La postura è la base per lo svolgimento di tutte le nostre attività. È qualcosa di automatico a cui non pensiamo, ma tramite la quale il corpo si organizza per mantenere diverse posizioni. Non solo, è mediante la postura che si possono svolgere le attività quotidiane.

Il modo in cui atteggiamo la nostra schiena è qualcosa che cresce con noi e si adatta alle nostre caratteristiche fisiche. Non esiste, tuttavia, una postura corretta in assoluto, poiché essa varia in base all’età e alle attività che vogliamo fare. Molto spesso, però, si assumono posizioni poco salutari, specialmente in tenera età, quando possono causare problemi.

Controllare l’atteggiamento posturale nei più piccoli

Ma come aiutare i piccoli a non assumere posizioni che danneggiano la colonna?

Laura Baroni e Silvia Paoli, fisioterapiste dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer, sono pronte a dare qualche consiglio.

«Il controllo dell’atteggiamento posturale – spiega Silvia Paolimatura a partire dall’infanzia e dipende da fattori genetici come la statura, l’elasticità corporea. Ed anche dalla struttura muscolare e da fattori ambientali collegati allo stile di vita come l’attività fisica e le abitudini alimentari. Il sovrappeso e la sedentarietà hanno senza dubbio un’influenza negativa sull’assetto posturale».

Non bisogna dimenticare che esiste anche un legame profondo con la nostra psiche: «La postura – aggiunge l’esperta – esprime anche la nostra personalità, i nostri stati d’animo e sentimenti».

L’età in cui si manifestano i vizi posturali

«Generalmente – afferma Paoli – è con l’ingresso nell’età scolare che i genitori iniziano a ricordare ai figli di stare dritti. Infatti, c’è una riduzione dell’esuberanza motoria che nei primi anni di vita ha consentito di raffinare lo sviluppo motorio. Così aumenta nei bambini l’interesse per attività di tipo più intellettivo. Si avvia il percorso scolastico e questo fa sì che aumentino le ore trascorse in posizione seduta».

Il confronto che i bambini cominciano ad avere con il mondo circostante mette in gioco il ruolo delle emozioni.

«I bambini – evidenzia la specialista – maturano la consapevolezza di sé in confronto al mondo sociale, dei coetanei e degli adulti. Possono sperimentare sensazioni di imbarazzo, inadeguatezza, timidezza, emozioni che possono influenzare anche la postura».

Attenzione alle posture che si assumono inconsapevolmente

Bisogna poi fare i conti con i grandi cambiamenti della struttura corporea che si verificano soprattutto a partire dai 9-10 anni. Molti genitori pensano che la posizione curva sia correlata alla scoliosi, ma si tratta di un falso mito.

«La letteratura – dichiara Paolici dice che il mantenimento di posture scorrette non è correlato allo sviluppo di scoliosi. Il rischio, soprattutto se si ha uno stile di vita sedentario, è quello di andare incontro a un mal di schiena già in età pediatrica».

I maggiori indiziati? Il tempo trascorso davanti alla televisione e al computer/videogiochi, studiare a letto o in posizioni scorrette, la bassa frequenza dell’attività fisica.

Il ruolo dei genitori per evitare posizioni scorrette

I genitori devono innanzitutto dare il buon esempio. L’introduzione di buone abitudini e corretti modelli di comportamento in famiglia produce effetti positivi nel corso di tutta la vita.

I genitori, infatti, dovrebbero dare «l’esempio sulla sana alimentazione, su stili di vita attivi con spostamenti abituali a piedi o in bicicletta. Soprattutto su un uso equilibrato delle tecnologie digitali». Così Laura Baroni, responsabile della fisioterapia del Meyer.

Molto importante è invogliare i bambini a praticare un’attività sportiva, purché sia fonte di divertimento. Oltre a promuovere la salute fisica, questa esperienza può offrire occasioni per consolidare l’autostima, l’accettazione di sé, il controllo delle emozioni.

«Infine, sarà utile scegliere gli arredi di uso quotidiano. Consapevoli che altezze e profondità di sedie e tavoli possono influenzare il mantenimento di posture più o meno corrette», conclude Baroni.