Con l’arrivo della primavera e le temperature più miti aumenta la voglia di tornare a correre, andare in bicicletta e fare sport all’aperto. Ma proprio in questo periodo cresce anche il rischio di infortuni da sovraccarico dopo mesi di allenamenti ridotti e maggiore sedentarietà. Tra i più frequenti ci sono le tendinopatie, in particolare quelle che colpiscono il tendine d’Achille, una struttura fondamentale per il movimento. Questa è sollecitata in attività come corsa, salto, camminata veloce e cambi di direzione. Quando si riprende a fare sport troppo bruscamente, senza un’adeguata preparazione, il tendine può andare incontro a sofferenza. Con quadri che vanno dall’infiammazione iniziale fino alla degenerazione del tessuto e, nei casi più gravi, alla rottura.
Dolore, rigidità e difficoltà nella spinta del piede
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«Con la bella stagione molte persone ripartono con entusiasmo, ma spesso commettono l’errore di voler recuperare troppo in fretta la forma perduta». Così Pietro Simone Randelli, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), Direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Pini e Ordinario di Ortopedia all’Università di Milano. «Il tendine d’Achille è tra le strutture più esposte a questi cambi di carico improvvisi. È per questo che in primavera vediamo più frequentemente comparire dolore e problemi a questo livello».
I sintomi più tipici sono dolore nella parte posteriore della caviglia, talvolta irradiato al polpaccio, rigidità al risveglio o dopo una pausa. Ma anche fastidio durante la spinta del piede e difficoltà nei movimenti più dinamici. Segnali da non trascurare, perché ignorarli può favorire un peggioramento del quadro clinico.
A incidere sono soprattutto fattori molto comuni: scarsa preparazione fisica, aumento troppo rapido di intensità o durata degli allenamenti. Ed anche ridotta elasticità muscolare, scarpe non adatte e cambi di superficie, per esempio dal tapis roulant all’asfalto o a terreni sconnessi.
Le 5 regole SIOT per tornare a fare sport all’aperto
Per aiutare chi vuole tornare a fare sport all’aperto in sicurezza, gli specialisti SIOT indicano 5 consigli pratici da tenere a mente:
- Ripartire gradualmente.
Non bisogna aumentare troppo velocemente tempi, intensità e frequenza degli allenamenti, soprattutto dopo un periodo di pausa.
- Non saltare riscaldamento e stretching.
Preparare muscoli e tendini allo sforzo è essenziale per ridurre il rischio di sovraccarico.
- Rinforzare la muscolatura del polpaccio.
Un lavoro specifico su forza ed elasticità del polpaccio aiuta a proteggere il tendine d’Achille.
- Usare scarpe adeguate.
Le calzature devono essere adatte all’attività svolta e sostituite con regolarità, soprattutto per chi corre (indicativamente ogni 250 Km).
- Non ignorare il dolore.
Se il fastidio persiste, continuare ad allenarsi può peggiorare il problema e allungare i tempi di recupero.
Infiltrazioni con PRP nei casi selezionati: terapie sempre più mirate
La prevenzione resta la vera arma vincente. Poche regole, seguite con costanza, possono ridurre in modo importante il rischio di tendinopatie.
Quando i sintomi non si risolvono spontaneamente, è importante rivolgersi a uno specialista ortopedico. Nella maggior parte dei casi il trattamento è conservativo e comprende riposo funzionale, fisioterapia ed esercizi eccentrici. Cioè esercizi controllati che aiutano il tendine a lavorare mentre il muscolo si allunga, tra i più efficaci per migliorare la tolleranza al carico.
In alcuni casi, si può ricorrere anche al PRP, il plasma ricco di piastrine, ottenuto dal sangue del paziente e infiltrato sotto guida ecografica nell’area interessata. L’obiettivo è quello di favorire i processi di riparazione del tessuto.
Dalla fisioterapia agli esercizi specifici
«Oggi abbiamo a disposizione terapie sempre più mirate, che nella grande maggioranza dei casi consentono di evitare il peggioramento del problema. Consentono anche di accompagnare il paziente verso un recupero corretto», spiega Randelli. «L’importante è non aspettare troppo prima di farsi valutare».
Il ricorso alla chirurgia resta limitato alle forme più complesse o resistenti ai trattamenti conservativi. In questi casi, si interviene sul tendine con procedure dedicate, seguite da un percorso riabilitativo graduale prima del ritorno allo sport.
«La primavera è il momento ideale per rimettersi in movimento e migliorare il proprio benessere», conclude Randelli. «Ma il ritorno all’attività fisica va affrontato con buon senso e consapevolezza. Proteggere i tendini significa evitare stop lunghi e continuare a fare sport con continuità e sicurezza».
