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Il trapianto di pancreas si conferma una delle procedure più avanzate nel campo della medicina dei trapianti. Richiede un’elevata competenza chirurgica e organizzativa e nei pazienti selezionati con diabete di tipo 1 può restituire la produzione autonoma di insulina. Può, così, migliorare significativamente qualità di vita e controllo della malattia, consentendo nella maggior parte dei casi un controllo metabolico pressoché fisiologico. Contribuisce a rallentare o prevenire la progressione delle complicanze croniche. Se il trapianto ha successo, il paziente non ha più la necessità di fare le iniezioni quotidiane di insulina. Il risultato è un netto miglioramento della qualità di vita e del controllo metabolico.

Le fasi del trapianto di pancreas e l’organizzazione multidisciplinare

Il trapianto di pancreas è una procedura complessa non solo dal punto di vista chirurgico, ma anche da quello organizzativo. Il successo dell’intervento dipende infatti da un coordinamento estremamente efficiente, di diverse fasi quali:

  • Prelievo dell’organo.
  • Trasporto.
  • Preparazione del ricevente.
  • Intervento chirurgico. 

Il pancreas è un organo particolarmente delicato che deve essere prelevato, trasportato e conservato adeguatamente prima di essere trapiantato. In particolare, deve essere ridotto al minimo il cosiddetto tempo di ischemia fredda. Cioè il periodo durante il quale il pancreas rimane conservato senza essere irrorato dal sangue. Più questo tempo è breve, maggiori sono le probabilità di un buon funzionamento del trapianto.

Chi può beneficiare del trapianto di pancreas

«Il trapianto di pancreas non rappresenta un’alternativa alla terapia insulinica per la maggior parte delle persone con diabete». Così Stefano Partelli, chirurgo del pancreas presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, Paolo Rigotti, consulente presso la medesima Unità e Rossana Caldara, responsabile del Programma Trapianti. «Il trapianto è riservato a pazienti accuratamente selezionati nei quali i benefici attesi superano i rischi dell’intervento e della terapia immunosoppressiva».

«I principali candidati – continua Rigotti – sono i pazienti affetti da diabete di tipo 1. Negli ultimi anni, le nuove tecnologie, come i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia e i microinfusori di insulina, hanno migliorato la gestione della malattia. Ma non tutti i pazienti riescono a raggiungere un adeguato controllo delle loro glicemie. I candidati al trapianto di pancreas isolato sono proprio quei pazienti che presentino, nonostante tutti gli sforzi terapeutici, complicanze metaboliche gravi. O comprovata inefficacia della terapia insulinica nel prevenire le complicanze del diabete».

Se il paziente sviluppa, quale complicanza del diabete, una insufficienza renale, è possibile eseguire il trapianto di pancreas simultaneamente a quello di rene. Si ripristina in questo modo sia la produzione di insulina sia la funzione renale.

Risultati, benefici e rischi del trapianto

Il trapianto di pancreas è uno degli interventi più complessi della chirurgia dei trapianti e comporta rischi importanti, soprattutto nelle prime settimane dopo l’intervento. Le complicanze post-operatorie, nei casi più gravi, possono rendere necessario rimuovere il pancreas trapiantato. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il trapianto ha successo e consente ai pazienti di tornare a produrre insulina in modo naturale. Nei pazienti sottoposti anche a trapianto di rene, si ottiene generalmente anche il recupero della funzione renale.

Come per tutti i trapianti, esiste inoltre il rischio di rigetto. Per questo motivo i pazienti, sia nel caso di pancreas isolato che simultaneo rene-pancreas, assumono una terapia immunosoppressiva e vengono seguiti con controlli periodici per sempre.

Quando il decorso è favorevole, il beneficio può durare moltissimi anni e molti pazienti mantengono l’indipendenza dall’insulina anche a distanza di decenni dall’intervento.

Trapianto di pancreas per pazienti con diabete di tipo 2

Un altro ambito di grande interesse riguarda l’estensione delle indicazioni al diabete di tipo 2. Alcuni studi suggeriscono che esiste un gruppo selezionato di pazienti che potrebbe beneficiare del trapianto di pancreas. Sebbene il diabete di tipo 2 abbia caratteristiche diverse rispetto al diabete di tipo 1, in alcuni pazienti si osserva comunque un esaurimento della secrezione insulinica.

«In questi casi – concludono gli esperti – il trapianto di pancreas potrebbe rappresentare una nuova opportunità terapeutica. Serviranno ulteriori studi per definire con precisione quali pazienti potranno trarne il massimo beneficio».