Sono trascorsi diversi anni dalla scomparsa di Sisinio Zito e nel ricordi di Ruggero Alcanterini vive una stagione nella quale sport, cultura e territorio diventarono strumenti per valorizzare la Locride. Dalla collaborazione con il Commendatore alla nascita dei Giochi Jonici, passando per il Festival Jazz di Roccella Jonica.
I Giochi Jonici sono un’esperienza nata alla fine degli anni Ottanta in Calabria dall’incontro tra Sisinio Zito, politico e amministratore profondamente legato alla Locride, e Ruggero Alcanterini, reduce dall’organizzazione dei Campionati del Mondo di Atletica e allora dirigente della FIDAL.
Il racconto di quella stagione arriva oggi attraverso la memoria di Alcanterini, che ricostruisce il rapporto con Zito e il progetto nato attorno all’idea di valorizzare la cultura greca della Magna Grecia attraverso lo sport.

Il contesto
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“Zito mi coinvolse nella straordinaria unica internazionale realtà del Festival Jazz – Rumori Mediterranei, che era riuscito ad impiantare, dall’universo mondo a Roccella, quale sfida culturale doppia in quel particolare contesto. Sisinio misurava e pesava le sue parole, né era facile agli entusiasmi.
Tuttavia quando gli proposi di riprendere le radici di cultura greca, attraverso la riedizione degli antichi Giochi ispirati ad una area geo-storica di sintesi. Ossia la immaginifica Jonia, recuperando territorialmente il protagonismo degli atleti magno-greci vincitori di innumerevoli corone, estrapolate dagli ulivi dell’Altis, ad Olympia, lui ruppe gli argini. E così, demmo vita a bellissime edizioni dei “Giochi Jonici” in quel di Siderno, con il supporto della RAI, il coinvolgimento di risorse sportive e culturali dell’intera Calabria e non ultimo il contributo scientifico delle soprintendenze sino a Taranto e in particolare di Locri Epizefiri.” Afferma Alcanterini.
Sisinio Zito e il legame con la Locride
Era il 1989 quando Sisinio Zito, allora presidente della Commissione Sanità del Senato, coinvolse Alcanterini in un progetto destinato a valorizzare la sua terra. Al centro c’era la Locride, territorio del versante ionico calabrese dalla storia profondamente legata alla presenza della civiltà greca.
Zito aveva già contribuito a trasformare Roccella Jonica in un luogo di incontro internazionale attraverso il Festival Jazz – Rumori Mediterranei, manifestazione che aveva portato nella cittadina calabrese musicisti e culture provenienti da diverse parti del mondo.
Per Zito, racconta Alcanterini, la cultura era quindi uno strumento concreto per restituire al territorio una dimensione positiva e internazionale.
Dalla Magna Grecia agli antichi Giochi
È in questo contesto che nacque l’idea dei Giochi Jonici. La proposta prendeva spunto dalle radici della cultura greca e dalla tradizione degli antichi Giochi, immaginando un collegamento tra la storia della Jonia, la Magna Grecia e la pratica sportiva contemporanea.
Il progetto cercava di mettere insieme sport, archeologia, cultura e identità territoriale, recuperando idealmente la memoria degli atleti della Magna Grecia che, nell’antichità, avevano conquistato prestigio nelle competizioni del mondo greco.
Il riferimento simbolico era infatti Olympia, con le corone di ulivo dell’Altis e la tradizione dei Giochi antichi.
I Giochi Jonici a Siderno
L’idea si trasformò quindi in una manifestazione concreta: i Giochi Jonici furono organizzati a Siderno, con il coinvolgimento di realtà sportive e culturali della Calabria.
Secondo il ricordo di Alcanterini, alle iniziative parteciparono anche la RAI, istituzioni culturali e strutture scientifiche, con il contributo delle soprintendenze e il coinvolgimento di importanti siti archeologici della regione.
Tra questi viene ricordata in particolare Locri Epizefiri, uno dei luoghi più significativi per comprendere la presenza e l’eredità della civiltà greca in Calabria.
Sport e cultura per raccontare un territorio
Il valore dei Giochi Jonici, nella ricostruzione di Alcanterini, risiedeva proprio nella capacità di superare la separazione tra discipline.
Lo sport diventava infatti un linguaggio attraverso il quale raccontare la storia della Calabria e della Magna Grecia.
Era un modo per guardare alla Locride non soltanto attraverso le sue difficoltà, ma anche attraverso la ricchezza della sua storia e delle sue potenzialità culturali.
Un’amicizia nata nel mondo dello sport e della cultura
Il progetto dei Giochi Jonici si inseriva in un rapporto personale e professionale che Alcanterini fa risalire al 1963, nell’ambito dell’Associazione Italiana Cultura Sport. Quella collaborazione attraversò stagioni politiche e culturali molto diverse.
Zito rimase una figura capace di mantenere un forte legame con la propria terra anche durante gli incarichi istituzionali. Il suo impegno, secondo Alcanterini, non si limitò infatti alla politica nazionale, ma continuò a rivolgersi alla Locride e a Roccella Jonica.
Il ricordo di Giuseppe Scanni
A completare il ritratto di Sisinio Zito è la testimonianza di Giuseppe Scanni, che ne annunciò pubblicamente la scomparsa il 6 luglio 2016.
Scanni ricordava Zito come una presenza importante nella propria formazione politica e culturale e ne sottolineava il rapporto con Roccella Jonica. Nella sua memoria trovano spazio anche gli anni trascorsi nel mondo politico socialista e gli incontri con numerosi esponenti della cultura e della politica italiana. Ma soprattutto emerge il legame con la Calabria.
“Il prof. Sisinio Zito fu senatore socialista, sottosegretario in tre governi, sindaco della sua amata Roccella Jonica per più di un decennio. Sisinio ha fatto parte integrante della mia vita e della mia formazione. Fu il vice responsabile della Sezione Cultura del PSU e del PSI, cioè dalla unificazione socialista del 1966 al 1976, quando, con Craxi segretario, affrontò nuovi ed importanti incarichi nazionali, senza mai dimenticare la sua amata Calabria ed in particolare la Locride e Roccella. Nel suo piccolo ufficio al quarto piano di via del Corso si riunivano tra la fine degli anni ’60 ed i primi anni ’70 le migliori “teste” del socialismo italiano assieme ad alcuni giovani, Agostino Saccà, Raffaele Mirarchi, Mario Colangeli ed io stesso, che avevamo l’occasione di parlare con Giuliano Amato, Federico Coen, Antonio Giolitti, Stefano Rodotà, Walter Pedullà, Gianni Statera, Mario Penelope e tanti, tanti altri.” Dichiara Scanni.
L’impegno per Roccella e la Locride
Zito si era impegnato anche su questioni infrastrutturali considerate importanti per il territorio. Tra queste vengono citati gli interventi sulla strada statale 106 nella Locride e la variante tra Roccella e Ardore. Scanni attribuisce a Zito un ruolo significativo nel favorire il confronto tra istituzioni e soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere.
È un ulteriore elemento che contribuisce a delineare una figura fortemente legata alla propria comunità.
La signorilità ricordata dagli amici
Tra i ricordi di Scanni emerge anche un episodio che riguarda un’importante apertura della strada statale 106.
Zito, invitato a intervenire, avrebbe preferito non salire sul palco perché in quel momento non ricopriva più la carica di sindaco di Roccella Jonica.
Un piccolo episodio che Scanni interpreta come testimonianza della sua riservatezza e sensibilità istituzionale.
“Pensai a quanto ero fortunato ad avere come amico e compagno un simile galantuomo. E la sua scomparsa mi addolora e mi rattrista. Sono certo che la sua famiglia, i compagni, i suoi amici, i suoi concittadini riserbano gli stessi mesti sentimenti perché è venuto a mancare, assieme alla gratitudine per la sua generosa , empatica dedizione al bene pubblico ed al destino dei meno fortunati. ” Afferma Scanni.
Al di là delle valutazioni politiche, è proprio questo aspetto umano a emergere con maggiore forza dal ricordo.
“Lo sport può diventare cultura che può diventare identità. E un territorio può raccontarsi attraverso la propria storia senza rimanere prigioniero soltanto delle proprie difficoltà. È forse questo il lascito più interessante di quella esperienza.” Conclude Alcanterini.
