Dengue nuove linee guida (foto free Vassia_Sarri) da Pixabay

VIAGGI ALL’ESTERO E SALUTE: PRIMA DI PARTIRE È IMPORTANTE VALUTARE VACCINI, RISCHIO MALARIA, PROTEZIONE DALLE ZANZARE, SICUREZZA DI CIBO E ACQUA, FARMACI PERSONALI E COPERTURA SANITARIA. UNA CONSULENZA DI MEDICINA DEI VIAGGI PERMETTE DI ADATTARE LA PREVENZIONE ALLA DESTINAZIONE, ALLA DURATA DEL SOGGIORNO E ALLE CONDIZIONI DEL VIAGGIATORE. LE PRECAUZIONI DEVONO INIZIARE PRIMA DELLA PARTENZA E CONTINUARE ANCHE DOPO IL RIENTRO.

Viaggi all’estero e salute: viaggiare verso una destinazione tropicale o lontana dall’Europa richiede qualche attenzione in più rispetto a una normale vacanza. Clima, condizioni igieniche, insetti vettori e accesso alle cure possono essere molto diversi da quelli italiani.

Febbre gialla, malaria, dengue, epatite A e febbre tifoide sono ancora diffuse in numerose aree del mondo. Altri rischi derivano da acqua contaminata, alimenti crudi, animali e rapporti sessuali non protetti.

La Società italiana di malattie infettive e tropicali ha quindi richiamato l’attenzione su dieci regole essenziali. Tuttavia, il vero principio guida è uno solo: la prevenzione deve essere personalizzata. Non esiste infatti un’unica profilassi adatta a tutti i viaggiatori.

Perché la consulenza pre-viaggio è il primo passo da programmare

La consulenza di medicina dei viaggi non serve soltanto a sapere quali vaccini effettuare. Permette di valutare il rischio reale legato all’itinerario, al periodo dell’anno e alle condizioni personali.

Due persone dirette nello stesso Paese possono ricevere indicazioni diverse. Conta la zona visitata, ma anche la durata del soggiorno. Inoltre, cambiano le raccomandazioni per chi alloggia in un resort, per chi visita aree rurali o per chi lavora in contesti sanitari.

La valutazione dovrebbe considerare età, gravidanza, allergie, malattie croniche e terapie in corso. Anche precedenti vaccinazioni e possibili controindicazioni devono essere analizzate con attenzione.

L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che nessun calendario vaccinale è valido per ogni viaggiatore. Ogni programma deve essere adattato alla destinazione e alle caratteristiche individuali. (WHO CDN)

Per questo è utile rivolgersi con anticipo agli ambulatori di medicina dei viaggi, ai servizi vaccinali oppure ai reparti di malattie infettive. Presentarsi pochi giorni prima della partenza può limitare le possibilità di prevenzione.

Alcuni vaccini richiedono infatti più dosi. Altri hanno bisogno di tempo per sviluppare una risposta immunitaria adeguata.

Viaggi all’estero e salute: quando verificare le vaccinazioni di routine

Prima di pensare ai vaccini esotici, conviene controllare quelli previsti dal calendario nazionale.

Morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano e pertosse possono ancora causare focolai. Inoltre, il viaggio aumenta il numero di contatti e può facilitare l’esposizione a persone provenienti da aree diverse.

Anche l’eventuale indicazione per influenza, Covid-19, pneumococco o altre vaccinazioni dipende dall’età e dalle condizioni di salute. La valutazione è particolarmente importante per anziani, persone immunodepresse e pazienti con patologie respiratorie o cardiovascolari.

L’OMS sottolinea che i vaccini raccomandati ai viaggiatori servono sia a proteggere la persona sia a ridurre la diffusione delle malattie tra Paesi. Alcuni Stati richiedono inoltre certificati specifici per l’ingresso o l’uscita. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Il libretto vaccinale dovrebbe quindi essere controllato con largo anticipo. In assenza di documentazione, il medico può valutare come ricostruire la storia vaccinale.

Quali vaccini possono essere richiesti dalla destinazione

Le vaccinazioni specifiche dipendono dalla situazione epidemiologica del Paese visitato.

Tra quelle più frequentemente considerate figurano epatite A, febbre tifoide, meningococco, rabbia, encefalite giapponese e febbre gialla. Tuttavia, non sono necessarie per ogni viaggio.

Il vaccino contro l’epatite A può essere consigliato nelle aree dove l’infezione è diffusa e le condizioni igieniche risultano meno affidabili. Il virus si trasmette soprattutto attraverso acqua o alimenti contaminati e tramite contatto diretto con una persona infetta.

La vaccinazione contro la febbre tifoide può essere valutata in caso di soggiorni in zone con carenze igienico-sanitarie. Tuttavia, non sostituisce le precauzioni alimentari. Acqua sicura, igiene delle mani e corretta cottura degli alimenti restano essenziali.

Per la rabbia, invece, la profilassi pre-esposizione può essere indicata quando il viaggio comporta un elevato rischio di contatto con animali. È particolarmente utile in aree remote, dove l’accesso rapido alle cure può essere difficile.

Febbre gialla: quando il vaccino è obbligatorio o raccomandato

La febbre gialla è una malattia virale trasmessa da zanzare infette. Può causare forme gravi e rappresenta ancora un problema in alcune zone dell’Africa e dell’America meridionale.

Per determinate destinazioni, il vaccino è raccomandato sulla base del rischio sanitario. In altri casi, il certificato viene richiesto come condizione d’ingresso.

Le regole possono dipendere anche dal Paese di provenienza o da un transito precedente. Non basta quindi controllare soltanto la destinazione finale.

La vaccinazione deve essere eseguita presso centri autorizzati a rilasciare la certificazione internazionale. In Italia, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera rientrano tra le strutture di riferimento.

La scelta deve comunque considerare età, condizioni cliniche e possibili controindicazioni. Per questo non va programmata senza una valutazione sanitaria.

Viaggi all’estero e salute: perché la malaria non deve essere sottovalutata

La malaria è una malattia parassitaria trasmessa dalla puntura di zanzare del genere Anopheles. In alcune aree può evolvere rapidamente, soprattutto nelle persone che non possiedono alcuna immunità.

Il rischio varia molto tra Paesi e persino tra regioni dello stesso Stato. Cambia inoltre in base alla stagione, all’altitudine e alla presenza di resistenze ai farmaci.

La chemioprofilassi deve quindi essere prescritta da un medico. Il farmaco viene scelto considerando l’itinerario, la durata del viaggio, le condizioni personali e le possibili interazioni con altre terapie.

Alcune profilassi devono iniziare prima della partenza. Inoltre, possono proseguire durante il soggiorno e per un periodo successivo al rientro.

L’ECDC raccomanda di consultare un medico prima di visitare un’area malarica. Ricorda anche che la prevenzione farmacologica deve essere associata a zanzariere, abiti coprenti e repellenti.

Nessun farmaco offre una protezione assoluta. Per questo, la febbre comparsa durante o dopo il viaggio richiede una valutazione urgente.

Come proteggersi da dengue, chikungunya e altre malattie trasmesse dalle zanzare

La protezione dalle punture è fondamentale anche quando la malaria non rappresenta il rischio principale.

Le zanzare Aedes possono trasmettere dengue, chikungunya, Zika e febbre gialla. A differenza delle zanzare che trasmettono la malaria, alcune di queste specie pungono soprattutto durante il giorno.

Il repellente deve essere applicato sulla pelle esposta secondo le indicazioni del prodotto. Inoltre, può essere necessario ripetere l’applicazione dopo il bagno o in caso di sudorazione intensa.

Anche camicie a maniche lunghe e pantaloni leggeri riducono l’area esposta. Zanzariere, schermi a porte e finestre e ambienti climatizzati offrono un’ulteriore protezione.

L’ECDC raccomanda queste misure ai viaggiatori diretti in aree con trasmissione di chikungunya e altre infezioni vettoriali. Particolare cautela è richiesta per bambini, donne in gravidanza e persone con malattie croniche. (ecdc.europa.eu)

La dengue è diffusa in molte aree tropicali e subtropicali. La maggior parte dei casi registrati in Europa è collegata a viaggi effettuati fuori dal continente. (ecdc.europa.eu)

Viaggi all’estero e salute: cosa mettere nel kit sanitario da viaggio

Il kit deve essere costruito sulle esigenze personali. Non serve riempire la valigia di farmaci inutili.

Tra i prodotti più utili figurano materiale per piccole medicazioni, disinfettante, termometro, repellenti e sali per la reidratazione orale. Questi ultimi possono essere importanti in caso di diarrea o vomito.

Chi assume terapie croniche dovrebbe portare una quantità sufficiente di farmaci per tutto il soggiorno. È prudente aggiungere una piccola scorta, nel caso di ritardi o imprevisti.

I medicinali dovrebbero restare nella confezione originale. Inoltre, può essere utile avere una copia della prescrizione e una relazione medica in inglese.

Alcuni farmaci richiedono una conservazione precisa. Insulina, prodotti biologici e altre terapie sensibili alla temperatura devono essere trasportati con contenitori adeguati.

L’OMS raccomanda ai viaggiatori di continuare regolarmente i trattamenti prescritti per le patologie croniche. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

È davvero utile portare un antibiotico a largo spettro

La presenza di un antibiotico nel kit non dovrebbe essere considerata una regola universale.

L’automedicazione può essere inutile o dannosa. Molte diarree del viaggiatore sono lievi e si risolvono con reidratazione, riposo e alimentazione adeguata.

Inoltre, un antibiotico sbagliato può non essere efficace contro il microrganismo responsabile. Può anche causare reazioni avverse e favorire l’antibiotico-resistenza.

La scelta di portare un farmaco di emergenza può essere valutata in situazioni particolari. Per esempio, può avere senso durante spedizioni remote o viaggi in aree prive di assistenza sanitaria.

In questi casi, però, il medico dovrebbe indicare quale medicinale utilizzare, in quali circostanze e per quanto tempo. Dovrebbe inoltre chiarire quali sintomi richiedono cure immediate.

Febbre alta, sangue nelle feci, disidratazione, dolore intenso e peggioramento rapido non devono essere gestiti soltanto con farmaci portati da casa.

Perché l’assicurazione sanitaria può evitare problemi seri

La tessera europea di assicurazione malattia è utile nei Paesi dell’Unione europea e in altri Stati convenzionati. Tuttavia, non copre ogni servizio e non sostituisce sempre una polizza privata.

Fuori dall’Europa, una visita o un ricovero possono avere costi molto elevati. Anche il trasporto sanitario o il rimpatrio possono comportare spese rilevanti.

La polizza dovrebbe essere letta con attenzione. Non tutte le coperture comprendono malattie pregresse, sport estremi, gravidanza o evacuazione sanitaria.

È importante verificare anche il massimale, le franchigie e le modalità per contattare la centrale operativa. I numeri utili devono essere facilmente accessibili.

In caso di patologie croniche, conviene dichiararle correttamente. Omettere informazioni può rendere più difficile il rimborso.

Come evitare infezioni attraverso cibi e bevande

La diarrea del viaggiatore è uno dei problemi più frequenti durante i soggiorni internazionali.

L’infezione può dipendere da batteri, virus o parassiti presenti nell’acqua e negli alimenti. Tra gli agenti coinvolti figurano Escherichia coli, Salmonella, Shigella, Giardia e altri microrganismi. (WHO CDN)

Nelle aree dove la sicurezza dell’acqua non è garantita, è preferibile utilizzare bottiglie sigillate. La stessa acqua dovrebbe essere usata per lavare i denti.

Il ghiaccio può rappresentare un rischio se preparato con acqua contaminata. Anche succhi diluiti, bevande non confezionate e alimenti lavati con acqua non sicura richiedono prudenza.

I cibi ben cotti e serviti ancora caldi offrono maggiore protezione. Invece, pesce crudo, crostacei, carne poco cotta, latte non pastorizzato e verdure crude possono essere più rischiosi.

L’OMS ricorda che alimenti non sicuri possono trasmettere oltre duecento malattie. Tra queste rientrano infezioni diarroiche, epatite A e altre patologie. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Cosa fare in caso di diarrea durante il viaggio

Il primo obiettivo è evitare la disidratazione.

Acqua sicura, brodo e soluzioni reidratanti aiutano a recuperare liquidi e sali minerali. Le bevande molto zuccherate, l’alcol e quantità eccessive di caffeina possono invece peggiorare i sintomi.

La maggior parte degli episodi lievi si risolve in pochi giorni. Tuttavia, alcuni segnali richiedono una valutazione sanitaria.

Tra questi rientrano febbre elevata, sangue nelle feci, vomito persistente, dolore addominale intenso e riduzione della quantità di urine.

Bambini, anziani e persone fragili possono disidratarsi più rapidamente. In queste categorie conviene chiedere aiuto prima.

Diarrea persistente, ittero, febbre o disturbi urinari comparsi dopo il rientro devono essere riferiti al medico. È essenziale comunicare la destinazione visitata. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Perché non bisogna sottovalutare le infezioni sessualmente trasmesse

Il viaggio può modificare comportamenti e percezione del rischio. Alcol, sostanze e contesti occasionali possono favorire rapporti non protetti.

Il preservativo riduce il rischio di HIV, gonorrea, clamidia e sifilide. Tuttavia, protegge meno dalle infezioni trasmesse attraverso aree cutanee non coperte, come HPV o herpes.

Deve essere utilizzato correttamente dall’inizio alla fine del rapporto. Anche il preservativo interno rappresenta uno strumento di prevenzione.

Per le persone con un rischio elevato di esposizione all’HIV può essere valutata la profilassi pre-esposizione, conosciuta come PrEP. Non è però una misura da improvvisare prima della partenza. Richiede una valutazione clinica e controlli periodici.

Dopo un’esposizione a rischio, invece, può essere indicata la profilassi post-esposizione. L’OMS raccomanda di iniziarla il prima possibile, preferibilmente entro 24 ore e comunque non oltre 72 ore. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

La PEP non deve essere considerata un sostituto del preservativo. Inoltre, richiede una prescrizione e un percorso medico.

Quale ruolo ha il vaccino contro l’HPV

La vaccinazione contro il papillomavirus umano offre una protezione importante contro i tipi virali responsabili di numerose neoplasie.

Il beneficio è maggiore quando il vaccino viene somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale. Tuttavia, può essere valutato anche in età adulta.

La vaccinazione riduce il rischio di tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene e di una parte delle neoplasie del distretto testa-collo.

Non protegge però da tutte le infezioni sessualmente trasmesse. Per questo, non elimina la necessità del preservativo e degli screening raccomandati.

Prima di un viaggio, chi non ha completato il ciclo può chiedere al medico se sia opportuno iniziarlo o proseguirlo.

Quando prestare attenzione agli animali

Cani, scimmie, pipistrelli e altri mammiferi possono trasmettere la rabbia.

Il rischio non riguarda soltanto i morsi. Anche graffi e saliva su mucose o ferite possono rappresentare un’esposizione.

Dopo un contatto sospetto, la ferita deve essere lavata subito e a lungo con acqua e sapone. Successivamente, è necessario cercare assistenza medica senza attendere la comparsa dei sintomi.

La rabbia è prevenibile con il vaccino, ma diventa quasi sempre fatale una volta iniziata la fase clinica. Secondo l’OMS, i cani sono responsabili della maggior parte delle esposizioni umane mortali. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Anche chi ha effettuato la vaccinazione pre-esposizione deve ricevere cure dopo un morso. Il vantaggio consiste in una gestione più semplice e in una maggiore protezione quando le immunoglobuline non sono disponibili.

Quali segnali controllare dopo il rientro

La prevenzione non termina con il volo di ritorno.

Alcune malattie infettive compaiono dopo giorni o settimane. Febbre, diarrea persistente, ittero, eruzioni cutanee e disturbi respiratori devono quindi essere valutati nel contesto del viaggio.

È fondamentale riferire al medico il Paese visitato, le date, le aree rurali frequentate e le eventuali punture. Vanno comunicati anche contatti con animali, ricoveri e rapporti sessuali a rischio.

La febbre dopo un soggiorno in area malarica rappresenta un’urgenza diagnostica. La malaria può comparire anche dopo il rientro e non deve essere esclusa solo perché è stata assunta la profilassi.

L’OMS invita a richiedere assistenza anche in caso di possibile esposizione a un’infezione durante il viaggio, persino in assenza di sintomi. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Come costruire una prevenzione davvero utile prima della partenza

Le regole della medicina dei viaggi non servono a creare paura. Consentono, al contrario, di affrontare l’esperienza con maggiore serenità.

Il percorso dovrebbe iniziare controllando la situazione sanitaria della destinazione. Subito dopo, occorre verificare vaccini, farmaci abituali e copertura assicurativa.

La prevenzione deve poi accompagnare ogni fase del soggiorno. Proteggersi dalle zanzare, scegliere alimenti sicuri e usare il preservativo riduce rischi molto diversi tra loro.

Anche il comportamento dopo il viaggio conta. Riconoscere un sintomo insolito e comunicare subito la storia di viaggio può accelerare la diagnosi.

Prepararsi bene non significa rinunciare alla spontaneità. Significa ridurre la probabilità che un’infezione, una terapia interrotta o un’assistenza non adeguata trasformino una vacanza in un problema sanitario.