adamello

Il cambiamento climatico sta minacciando la montagna dell’Adamello e il suo ghiacciaio; di quest’ultimo è prevista la scomparsa entro la fine del secolo. La previsione arriva dal progetto ClimADA nel bilancio del primo anno di attività, in occasione della Giornata internazionale della Montagna. Essa si celebra ogni 11 dicembre dal 2003, come voluto dall’Onu che l’ha istituita nel 2002.

Per l’ecosistema della montagna il cambiamento climatico è uno dei nodi peggiori. Lo scioglimento dei ghiacciai ne è la manifestazione più evidente, ma sono tantissime le conseguenze sull’ambiente, sulla fauna e sulla biodiversità.

Adamello, addio al ghiacciaio entro fine secolo

Il progetto ClimADA ha “l’obiettivo di ricostruire l’evoluzione climatica degli ultimi secoli, l’impatto antropico nell’area di alta montagna alpina, e anche la dinamica delle specie vegetali, dei grandi incendi avvenuti negli ultimi secoli e in generale degli impatti antropici nelle aree di alta montagna”. E’ curato da Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Le rilevazioni hanno registrato un aumento delle temperature progressivo dal 2006. A serio rischio la sopravvivenza del ghiacciaio. La previsione – sintetizzata in un video – è che il ghiacciaio scomparirà entro la fine del secolo. I segni del riscaldamento climatico sono già piuttosto evidenti. Ecco come è cambiata la situazione nell’ultimo ventennio.

Il progetto ClimADA monitora la salute del ghiacciaio dell’Adamello e della vicina area alpina. L’obiettivo è “comprendere l’evoluzione del ghiacciaio dell’Adamello negli ultimi secoli, per ricostruire le condizioni climatiche e ambientali che si sono succedute e fornire informazioni funzionali a tracciare gli scenari futuri“.

Il bilancio del primo anno di questo progetto conferma quanto annunciato dal modello matematico: la previsione è lo scioglimento del ghiacciaio entro la fine del secolo. Se ne è parlato durante il convegno “L’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini: il caso dell’Adamello“.

Mille anni di storia raccontati dal ghiaccio

Nello strato di ghiaccio dell’Adamello sono raccontati gli ultimi mille anni di storia del clima. Attraverso di esso infatti è possibile ricostruire “gli effetti di eventi come la Prima Guerra Mondiale, che si è combattuta sull’Adamello, o del disastro di Chernobyl o di grandi incendi“. Conservati all’EuroCold Lab dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, 224 metri di carota di ghiaccio.

In ottica futura, oltre al modello predittivo elaborato dall’Università degli Studi di Brescia, il focus è
sull’impatto del riscaldamento globale a livello della criosfera e sul regime dei deflussi nei bacini alpini
glaciali
” – si legge in una nota. “I primi ghiacciai destinati ad ammalarsi (e poi a morire) sono quelli cosiddetti “temperati”, cioè con temperature del ghiaccio appena sotto lo 0. Si tratta di ghiacciai e nevai esposti a sud e quindi tipici del versante italiano delle Alpi“.

Nel corso del 2023 il progetto ClimADA avrà una dimensione internazionale.