Nuovo studio sull'amianto nei polmoni, (Foto esclusivamente decorativa free di PublicDomainPictures da Pixabay)

Uno studio pubblicato il 31 dicembre 2025 su Environmental Sciences Europe ha analizzato il carico di amianto nei polmoni della popolazione generale. Concentrandosi su individui senza esposizione professionale nota. Sono stati esaminati 890 soggetti provenienti da diverse regioni del mondo, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea e varie aree europee, con particolare attenzione all’Italia. L’indagine si è focalizzata sull’esposizione ambientale. Derivante dalla presenza diffusa di fibre nell’aria a causa di attività industriali, edilizie o fonti naturali di amianto. Le autopsie considerate coprono un arco temporale che va dal 1967 al 2023, mentre i dati raccolti provengono da studi pubblicati tra il 1980 e il 2023. Ciò ha permesso di effettuare un’analisi delle concentrazioni nel corso di cinque decenni.

Metodi di analisi e obiettivi dello studio

La revisione sistematica condotta da Silvia D. Visonà, Giovanni Cecchetto ed Emanuela Taioli ha utilizzato la microscopia elettronica. Quest’ultima è considerata tra le tecniche più accurate per quantificare le fibre di amianto nei tessuti polmonari. Lo scopo principale era comprendere quanto amianto permane nei polmoni della popolazione generale, identificare eventuali differenze geografiche e temporali e fornire dati aggiornati utili sia per la sorveglianza sanitaria sia per valutazioni medico-legali. Lo studio si è concentrato anche sulle differenze tra i vari tipi di fibre. In particolare tra le fibre di anfibolo, come la tremolite, e il crisotilo, tenendo conto della diversa solubilità e persistenza nell’apparato respiratorio.

Risultati principali

La revisione ha mostrato che l’amianto è stato rilevato in tutti i campioni di tessuto polmonare analizzati, con concentrazioni che variano da poche migliaia fino a oltre sette milioni di fibre per grammo di peso secco. In molte situazioni, i valori superano le soglie considerate “di fondo”. I dati italiani, in particolare quelli raccolti a Milano, mostrano concentrazioni significativamente elevate rispetto ad altre zone del Nord Italia. La conclusione è che l’esposizione urbana può essere ancora rilevante decenni dopo il divieto nazionale del 1992 di utilizzo dell’amianto.

Implicazioni per la salute

La sorveglianza sanitaria richiede un approccio integrato, che combini dati chimico-fisici, informazioni anamnestiche e analisi ambientali. Questo è particolarmente rilevante per malattie come il mesotelioma pleurico, il tumore polmonare e altri tumori e malattie correlati all’amianto.

Fonte dello studio

Visonà, S.D., Cecchetto, G. & Taioli, E. Asbestos burden in lung tissue from the general population: a systematic review. Environ Sci Eur (2025). https://doi.org/10.1186/s12302-025-01319-y

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“Ci sono milioni di tonnellate amianto nel mondo. E’ ancora presente negli edifici, tubature e nonostante sia vietato in molti paesi. Ciò determina circa 230.000 morti ogni anno e ciò è inaccettabile. L’ONA si batte da decenni per i diritti delle vittime dell’amianto e altri cancerogeni. Solo un mondo libero da questa pericolosa sostanza, attraverso bonifiche e messa in sicurezza a tappeto può garantire un futuro migliore alle generazioni successive.” Ha affermato lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.