Il ruolo delle anomalie vascolari renali nell’insorgenza della ipertensione
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Lo studio del Bambino Gesù dimostra il ruolo delle anomalie vascolari renali nell’insorgenza della
pressione alta.
Infatti, 4 bambini su 10 già presentano un danno cardiaco.
Le anomalie dei vasi renali sono una delle cause che contribuiscono all’insorgenza
dell’ipertensione arteriosa negli adolescenti, complicandone la gestione.
Inoltre, 4 ragazzi ipertesi su 10 mostrano già un danno al cuore nonostante la giovane età.
Sono i risultati di uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù pubblicato su Journal of Clinical Medicine.
In occasione della Giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa del 17 maggio, lo studio accende i riflettori su una possibile causa ancora poco considerata della malattia nei più giovani.

L’ipertensione arteriosa
L’ipertensione è uno dei principali problemi di salute pubblica a livello globale ed è responsabile
come concausa di circa il 12,8% dei decessi. Sebbene sia tipica dell’età adulta, negli ultimi anni è in
aumento anche tra bambini e adolescenti, soprattutto in relazione alla diffusione dell’obesità.
Una condizione spesso asintomatica, nota come “killer silenzioso”, e rappresenta nel tempo un importante fattore di rischio per ictus, infarto e insufficienza renale.
Nella popolazione pediatrica interessa il 3-7% dei soggetti apparentemente sani, ma può arrivare
fino al 20-25% nei bambini in sovrappeso o obesi.
Inoltre, in molti casi è legata a malattie renali, endocrine o cardiovascolari. Ma in una quota significativa – fino al 30% – non si riesce a identificarne la causa e si parla di ipertensione “essenziale”.
Infatti, questa condizione è particolarmente rilevante.
Perché tende a persistere nel tempo e può provocare già in età pediatrica danni agli organi bersaglio. Soprattutto al cuore, con aumento della massa ventricolare sinistra e alterazioni della struttura cardiaca.
Il ruolo dei reni e le conseguenze sul cuore
Lo studio è condotto dall’unità operativa di Medicina dello sport e ipertensione arteriosa e da quella
di Imaging multimodale del Bambino Gesù.
Concentrandosi su una possibile causa finora poco considerata.
Infatti, le anomalie anatomiche delle arterie renali.
Analizzando 107 bambini e adolescenti con ipertensione primaria, i ricercatori hanno osservato che circa il 65% presenta varianti della vascolarizzazione renale; come arterie accessorie o di calibro ridotto.
Oltretutto, la presenza di queste anomalie, potrebbe alterare il flusso di sangue al rene.
Attivando meccanismi ormonali che aumentano la pressione arteriosa.
In questo modo, anche nei casi apparentemente “senza causa”: il rene, potrebbe avere un ruolo diretto nel causare l’innalzamento della pressione arteriosa.
Inoltre, lo studio, ha anche rilevato come il 41% dei pazienti presenti già un danno cardiaco sotto forma di ipertrofia ventricolare sinistra, segno che la pressione arteriosa elevata può danneggiare il cuore.
Riconoscimento delle anomali e prevenzione sullo stile di vita dei bambini
Sulla base del confronto tra il gruppo di pazienti con e senza anomalie renali non si è evidenziato differenze significative nei valori pressori o nel danno cardiaco.
Ma si è mostrato che nei primi l’ipertensione è più difficile da controllare e richiede più spesso una terapia con più farmaci.
«In molti ragazzi quella che chiamiamo ipertensione essenziale (“senza causa”) potrebbe in realtà
dipendere da come sono fatti i vasi del rene -spiega Ugo Giordano, responsabile dell’Unità operativa
semplice di Medicina dello Sport e Ipertensione Arteriosa del Bambino Gesù e primo autore dello
studio – Riconoscere queste anomalie aiuta a capire meglio la malattia e a intervenire prima, per
proteggere il cuore».
I risultati, suggeriscono quindi l’importanza di approfondire lo studio della vascolarizzazione renale
nei giovani con ipertensione arteriosa persistente.
Soprattutto, nei casi più difficili da controllare o già associati a segni di danno d’organo.
«Resta comunque fondamentale, sempre come primo approccio, intervenire sugli stili di vita – conclude Giordano – alimentazione equilibrata, riduzione del sale, attività fisica regolare e controllo del peso rappresentano il primo passo per prevenire e gestire l’ipertensione anche nei più giovani».
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Fonte: Ufficio Stampa dell’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS
