Tumori della pelle (foto esclusivamente decorativa free di Pixabay)

Richiestissimi e in continua espansione, i trattamenti iniettabili – dai filler al botulino – si confermano tra le procedure cosmetologiche più eseguite in ambito dermatologico. Non rappresentano soltanto uno strumento di ringiovanimento, ma trovano applicazione anche nel miglioramento degli esiti cicatriziali, grazie a tecniche sempre più raffinate e minimamente invasive.

Un successo che impone, però, un’attenzione crescente alla sicurezza. Come ogni atto medico, anche le iniezioni estetiche possono determinare complicanze. Soprattutto quando vengono effettuate senza un’adeguata valutazione clinica o da operatori privi della necessaria formazione specialistica.  

È stato questo il focus del 99° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse organizzato a Rimini dal 21 al 24 aprile. L’iniziativa ha visto i dermatologi italiani e internazionali a confronto su prevenzione delle complicanze e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla diagnostica non invasiva.

Filler e botulino in forte crescita: nel 2024 quasi raddoppiati

Ogni anno viene eseguito un numero di procedure con iniettabili estremamente elevato. Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili superano complessivamente le 760 mila procedure. In particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio.

Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita molto marcata: la tossina botulinica passa da 194.335 a 316.385 trattamenti (+62,8%). Mentre i filler a base di acido ialuronico crescono da 190.606 a 430.598 procedure (+125,9%), confermandosi come il segmento più dinamico.

Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 le procedure sono quasi raddoppiate.

Le possibili complicanze dei trattamenti iniettabili

Le complicanze sono complessivamente rare e nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (come edema ed ecchimosi) in particolare per il botulino. Numerosi studi, infatti, documentano un’incidenza bassa di eventi avversi.

Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler. Le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe. Tra queste le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose, con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità.

Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica.

Ecografia cutanea: da supporto a strumento strategico

Tra le innovazioni al centro del Congresso Nazionale SIDeMaST, l’ecografia cutanea si conferma sempre più protagonista. Uno strumento fondamentale non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati. Come ad esempio la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità.

«Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica». La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze». Così Nicola Zerbinati, Ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST. «Le nuove tecnologie – aggiunge l’esperto – permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati».

Filler e botulino, iniezioni ecoguidate e più precisione

Una delle innovazioni più promettenti è rappresentata dalle iniezioni ecoguidate, che consentono di eseguire il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche. Un approccio che migliora la precisione permette di evitare aree sensibili e può contribuire a ridurre il rischio di complicanze.

Tecnologia sì, ma al centro resta il medico. Nonostante i progressi tecnologici resta un punto fermo: la sicurezza dei trattamenti iniettabili è strettamente legata alla competenza del medico. Da qui l’impegno di SIDeMaST nel promuovere formazione continua e aggiornamento in dermatologia estetica, per garantire pratiche sempre più sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche.