La paura del buio è molto comune nei bambini tra i due e i sei anni. In questa età, i piccoli iniziano a fare le prime esperienze di percezione di sé, si accorgono di avere una certa vulnerabilità. Sentono anche la paura di essere abbandonati, iniziano a percepire la propria debolezza. La paura del buio diventa, così, un grande contenitore nel quale far confluire tutti i suoi timori. Essa, come le altre paure, ha, infatti, anche una sua funzione. A volte, però, può essere talmente intensa da diventare invalidante per il bambino, impedendogli di addormentarsi serenamente e di girare per casa la sera da solo. Il comportamento dei genitori è sempre molto importante.
Genitori preoccupati, importante ‘sintonizzarsi con la paura’
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Quando la paura del buio preoccupa particolarmente i genitori, è necessario ascoltare i suggerimenti degli esperti. La psicologa e psicoterapeuta Marianna Scollo Abeti, del Servizio di psicologia ospedaliera, AOU Meyer Irccs di Firenze, consiglia a mamma e papà di “sintonizzarsi con la paura”. Questo perché è «importante avere una condivisione emotiva. È bene dire frasi del tipo “lo vedo che hai tanta paura”, “mamma mia, certo che è proprio brutto questo mostro”. Raccontate le vostre esperienze, per il bambino è importante avere degli esempi. Esempi capaci di comunicargli che ciò che sente è quello che un tempo anche i suoi genitori o gli altri adulti di riferimento hanno sentito. Nel nostro narrare e nelle esperienze il bambino si rispecchia e si consola», sottolinea Scollo Abeti.
Esorcizzare la paura attraverso favole e giochi
Quando la paura diventa un problema più grande, è consigliabile esorcizzare la paura attraverso favole e giochi. «Provate a leggere con lui – prosegue l’esperta – un libro che abbia come tema la paura. Oppure a condividere insieme a lui dei giochi che lo aiutino a tirar fuori l’emozione che prova. Ad esempio, spingetelo a disegnare che cosa gli fa paura. Oppure giocate con lui dandogli un oggetto che possa sconfiggere la paura, una spada o un pupazzo che considera forte».
In alcuni casi però, la specifica paura del buio può svilupparsi dopo esperienze particolarmente traumatiche per il bambino. Come ad esempio la morte o l’abbandono di un congiunto, una malattia, un’ospedalizzazione. È importante allora capire se, dietro alla paura del buio vi sia per esempio la paura della morte, del dolore, o altro.
Interpretare quello che i bimbi provano a dire attraverso la paura
Devono essere altresì indagati anche i vissuti del bambino quando è fuori di casa, ovvero a scuola. Gli insegnanti hanno notato qualcosa di strano rispetto al suo comportamento abituale? Come si relaziona con i compagni?
«Prima di chiedere l’aiuto di uno psicologo, si può cercare di desensibilizzare il bambino a questa paura. Ma se perdura, se si nota che il bambino è pauroso in più situazioni e non si riesce a ottenere alcun risultato, è necessario consultare un esperto. Ciò non vuol dire portare il bambino in terapia. Ma andare da qualcuno che sia capace di interpretare quello che il piccolo sta provando a dirci attraverso la sua paura. Ricordiamo sempre che la paura del buio fa parte di un normale percorso di crescita. E come tale va affrontato e condiviso insieme alla mamma e al papà», conclude la psicologa.
