TCS10, Lupus, Sclerosi-fattori di rischio - Trattamenti- storia - impatto psicologico - casi di successo, Leucemia linfatica cronica, Melanoma, Morte improvvisa

La sclerosi multipla può manifestarsi già durante l’infanzia e l’adolescenza, ma i meccanismi che ne favoriscono l’insorgenza non sono ancora del tutto chiariti. La predisposizione genetica, infatti, non basta a spiegare perché alcuni giovani sviluppino la malattia e altri no. Per comprendere meglio queste differenze, AISM, Associazione italiana Sclerosi Multipla, ha finanziato e condotto uno studio nell’ambito del Progetto PEDIGREE.

Filippo Martinelli Boneschi, del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano e dal Centro di Ricerca Ravelli, ha coordinato il lavoro. Mette a fuoco il ruolo cruciale dell’epigenetica, il meccanismo biologico che agisce da ponte tra il nostro DNA e l’ambiente esterno. 

Sclerosi multipla, malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale. Alla sua insorgenza concorrono una vulnerabilità genetica (a oggi si contano 233 regioni del DNA associate al rischio) e specifici fattori ambientali. Tra questi bassi livelli di vitamina D, fumo (anche passivo), alterazioni del microbiota intestinale, obesità infantile e infezioni virali. Tra la sequenza dei geni e l’ambiente si inserisce però un “terzo giocatore”: l’epigenetica. 

A spiegarne il funzionamento con una metafora è Filippo Martinelli Boneschi. «Se pensiamo all’insieme dei nostri geni, ossia al genoma umano, come a un grande libro, allora i cromosomi sono i capitoli. R i singoli geni sono le diverse parole scritte nei capitoli del libro. L’epigenetica, in questa immagine, è come l’evidenziatore che “accende” alcune parole e ne lascia “spente” altre. O come il “post-it” messo tra le pagine, che determina la scelta di cosa leggere. E di ciò che non verrà letto, peraltro senza cancellare niente».

Individuata una firma epigenetica legata a EBV

Andrea Corona, assegnista del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano, ha analizzato e confrontato i profili di metilazione del DNA in due gruppi. (La metilazione è una delle principali modificazioni epigenetiche che agisce come un interruttore molecolare). Il primo formato da 122 giovani con esordio della sclerosi multipla prima dei 18 anni e il secondo da 53 coetanei sani (gruppo di controllo).  

I risultati hanno evidenziato 55 regioni genomiche con anomalie di metilazione presenti esclusivamente nei ragazzi con sclerosi multipla. La quasi totalità di queste alterazioni riguarda geni del sistema immunitario direttamente coinvolti nella risposta biologica al virus di Epstein-Barr (EBV). È questo l’agente infettivo responsabile della mononucleosi già considerato tra i principali inneschi ambientali della sclerosi multipla.  È la prima volta in assoluto che la ricerca identifica una precisa firma epigenetica legata alla regolazione della risposta a EBV nei pazienti pediatrici. 

Studiare l’insorgenza della sclerosi multipla nell’infanzia offre un vantaggio metodologico fondamentale per i biologi e i clinici. Nei bambini e nei giovanissimi, infatti, l’organismo è stato esposto ai fattori ambientali per un tempo molto limitato rispetto a un adulto. Questo consente di isolare con maggiore chiarezza le cause primarie rispetto al “rumore di fondo” accumulato nel corso dei decenni di vita.  

«La ricerca rafforza l’idea che la sclerosi multipla nasca dall’interazione tra predisposizione genetica, fattori ambientali (come l’esposizione a EBV). Ed anche da modificazioni epigenetiche che regolano l’attività dei geni», conclude Corona.