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Tremolite: proprietà, geologia e la tossicità dell’amianto

La tremolite è un minerale appartenente alla classe dei silicati, nello specifico al gruppo degli anfiboli. Chimicamente si tratta di un silicato idrato di calcio e magnesio, che si forma principalmente attraverso processi di metamorfismo di contatto o regionale in rocce ricche di silice e dolomite. Si presenta comunemente con un colore che varia dal bianco al grigio chiaro, fino a sfumature verdastre quando contiene tracce di ferro.

Dal punto di vista strutturale, la tremolite può svilupparsi in diverse abitudini cristalline, passando da aggregati compatti e prismatici a forme marcatamente fibrose. È proprio questa variante fibrosa a collocare la tremolite a pieno titolo tra le sei tipologie di minerali classificate commercialmente e legalmente come amianto (o asbesto). Le sue fibre, sottili, flessibili e resistenti al calore, ne hanno decretato l’utilizzo industriale nel secolo scorso, spesso come contaminante naturale in altri minerali come il talco e il crisotilo.

Tuttavia, la natura fibrosa della tremolite rappresenta un grave pericolo per la salute umana. Se le rocce che la contengono vengono frantumate o alterate, il minerale rilascia nell’aria micro-fibre invisibili. Una volta inalate, queste strutture aghiformi penetrano profondamente nei polmoni, dove resistono ai naturali processi di smaltimento dell’organismo. L’esposizione prolungata può provocare patologie respiratorie croniche irreversibili, tra cui l’asbestosi, il cancro polmonare e il mesotelioma pleurico. Per questa ragione, l’estrazione e l’impiego della tremolite sono oggi severamente vietati e monitorati.