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Scoperto un “giacimento” di amianto nel cantiere del Parco della Marinella, a Napoli. E’ successo lo scorso luglio durante i lavori di scavo, che hanno visto l’immediato stop.

Scoperto amianto sotto montagne di rifiuti

Alla fine dello scosso giugno dopo aver eliminato montagne di rifiuti, hanno preso il via le operazioni per la sistemazione del terreno sul quale far crescere prati, alberi e tutto quello che prevede il futuro Parco della Marinella.

Questo tipo di intervento prevede lo scavo di piccole trincee per capire lo stato del suolo sul quale poi riversare il terreno fertile. Definito “piano di indagine del suolo post attività di rimozione dei rifiuti”, è in sostanza un modo per verificare se sotto i circa cinque metri di immondizia, ce ne fosse dell’altra.

Lo scorso 6 luglio, a circa un metro di profondità, sono spuntati fuori altri rifiuti contenenti delle tubazioni sospette. Le indagini hanno confermato la presenza di asbesto e, al contempo, chiarito l’assenza di fibre disperse nell’aria. Aspetto, quest’ultimo, che ha scongiurato qualsiasi pericolo per gli operai presenti nel sito.

Lavori in corso, scatta la procedura della Asl

I lavori di scavo nel Parco della Marinella sono proseguiti in nuovi punti dell’area per verificare l’esistenza di altri pericoli sotterrati. Parallelamente è scattata la procedura di coinvolgimento della Asl per seguire il corretto smaltimento dell’amianto. I lavori riprenderanno solo dopo la rimozione dell’asbesto per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Assessore Santagada: tutela al primo posto

A fronte di chi attende da tempo la fine dei lavori per poter vivere nuovi e più verdi spazi, l’assessore al Verde, Vincenzo Santagada, chiede fiducia: “Purtroppo questo rallentamento non dipende da noi ma ho piena fiducia che i lavori riprenderanno in tempi stretti. La mia sensazione è che entro il primo semestre del 2024 il parco sia completato e a disposizione dei napoletani. Ma non voglio sbilanciarmi con una promessa ufficiale finchè non saranno completate le ricerche di eventuale altro materiale”.

La tutela dei lavoratori è al primo posto in questi casi – conclude Santagada -. Meglio un mese di attesa in più che un lavoratore esposto al pericolo, su questo sono certo che ciascun napoletano sarà d’accordo con me“.

L’Ona contro l’amianto: battaglia legale e umana

L’Osservatorio nazionale amianto, ONA, e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, da lungo tempo portano avanti una battaglia legale e umana contro l’asbesto. Nel bel Paese, l’eccessivo utilizzo di amianto – fino alla Legge 152, del 1992, che ne ha decreatato il divieto – e i ritardi nelle bonifiche hanno provocato un crescendo di patologie asbesto correlate che prevedono un picco massimo tra il 2025 e il 2030.

Per questo motivo è necessario il lavoro attento e congiunto da parte di tutti: istituzioni, Associazioni e cittadini. Un lavoro teso ad individuare e segnalere i siti contenenti amiantonel territorio italiano affinchè ci siano interventi di tutela come quello del Comune di Napoli nel Parco della Marinella.

L’ONA e l’Osservatorio Vittime del Dovere mettono in campo azioni volte alla tutela dei cittadini colpiti dall’amianto. E’ possibile infatti ricevere una consulenza gratuita chiamando il numero verde 800.034.294 o compilare i campi sottostanti per essere ricontattati.

Inoltre ogni cittadino può con un semplice clik segnalare i siti contaminati attraverso una App gratuita