Salute mentale negli anziani, Rinuncia alle cure

Durante la bella stagione, la solitudine degli anziani può rappresentare un problema da non sottovalutare. Le famiglie, spesso, lasciano i membri più anziani a casa da soli, esponendoli potenzialmente a rischi per la propria incolumità. Molti anziani, d’altra parte, non vogliono rappresentare una fonte di impedimento per le loro famiglie e pertanto non manifestano le loro paure e difficoltà. È necessario, tuttavia, riflettere su cosa implichi effettivamente il periodo estivo per gli anziani. Periodo spesso vissuto come un abbandono quando i familiari stretti non li includono nelle loro vacanze.

Gli anziani si sentono più soli in estate 

Una delle principali cause di solitudine nelle persone di una certa età in estate è il vissuto di abbandono che provano. «In molte occasioni, non è possibile includere gli anziani nelle vacanze a causa delle loro condizioni di mobilità». Così Giulia Vassena, psicologa e psicoterapeuta presso il Centro dei Disturbi dell’Umore all’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro. «In tali circostanze potrebbe essere utile chiedere loro quali aiuti desidererebbero in quel particolare periodo. Una semplice manifestazione della presa in considerazione dei loro bisogni potrebbe contribuire a non farli sentire dimenticati, abbandonati».

La sensazione di non poter avere qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno può determinare uno stato di paura e allerta. 

Familiari lontani e città che si svuotano creano ansia  

Il senso di solitudine non deriva solo dall’allontanamento dei familiari, ma anche da diversi fattori contestuali che mutano in questo periodo dell’anno. È necessario ricordare che:

  • Le città si spopolano.
  • I palazzi si svuotano.
  • Molte attività commerciali chiudono.
  • Alcune attività ricreative vengono sospese. 

Tutto questo contribuisce a determinare un ulteriore ‘svuotamento’ nella vita degli anziani, che si trovano soli, o quasi, senza nessuno a cui fare affidamento. Di conseguenza, aumenta lo stato di disorientamento per le persone anziane che si trovano sempre più isolate nelle loro abitazioni.

Salute fisica e mentale, i rischi per le persone anziane

Sul piano fisico, le temperature elevate possono mettere sotto sforzo il sistema cardiovascolare e aumentare la perdita di liquidi corporei, determinando una condizione di disidratazione. 

Il caldo può, inoltre, ridurre l’appetito, con il rischio di peggiorare condizioni fisiche già precarie. In questo contesto diventa fondamentale sostenere l’anziano con una nutrizione completa.

«Per quanto concerne lo stato di salute psichica, la solitudine si può spesso trasformare in vere e proprie condizioni cliniche, quali stati d’ansia o depressione.  Condizioni – continua la psicologa e psicoterapeuta – che richiedono una specifica attenzione clinica».

Tra i sintomi più comuni della depressione nell’anziano vi sono sicuramente: 

  • calo dell’appetito; 
  • insonnia; 
  • estrema stanchezza;
  • incremento delle difficoltà di memoria e concentrazione;
  • tendenza a una scarsa cura di sé;
  • tendenza a isolarsi.

Cosa fare se un anziano è solo in estate

In diverse città, esistono servizi territoriali dedicati il cui fine è quello di proporre alle persone anziane differenti soluzioni in funzione dello specifico bisogno. 

In alcuni casi, è sufficiente aiutare gli anziani su aspetti più concreti e organizzativi come la consegna della spesa, di pasti pronti o anche di medicinali. Questo affinché essi non debbano necessariamente uscire di casa in giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate.   

In altri casi, sono invece necessari interventi più strutturati che consentano alla persona un’assistenza per l’intera giornata. In tali circostanze, si fa riferimento ai centri diurni anche solo per un periodo di tempo limitato. 

L’Ospedale San Raffaele Turro, in risposta a questi bisogni, offre la possibilità di ricoveri temporanei di monitoraggio preventivo per anziani autosufficienti in regime privato. Ciò per offrire all’anziano un contesto protetto, in cui poter usufruire sia di un’assistenza clinica sia di un ambiente di ascolto umano.