo operativo qualificato del terzo settore. In questi luoghi istituzionali ci sono professioni e competenze non ben utilizzate che possono diventare utilissime al miglioramento dello stato di salute del nostro mondo giovanile. Ci vogliono leggi e persone competenti nel Parlamento Italiano, nelle Regioni e nei Comuni che abbiano in sé il vero senso di responsabilità istituzionale. Ciò per avviare politiche a favore di un mondo giovanile spesso sottovalutato o dimenticato. I genitori da soli non ce la possono fare», conclude il presidente della SMI.
