Bonanni e Sardu

Una videointervista a Milano in via Montenero 70, presso lo studio dell’Avv. Ezio Bonanni che ha seguito l’intricata vicenda di Mauro Sardu e sua moglie Ombretta Romanin, “vittime del terrorismo” e sopravvissuti della strage di Nizza del 14 luglio 2016.
I due coniugi si trovavano infatti sulla Promenade des Anglais e riuscirono a salvarsi, ma le conseguenze dell’attentato hanno avuto un impatto duraturo sulla loro vita. Le perizie hanno infatti accertato per entrambi un disturbo post-traumatico da stress cronico, con un’invalidità riconosciuta del 43%.

Il legale, presidente dell’Osservatorio Vittime del Dovere i due coniugi nella lunga battaglia per ottenere il riconoscimento dei loro diritti.

L’attentato di Nizza del 2016

Il 14 luglio 2016 la Promenade des Anglais di Nizza era affollata per le celebrazioni della Festa nazionale francese. Un camion lanciato contro la folla provocò una strage: 86 persone furono uccise e oltre 400 rimasero ferite. Tra le vittime mortali vi furono anche sei cittadini italiani.

Il riconoscimento ottenuto in Francia e le difficoltà in Italia

Nell’intervista, l’avvocato Ezio Bonanni illustra il significato della conclusione della lunga vicenda giudiziaria e ribadisce l’impegno dell’Osservatorio per il riconoscimento dei diritti delle vittime.

La parola passa quindi direttamente a Mauro Sardu, che racconta la propria esperienza.

Il punto centrale del suo racconto è il contrasto tra il riconoscimento ottenuto in Francia e la lunga difficoltà incontrata in Italia.

Sardu spiega di aver vissuto inizialmente una situazione che definisce molto deludente.

La Francia, dopo gli accertamenti, li aveva riconosciuti come vittime del terrorismo, ma in Italia

il riconoscimento non arrivò in via amministrativa e fu necessario rivolgersi alla magistratura.

Immaginiamo quindi per un attimo il senso di frustrazione legato alla necessità di dover dimostrare una condizione che era già evidente continuando a convivere con le conseguenze psicologiche dell’attentato.

Il traguardo giudiziario

La documentazione prodotta nel procedimento italiano comprendeva, tra gli altri elementi, il tracciamento GPS dei telefoni, una denuncia presentata alle autorità francesi, la documentazione consolare italiana e, ovviamente, il precedente riconoscimento francese.

Quando il Tribunale di Torino  ha finalmente quindi posto un punto fermo sulla loro condizione riconoscendo ufficialmente Sardu e Romanin come vittime del terrorismo, si è creato un precedente significativo.

La decisione ha inoltre stabilito, in presenza degli ulteriori requisiti previsti dalla normativa, il diritto all’assegno vitalizio di 500 euro mensili e allo speciale assegno vitalizio di 1.033 euro mensili.

La storia a lieto fine non cancella, ovviamente, quanto accaduto il 14 luglio 2016, ma assume un prezioso valore simbolico fatto di verità, giustizia e rettitudine.

Vedi l’intervista avvenuta presso lo studio dell’Avv. Ezio Bonanni