casa e scuola

Da lunedì 7 settembre si torna a scuola: la prima campanella suonerà a Bolzano e poi, a seguire, nelle altre regioni. L’inizio dell’anno scolastico può provocare in molti studenti il cosiddetto “back to school blues”, la malinconia da rientro che in alcuni casi può trasformarsi in ansia. Si tratta di una fase di adattamento che è possibile superare con alcune strategie mirate. «Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento. Mentre, man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione». Così Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Vittorio Palermo, dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’ISS. Quando si arriva alla fase adolescenziale e preadolescenziale, le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale. La paura dell’esclusione dal gruppo sociale può, infatti, generare stress.

Come si manifesta l’ansia da rientro

L’ansia da rientro può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni riguardanti gli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi.

Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi, possono emergere la volontà di evitare la scuola, la riluttanza a uscire di casa o la resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili.

Riprendere la routine e preparare insieme il materiale scolastico

Per ridurre le preoccupazioni legate al rientro a scuola è utile ripristinare gradualmente i ritmi scolastici già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni. Anticipare l’orario della sveglia e dell’addormentamento, riprendere la routine mattutina e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta gli scolari a sentirsi meno stressati. Preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento al ritorno in classe.

Sonno e alimentazione adeguati rappresentano, inoltre, fattori fondamentali per il benessere emotivo. È importante assicurarsi che i propri figli facciano colazione e pasti regolari e abbiano la possibilità di fare spuntini durante la giornata. Bambini e ragazzi ben riposati e che seguono una corretta alimentazione sono generalmente meno vulnerabili a stress, irritabilità e difficoltà di concentrazione.

Ascoltare le preoccupazioni senza minimizzare

Molti bambini vivono il rientro a scuola con timori e incertezze. I genitori possono aiutarli ascoltando le loro preoccupazioni senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono. Più che offrire rassicurazioni immediate, è importante far sentire il bambino compreso e, quando necessario, aiutarlo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà.

È bene evitare di trasmettere le proprie ansie. Per favorire la serenità dei figli è meglio fare domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica, mostrando interesse senza trasmettere preoccupazioni personali. Un atteggiamento calmo e fiducioso contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi.

Visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni può aiutare a ridurre l’incertezza e aumentare il senso di familiarità. Percorrere i tragitti, conoscere gli ambienti e orientarsi negli spazi scolastici permette a bambini e adolescenti di affrontare il primo giorno con maggiore tranquillità. Soprattutto nei passaggi verso una nuova scuola.

Rifiuto della scuola, attenzione ad alcuni comportamenti

Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, è importante prestare attenzione a questi comportamenti. I genitori possono svolgere un ruolo fondamentale monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola. In questo modo, si possono individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico. Ance l’accoglienza e l’attenzione alle relazioni possono fare una differenza significativa.

Routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza costituiscono fattori protettivi riconosciuti dalla letteratura.

Un clima scolastico positivo, caratterizzato da buone relazioni tra insegnanti e studenti, favorisce non solo il benessere emotivo ma anche i processi di apprendimento.

La necessità di un’alleanza tra scuola, famiglia e ragazzi

«Le evidenze – conclude Chiara Cattaneo suggeriscono che il disagio scolastico non può essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. In questa prospettiva, la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. Un ruolo chiave è svolto dallo sviluppo delle competenze psicosociali (life skills), come autoregolazione emotiva ed empatia, che favoriscono l’adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano efficaci quando sono integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie in una cultura condivisa orientata alla salute e al benessere».