Una nuova iniziativa internazionale punta a rendere più rapido ed equo l’accesso ai vaccini contro Mpox (malattia nota in passato come vaiolo delle scimmie) durante le emergenze sanitarie. La riserva globale dovrebbe diventare operativa entro la fine di settembre 2026.
L’iniziativa costituisce un ulteriore sviluppo delle strategie messe a punto negli ultimi anni per migliorare la disponibilità delle dosi nelle emergenze sanitarie.
Una scorta internazionale per le emergenze
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La nuova riserva è stata finanziata da Gavi, l’Alleanza per i Vaccini, dopo l’approvazione del relativo progetto da parte del Consiglio di amministrazione nel 2025.
La gestione della scorta sarà affidata al Gruppo di Coordinamento Internazionale per la Fornitura di Vaccini (ICG), organismo che coordina da anni le forniture di vaccini destinati alle emergenze.
Fanno parte dell’ICG quattro importanti organizzazioni internazionali:
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);
- Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF);
- Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC);
- Medici Senza Frontiere (MSF).
L’obiettivo è creare un sistema attraverso il quale i vaccini possano essere messi a disposizione in tempi più brevi, seguendo criteri di necessità e di impatto sulla diffusione della malattia.
Perché la disponibilità dei vaccini è importante
Mpox continua a provocare focolai in diverse aree del mondo. Secondo i dati riportati nell’iniziativa, tra il 1° gennaio 2022 e il 31 luglio 2026 sono stati registrati 190.683 casi confermati in 145 Paesi e territori, con 529 decessi.
Una quota significativa dei casi, circa due terzi secondo i dati indicati, è stata segnalata nella regione africana.
Mpox è un’infezione virale che può trasmettersi soprattutto attraverso un contatto fisico stretto. In determinate aree dell’Africa continua inoltre a verificarsi la trasmissione dagli animali all’uomo, rappresentando un potenziale fattore di rischio per la comparsa di nuovi focolai.
La malattia può interessare persone di età e condizioni differenti. In alcuni casi può provocare complicazioni importanti, con un rischio maggiore di forme gravi per alcune categorie, tra cui bambini e persone immunocompromesse.
La vaccinazione delle persone maggiormente esposte può contribuire a ridurre la diffusione del virus, limitare l’impatto delle epidemie e diminuire il rischio di malattia grave.
Dall’esperienza del 2024 alla nuova riserva permanente
Nel 2024, durante l’emergenza sanitaria internazionale legata a Mpox, OMS e partner avevano introdotto un meccanismo ad hoc di accesso e allocazione dei vaccini.
Quel sistema aveva lo scopo di coordinare la disponibilità delle dosi e favorirne una distribuzione basata sulle necessità dei Paesi.
La nuova riserva globale rappresenta ora un’evoluzione di quel modello. L’intenzione è trasformare un meccanismo sviluppato in risposta a una situazione di emergenza in uno strumento permanente, capace di intervenire più rapidamente quando si verificano nuovi focolai.
Gavi: l’obiettivo è ridurre le disuguaglianze
Per Gavi (Global Alliance for Vaccines and Immunisation), uno degli aspetti centrali dell’iniziativa riguarda l’equità nell’accesso ai vaccini.
Sania Nishtar, amministratrice delegata di Gavi, ha affermato come la risposta all’epidemia del 2022 abbia evidenziato le difficoltà incontrate dai Paesi con minori risorse nell’approvvigionamento dei vaccini.
Secondo Gavi, “una riserva internazionale può contribuire a evitare che la capacità economica di un Paese diventi il principale fattore determinante nell’accesso alle dosi durante una crisi.”
L’organizzazione aveva già contribuito alla risposta internazionale del 2024 attraverso un fondo destinato alle situazioni di emergenza e ha successivamente sostenuto la creazione della nuova scorta globale.
Il ruolo della Croce Rossa
Anche la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa considera la disponibilità tempestiva dei vaccini un elemento importante nella gestione dei focolai.
Jagan Chapagain, segretario generale e amministratore delegato dell’IFRC, ha evidenziato l’importanza di riuscire a portare le dosi alle comunità maggiormente esposte proprio nel momento in cui risultano più necessarie.
La combinazione tra coordinamento internazionale e disponibilità preventiva dei vaccini dovrebbe quindi rendere più efficiente la risposta sul territorio.
MSF: servono strategie coordinate
Medici Senza Frontiere ha accolto positivamente la nascita della riserva globale, sottolineando però l’importanza di integrare questo strumento con le iniziative nazionali e regionali.
Daniela Garone, coordinatrice medica internazionale di MSF, ha evidenziato la complessità dell’epidemiologia di Mpox e la presenza di differenti varianti e gruppi di popolazione coinvolti.
Per raggiungere un numero maggiore di persone, secondo MSF sarà quindi necessario rafforzare la collaborazione tra autorità sanitarie, programmi di controllo delle malattie, comunità locali e organizzazioni impegnate nella risposta alle emergenze.
UNICEF: attenzione anche ai bambini
Catherine Russell, direttrice esecutiva dell’UNICEF, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che la malattia può avere sui bambini, comprese le ripercussioni psicologiche e sociali.
L’isolamento, la paura del contagio, lo stigma e l’interruzione delle attività scolastiche possono infatti aggiungersi agli effetti provocati dall’infezione.
La disponibilità di vaccini attraverso una riserva internazionale dovrebbe permettere di intervenire più rapidamente a tutela dei bambini, delle famiglie e delle comunità considerate maggiormente a rischio.
OMS: una riserva per contenere più velocemente i focolai
Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la creazione della scorta globale rappresenta un passo verso un sistema più stabile per affrontare le future epidemie di mpox.
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha indicato nella disponibilità preventiva dei vaccini uno strumento utile per ridurre i tempi di risposta.
L’idea è semplice: avere dosi già disponibili consente ai Paesi di poter intervenire più rapidamente quando emergono nuovi focolai, aumentando le possibilità di limitarne la diffusione.
Che cos’è l’ICG
Il Gruppo di Coordinamento Internazionale per la Fornitura di Vaccini (ICG) è stato istituito nel 1997 dopo importanti epidemie di meningite verificatesi in Africa.
La sua funzione è coordinare la disponibilità e la distribuzione di vaccini e altri strumenti di emergenza durante le principali epidemie.
Nel corso degli anni, il meccanismo è stato utilizzato per sostenere la risposta a diverse malattie, tra cui colera, meningite, febbre gialla ed Ebola.
L’ICG collabora con governi, produttori, donatori e organizzazioni internazionali per stabilire quantità e composizione delle scorte, con l’obiettivo di mantenere una disponibilità adeguata alle necessità delle emergenze.
Cosa cambia con la nuova riserva mpox
L’inserimento di Mpox nel sistema di scorte globali porta a una maggiore strutturazione del modello sperimentato durante l’emergenza del 2024.
La nuova riserva dovrebbe essere accessibile ai Paesi che ne avranno necessità e diventare operativa entro la fine di settembre 2026.
Il principio alla base dell’iniziativa è quello di anticipare le esigenze invece di attendere che un focolaio raggiunga dimensioni importanti. Una disponibilità preventiva delle dosi può infatti ridurre i tempi necessari per organizzare la risposta vaccinale.
