Ascolto e Fattore Umano, foto fornita da cs

Dalle persone senza dimora alle donne rifugiate, le esperienze di chi ritrova fiducia attraverso l’ascolto. Il 4 novembre, a Villa Altieri, la conferenza «Fattore umano» mette al centro la relazione, la formazione e la coesione sociale.

Ascolto e dignità, le basi dell’inclusione sociale

Ritrovare fiducia, ricostruire legami e immaginare nuove prospettive. Per chi vive una situazione di fragilità, questi passaggi possono rappresentare l’inizio di un cambiamento. L’ascolto empatico offre infatti uno spazio nel quale raccontarsi, riconoscere le proprie risorse e recuperare un rapporto più consapevole con gli altri.

È questo il filo conduttore delle testimonianze raccolte da I3C – Istituto Counselling Centrato sul Cliente e dalla rete Donne for Peace APS, che saranno al centro della conferenza «Fattore umano – Counselling, Coesione Sociale e Qualità della Formazione», in programma il 4 novembre alle ore 16 a Villa Altieri, a Roma.

L’iniziativa è promossa da I3C in collaborazione con GIOVE srl creativa. L’evento ha il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Next Economia.

Al centro del confronto ci sono il valore delle relazioni, la formazione e il ruolo dell’ascolto nei percorsi di inclusione. Le esperienze presentate mostrano come una relazione rispettosa possa sostenere persone che affrontano difficoltà sociali, cambiamenti profondi o percorsi di reinserimento.

«Mettere la persona al centro è una scelta quotidiana di presenza e di ascolto autentico», afferma Francesca Coddetta, direttrice dell’Istituto. Una prospettiva che lega la formazione alle situazioni concrete e alla capacità di riconoscere le esigenze individuali.

Persone senza dimora, l’importanza di essere ascoltati

Un pasto caldo e una coperta possono rispondere a bisogni immediati. Accanto all’assistenza materiale, però, esiste una necessità altrettanto importante: incontrare qualcuno disposto a fermarsi, ascoltare e riconoscere la storia di chi vive in strada.

È l’esperienza di Carla Oneili, counsellor, docente I3C e volontaria della Croce Rossa Italiana. Nel suo impegno emerge il valore della comunicazione empatica, soprattutto quando l’isolamento rischia di rendere invisibili le persone e le loro esperienze.

«Sulla strada, le competenze di ascolto empatico e comunicazione efficace diventano strumenti indispensabili per rompere l’isolamento e donare un momento di autentico conforto a chi si sente invisibile», spiega.

La formazione al counselling può sostenere anche chi presta servizio come volontario. Riconoscere le proprie emozioni e comprendere il coinvolgimento personale aiuta ad affrontare la fatica dell’aiuto e a costruire relazioni più consapevoli.

Reinserimento sociale, la formazione come opportunità

L’ascolto può accompagnare anche chi sta cercando di ricostruire il proprio percorso di vita dopo una condanna.

Valeria Verde, counsellor, docente I3C e assistente sociale presso il Ministero della Giustizia nell’ambito delle misure alternative alla detenzione, racconta la storia di un uomo di circa cinquant’anni, sottoposto agli arresti domiciliari e autorizzato a frequentare in presenza un percorso formativo biennale dell’Istituto.

L’esperienza del gruppo e la possibilità di confrontarsi in un ambiente accogliente gli hanno permesso di sviluppare competenze utili per il lavoro e di recuperare fiducia nelle proprie capacità.

La vicenda mostra come la formazione possa assumere un significato più ampio dell’apprendimento professionale. Diventa anche un’occasione per valorizzare le risorse personali, maturare nuove consapevolezze e progettare il futuro.

Donne rifugiate e cambiamento personale: la testimonianza di Oksana Ulitska

Per Oksana Ulitska, rifugiata politica ucraina in Italia dal 2022, il trasferimento ha significato affrontare una nuova fase della propria vita, mantenendo il legame con la professione e con il desiderio di contribuire alla salute delle persone.

Già pediatra e successivamente impegnata nella ricerca biomedica, continua dall’Italia a collaborare con la ricerca sanitaria in Ucraina. Nel frattempo, si è avvicinata al counselling, proseguendo il proprio percorso di studio.

«È iniziato dentro di me un cambiamento, nell’anima e nel pensiero. Ho acquisito maggiore fiducia nel mettermi in gioco e nell’affrontare gli errori», racconta.

La sua tesi, Metamorfosi degli errori, nasce dalla riflessione sulla possibilità di trasformare le difficoltà in occasioni di apprendimento.

«In un mondo dilaniato dalla guerra, che continua a colpire il mio e altri Paesi, il coaching e il counselling mi hanno aiutato ad accettare la realtà: la mia e quella degli altri».

Le sue parole restituiscono il valore di un percorso personale nel quale conoscenza di sé, consapevolezza e capacità di affrontare il cambiamento diventano strumenti per guardare avanti.

Diritti umani e pace, il contributo di Donne for Peace

Il rapporto tra crescita individuale e convivenza civile emerge anche dalla testimonianza di Maryia Harbachova, di origine bielorussa e vicepresidente di Donne for Peace APS.

Nel confronto con colleghe provenienti da Paesi e contesti culturali differenti, l’approccio centrato sulla persona elaborato da Carl Rogers le ha offerto strumenti per riconoscere i propri bisogni e comprendere quelli degli altri.

Questa esperienza si collega al suo impegno per i diritti umani e alla ricerca di modalità di relazione capaci di favorire il dialogo.

«In un mondo attraversato da incomprensioni e conflitti, l’ascolto empatico e l’accettazione incondizionata possono aprire nuove possibilità di dialogo», osserva Harbachova.

E aggiunge: «La pace nasce dalle piccole cose: dal rapporto con noi stessi, dalle relazioni quotidiane, per estendersi alla comunità e alla società».

Un messaggio che collega la dimensione personale alla responsabilità collettiva. La qualità delle relazioni quotidiane può contribuire a creare condizioni più favorevoli alla comprensione reciproca e alla convivenza.

Fattore umano, istituzioni e società al centro del dibattito

La conferenza del 4 novembre intende estendere la riflessione anche alla scuola, al mondo del lavoro, alle istituzioni e all’informazione. Il confronto coinvolgerà rappresentanti del mondo politico, sociale, professionale e culturale.

Ad aprire l’incontro sarà Tiziana Biolghini, consigliera di Roma Capitale e della Città Metropolitana di Roma Capitale.

Per I3C interverranno la direttrice Francesca Coddetta e i direttori onorari Gianni Sulprizio e Silvia Spaziani.

Tra i partecipanti annunciati figurano Riccardo Rigillo, capo di Gabinetto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare; Carla Fermariello, presidente della Commissione capitolina Scuola; Linda Meleo, consigliera capitolina e vicepresidente della Commissione Mobilità; e Augusto Gregori, vicepresidente del Municipio Roma IX Eur.

La partecipazione di Monica Cecchi, vicepresidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, risulta invece in attesa di conferma.

Il dibattito coinvolgerà inoltre Marco Deriu, presidente del Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti; Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma; Simona Petrozzi, presidente di Terziario Donna Confcommercio Roma; e Loredana Macchietti Minà, giornalista e presidente della Fondazione Gianni Minà.

Saranno presenti anche Manuela Olivieri Mennea, avvocata e presidente della Fondazione Pietro Mennea; Valentina Fabbri, presidente di Programma Integra; Volha Marozava, presidente di Donne for Peace APS; Salvo Messina, già presidente e fondatore di Solco S.r.l.; e Stefano Galieni, responsabile nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

Parteciperanno anche rappresentanti dei media, chiamati a confrontarsi sul ruolo dell’informazione nella rappresentazione delle fragilità e delle esperienze individuali.

Il valore dell’ascolto per la salute e il benessere sociale

Il counselling e l’ascolto empatico possono contribuire alla qualità delle relazioni, alla consapevolezza personale e alla costruzione di contesti sociali più inclusivi.

Le testimonianze presentate da I3C e Donne for Peace mostrano esperienze differenti, accomunate dalla ricerca di fiducia, riconoscimento e nuove possibilità. Dall’assistenza alle persone senza dimora ai percorsi di reinserimento, fino alle esperienze delle donne rifugiate, emerge l’importanza di considerare ogni individuo nella complessità della propria storia.

Per Diritto alla Salute, il tema richiama anche una dimensione collettiva del benessere: le relazioni, la partecipazione e l’inclusione contribuiscono alla qualità della vita e alla possibilità di affrontare le difficoltà.

L’appuntamento romano offrirà quindi un’occasione di confronto sul rapporto tra formazione, responsabilità sociale e dignità della persona. Perché ascoltare significa creare le condizioni affinché ciascuno possa riconoscere le proprie risorse e partecipare, con maggiore fiducia, alla vita della comunità.