To-Gather: un anno di lavoro per l’inclusione di 140 rifugiate ucraine
Ripartire dopo la guerra significa ricostruire non solo un Paese, ma anche vite, relazioni e prospettive: è questo lo spirito…
Il counselling è una relazione d’aiuto professionale finalizzata a sostenere le persone in momenti di transizione, difficoltà o cambiamento. A differenza della psicoterapia, che tratta patologie e disturbi cronici, il counselling si focalizza sul “qui e ora”, lavorando su obiettivi concreti, sul potenziamento delle risorse personali e sul superamento di specifici momenti di crisi o di stress.
Il cuore di questo percorso risiede nell’ascolto attivo e nell’assenza di giudizio da parte del professionista. Attraverso un dialogo guidato, il counsellor non offre soluzioni preconfezionate, ma agisce come un facilitatore. Il suo compito è aiutare il cliente a esplorare i propri vissuti, a fare chiarezza interiore e a sviluppare una maggiore autoconsapevolezza, affinché possa compiere scelte autonome e consapevoli per il proprio futuro.
Negli ultimi anni, la richiesta di counselling è cresciuta notevolmente in diversi ambiti: da quello aziendale, per la gestione del burnout e il miglioramento delle relazioni lavorative, a quello scolastico e familiare. Questo approccio si dimostra particolarmente efficace per affrontare lutti, separazioni, scelte di carriera o difficoltà comunicative. Intraprendere un percorso di counselling significa concedersi uno spazio sicuro in cui smettere di subire gli eventi e ricominciare a progettare la propria vita con fiducia, riscoprendo la propria resilienza e il proprio potenziale innato.
Ripartire dopo la guerra significa ricostruire non solo un Paese, ma anche vite, relazioni e prospettive: è questo lo spirito…