Maturazione delle proteine, Insufficienza renale acuta, digiuno intermittente

Una nuova ricerca ha dimostrato la capacità di una miniproteina di ridurre fino al 50% il danno cerebrale dopo un ictus ischemico. La riduzione si verifica anche se la miniproteina è somministrata a distanza di ore dall’evento. È questo il risultato ottenuto dallo studio su SIMBA2 (Synthetic Interfering Mini β-Arrestin2), pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease.

La molecola è il risultato della ricerca coordinata da Tiziana Borsello, docente di Anatomia umana presso il dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari “Rodolfo Paoletti”. Borsello è anche ricercatrice dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e Chief Scientific Officer di PepTiDa Srl.

SIMBA2 è stata progettata per bloccare selettivamente JNK3, un enzima coinvolto nella cascata di morte neuronale innescata dall’ischemia cerebrale.

Gli animali trattati mostrano una minore perdita neuronale

L’effetto neuroprotettivo si mantiene anche quando il trattamento viene somministrato fino a tre ore dopo l’esordio dell’ischemia. E con una protezione che persiste e resta misurabile a distanza di sette giorni. I ricercatori lo hanno dimostrato in un modello preclinico di ictus ischemico indotto su modello murino. Gli animali trattati mostrano una minore perdita neuronale, una maggiore preservazione delle sinapsi e un migliore recupero delle funzioni sensorimotorie.

Lo studio apre una seconda prospettiva di interesse clinico: JNK3 come possibile biomarcatore del danno neuronale. Nei modelli sperimentali, JNK3 viene misurato a livello periferico nel sangue e la sua diminuzione correla con la neuroprotezione di SIMBA2. 

Sviluppare nuove strategie terapeutiche per l’ischemia cerebrale

SIMBA2 rappresenta il risultato di un percorso di ricerca costruito in circa 10 anni di lavoro e dell’integrazione di competenze scientifiche dei diversi team di ricerca.

I risultati aprono «alla possibilità di trasformare – afferma Borsello – una scoperta di base in un percorso di sviluppo di nuove strategie terapeutiche per l’ischemia cerebrale. Questa rappresenta un’esigenza clinica ancora priva di una risposta terapeutica adeguata».

Borsello ha fondato, inoltre, PepTiDa nel 2024 come spin-off dell’Università degli Studi di Milano, che è guidata dalla CEO Michela Pantaleoni. Spin-off che nasce con l’obiettivo di accompagnare SIMBA2 e la piattaforma di neuroprotezione verso le successive fasi di sviluppo. Un altro obiettivo è quello di favorire il passaggio dalla ricerca di laboratorio a un possibile percorso clinico.

Il progetto realizzato grazie a diversi gruppi di ricerca

La solidità del progetto ha già trovato riscontri sul fronte industriale. L’ambizione della società è quella di sviluppare ulteriormente questa piattaforma terapeutica ed esplorarne l’applicabilità anche ad altre patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate da morte neuronale.

«La nascita di PepTiDa – conclude Borsello – rappresenta la naturale evoluzione di questo percorso di ricerca. L’obiettivo è portare i risultati ottenuti in laboratorio verso le successive fasi di sviluppo. E, allo stesso tempo, esplorare il potenziale della piattaforma in diverse malattie neurologiche».

Lo sviluppo di SIMBA2 è il risultato di un percorso complesso che ha integrato competenze e contributi complementari provenienti da diversi gruppi di ricerca. Tra questi, i gruppi:

  • Dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e dell’Università Politecnica delle Marche.
  • Dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti e Università Sapienza di Roma, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari “Rodolfo Paoletti” dell’Università degli Studi di Milano.
  • Del dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Mario Negri IRCCS.
  • Del dipartimento di Ricerca Danno Cerebrale e Cardiovascolare Acuto dell’Istituto Mario Negri IRCCS per i modelli sperimentali di ischemia.