Da una recente ricerca è emerso che le nanoplastiche possono interferire con i meccanismi di comunicazione cellulare nel microambiente del midollo osseo associato al mieloma multiplo. Lo studio è stato condotto dall’Università degli Studi di Milano, guidato da Lavinia Casati, Alessandro Villa e Valentina Citro del dipartimento di Scienze della Salute. E da Marco Parolini del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, in collaborazione con l’Ospedale Valduce di Como e con l’Università di Parma.
La ricerca ha analizzato, in condizioni sperimentali controllate, gli effetti delle nanoplastiche di polistirene su modelli cellulari di mieloma multiplo e di tessuto osseo. Ciò su campioni murini e su aspirati midollari di pazienti. È stata pubblicata su Journal of Hazardous Materials.
Le nanoplastiche, particelle microscopiche diffuse nell’ambiente
Indice dei contenuti
Le nanoplastiche sono particelle microscopiche sempre più diffuse nell’ambiente. Si tratta di minuscoli frammenti di plastiche, di dimensioni inferiori a un millesimo di millimetro, presenti in quasi tutti gli ecosistemi, compresi suolo, aria e acqua.
La loro diffusione provoca un rischio per gli organismi viventi, tra cui l’essere umano che può entrare in contatto con queste sostanze in diversi modi. In particolare attraverso la catena alimentare, l’acqua e l’aria.
I risultati dello studio mostrano che le nanoplastiche vengono internalizzate sia dalle cellule del mieloma sia dalle cellule stromali. Ovvero dalle cellule di supporto che fanno parte del microambiente del midollo osseo. Questo processo induce stress ossidativo e altera la produzione e il contenuto delle vescicole extracellulari.
Mieloma multiplo, i ricercatori hanno osservato alterazioni in alcuni microRNA
Le vescicole extracellulari sono piccole particelle rilasciate dalle cellule e funzionano come messaggeri biologici. Trasportano da una cellula all’altra segnali e molecole regolatrici, tra cui anche i microRNA. Nel mieloma multiplo partecipano al dialogo tra le cellule tumorali e il microambiente del midollo osseo, influenzando anche i processi di rimodellamento dell’osso.
Lo studio mostra che le nanoplastiche possono interferire con questo sistema di comunicazione, modificando la produzione delle vescicole extracellulari e il contenuto dei segnali che trasportano. In particolare, i ricercatori hanno osservato alterazioni in alcuni microRNA, piccole molecole che regolano l’attività delle cellule, tra cui il miR-505. Questo è coinvolto nei processi legati alla formazione dell’osso.
Le nanoplastiche possono alterare meccanismi di comunicazione cellulare
«Il nostro lavoro mostra che le nanoplastiche possono alterare, in modelli sperimentali controllati, meccanismi di comunicazione cellulare rilevanti nel microambiente midollare del mieloma multiplo». Ad affermarlo è Lavinia Casati, ricercatrice del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università Statale di Milano. «Si tratta di uno studio meccanicistico. Studio che apre nuove prospettive sul ruolo dei contaminanti ambientali emergenti nella modulazione del dialogo tra le cellule tumorali e il microambiente», specifica Casati.
La ricerca, condotta nell’ambito del progetto Nano.Ultron, guidato da Lavinia Casati, contribuisce ad ampliare il quadro sugli effetti biologici delle nanoplastiche, sempre più diffuse. Il lavoro mostra in particolare che i contaminanti ambientali emergenti possono incidere sulla tossicità cellulare. Non solo, possono anche incidere sui meccanismi che regolano la comunicazione tra cellule.
Gli autori sottolineano altresì la necessità di ulteriori studi per poter comprendere gli effetti dell’esposizione cronica a queste particelle.
