Pelle, Sistema immunitario

La pelle è uno specchio sensibile dello stato di salute, dell’età biologica e delle abitudini quotidiane. Qualsiasi alterazione visibile o funzionale può influire sull’autostima, condizionare le relazioni sociali e incidere sul benessere generale. In questo contesto, l’innovazione tecnologica assume una valenza non soltanto estetica, ma anche clinica.

Dal trattamento delle discromie e irregolarità della texture cutanea al rimodellamento delle cicatrici che limitano i movimenti, luci e laser medicali trasformano la medicina moderna. Sono strumenti sempre più precisi, capaci di agire dalla superficie fino agli strati profondi della cute. Richiedono, però, competenze specialistiche e un rigoroso controllo di sicurezza.

Luci e laser medicali richiedono conoscenza della fisiologia cutanea

Luci e laser medicali non sono una soluzione standard. «Sono strumenti complessi, che richiedono conoscenza della fisiologia cutanea, dei meccanismi di interazione luce-tessuto e dei possibili rischi, per garantire trattamenti efficaci e sicuri». Così Stefania Guida, Associato di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e membro del Direttivo SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse. «Per questo è fondamentale rivolgersi sempre a personale che possieda una formazione specifica su luci e laser medicali. Si deve essere in grado di selezionare la tecnologia più appropriata e gestire eventuali complicanze. Parlare genericamente di ‘fare il laser’ è fuorviante: esistono tecnologie diverse, con indicazioni differenti».

Pelle: quando luci e laser medicali sono terapia

Ridurre luci e laser medicali a trattamenti puramente estetici è un errore.

In ambito dermatologico, ad esempio, vengono utilizzati per il trattamento di cicatrici atrofiche, ipertrofiche e cheloidee, discromie, neoformazioni cutanee benigne (verruche, condilomi), lesioni vascolari, fotodanneggiamento. Ma anche a supporto della terapia in corso di patologie infiammatorie croniche selezionate. Tra queste acne, rosacea, idrosadenite suppurativa, in alcune condizioni precancerose superficiali e alternative terapeutiche in condizioni di onicomicosi.

«Per ottenere un risultato ottimale – sottolinea Guidaè indispensabile una valutazione medica accurata. Un trattamento improprio può causare effetti indesiderati, dalle iperpigmentazioni post-infiammatorie fino a vere e proprie cicatrici. O ricomparsa della lesione trattata per improprio inquadramento diagnostico prima del trattamento».

Il ruolo della diagnosi dermatologica prima del trattamento

«La diagnosi è sempre il primo passo perché lesioni cutanee che possono apparire come semplici ‘macchie’ o piccole ‘escrescenze’ possono avere origini molto diverse tra loro. E non tutte sono trattabili con luci e laser medicali», spiega Guida.

La valutazione dermatologica si basa su un approccio clinico e dermoscopico. In casi selezionati, può essere supportata da tecniche di diagnostica non invasiva avanzata, come la microscopia laser confocale o la tomografia a coerenza ottica. Un corretto inquadramento diagnostico rappresenta il punto di partenza per definire un percorso terapeutico sicuro, appropriato e personalizzato per ogni paziente.

I trattamenti con luci e laser medicali non sono procedure “standard”, ma “atti medici”.

«Luci e laser medicali – prosegue l’esperta – rappresentano oggi una risorsa straordinaria per migliorare l’aspetto della pelle, la funzionalità e il benessere dei pazienti. Ciò a condizione che siano utilizzati sotto la guida di un medico con formazione specifica, per massimizzare i risultati e ridurre al minimo i rischi».