Un nuovo studio realizzato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Cell and Developmental Biology apre forse a nuove speranze per la ricerca sul mesotelioma pleurico, malattia correlata all’amianto.
Il progetto ha approfondito il ruolo di una piccola molecola di RNA, chiamata microRNA-197-3p (miR-197-3p), nella crescita delle cellule di mesotelioma.
Nonostante i progressi della ricerca, le opzioni terapeutiche restano limitate e la diagnosi avviene spesso in fase avanzata. Gli scienziati sono quindi alla ricerca di nuovi biomarcatori che possano migliorare la comprensione della malattia e, in futuro, favorire lo sviluppo di terapie più efficaci.
“Tutto ciò che comporta un passo avanti nella ricerca sul cancro e in particolare sul mesotelioma costituisce un faro di speranza per una malattia che spesso non lascia scampo”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.
Che cosa sono i microRNA
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I microRNA sono minuscole molecole di RNA che non producono proteine, ma regolano l’attività di numerosi geni. Negli ultimi anni sono diventati oggetto di grande interesse perché possono influenzare processi fondamentali come la proliferazione cellulare, l’infiammazione e lo sviluppo dei tumori.
Diversi studi hanno già evidenziato che l’esposizione alle fibre di amianto può modificare l’espressione di alcuni microRNA. Comprendere queste alterazioni potrebbe aiutare a individuare nuovi indicatori biologici della malattia o possibili bersagli terapeutici.
Cosa ha scoperto lo studio
I ricercatori hanno analizzato linee cellulari di mesotelioma pleurico appartenenti ai tre principali sottotipi della malattia — epitelioide, bifasico e sarcomatoide — confrontandole con cellule mesoteliali sane.
L’analisi ha evidenziato che il miR-197-3p è presente in quantità significativamente maggiori nelle cellule tumorali rispetto a quelle normali.
Successivamente gli studiosi hanno ridotto artificialmente l’attività di questo microRNA utilizzando specifiche molecole inibitorie. In queste condizioni è stata osservata una marcata diminuzione della capacità delle cellule tumorali di proliferare e formare nuove colonie.
Al contrario, aumentando il livello di miR-197-3p nelle cellule sane si è osservata una tendenza verso un comportamento maggiormente proliferativo.
Non influenza tutti i meccanismi della malattia
Un aspetto interessante emerso dalla ricerca riguarda la specificità dell’effetto osservato.
La modulazione del miR-197-3p non ha infatti prodotto variazioni significative nella vitalità delle cellule, nella loro capacità di migrazione o nei processi di apoptosi, cioè la morte cellulare programmata.
Secondo gli autori, questo suggerisce che il microRNA possa agire soprattutto sui meccanismi che regolano la crescita delle cellule tumorali, piuttosto che su altri processi coinvolti nella progressione del mesotelioma.
I possibili geni coinvolti
Lo studio ha inoltre individuato due possibili geni bersaglio del miR-197-3p: TGF-beta1 e CTNND1 (p120-catenina), entrambi coinvolti nella regolazione della proliferazione cellulare.
Le analisi hanno mostrato modifiche nell’espressione di questi geni quando il microRNA veniva inibito. Tuttavia, gli stessi cambiamenti non sono risultati sempre confermati a livello delle proteine prodotte dalle cellule.
Per questo motivo gli stessi ricercatori sottolineano che il rapporto tra il miR-197-3p e questi bersagli molecolari dovrà essere verificato con ulteriori studi.
Perché questa ricerca è importante
Il lavoro conferma ancora una volta quanto i meccanismi epigenetici possano avere un ruolo nello sviluppo del mesotelioma pleurico.
Identificare molecole come il miR-197-3p potrebbe contribuire, in futuro, alla ricerca di nuovi biomarcatori per la diagnosi o il monitoraggio della malattia e, potenzialmente, allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative.
Al momento, però, si tratta di risultati ottenuti esclusivamente in laboratorio su linee cellulari e non direttamente su pazienti.
I limiti dello studio
Saranno necessari ulteriori studi su modelli sperimentali più complessi e successivamente su pazienti per comprendere il reale ruolo di questa molecola nella comparsa e nella progressione del mesotelioma pleurico.
Lo studio
Citazione originaria: Bononi I, Di Mauro G, Tramarin ML, Esposito V, Tonnini G, Oton-Gonzalez L, Dallan B, Torreggiani E, Martini F and Tognon M (2026) Proliferation of pleural mesothelioma cells is enhanced by the microRNA-197-3p activity. Front. Oncol. 16:1807528. doi: 10.3389/fonc.2026.1807528
