Nuovo passo verso il recupero dell’ex cinema Apollo di via Cairoli a Roma, nel rione Esquilino, edificio abbandonato da oltre trent’anni e nel quale è presente amianto. La giunta capitolina ha approvato, alla fine di agosto, il piano di fattibilità tecnico-economica per un intervento di manutenzione straordinaria dal valore superiore ai 2 milioni di euro.
Tra le opere previste c’è anche la bonifica dell’amianto presente nella struttura. I lavori riguarderanno, in particolare, i pannelli, la rimozione e la sostituzione della copertura incapsulata, oltre al ripristino dell’impermeabilità del solaio e dei discendenti.
L’obiettivo è intervenire anche sulle infiltrazioni d’acqua e sui danni che nel tempo hanno interessato gli immobili vicini.
Ex cinema Apollo, lavori finanziati con un mutuo
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Per finanziare l’intervento il Campidoglio ricorrerà a un mutuo. L’approvazione del piano rappresenta uno dei passaggi necessari per arrivare all’apertura del cantiere.
Il percorso prevede ora la predisposizione del progetto esecutivo, la gara per affidare i lavori e l’iter amministrativo legato alla richiesta del finanziamento.
Secondo le tempistiche stimate, il cantiere potrebbe essere aperto entro circa sei mesi.
L’intervento sulla copertura e la bonifica dell’amianto rappresentano però soltanto una parte del percorso. Restano infatti da definire il risanamento complessivo dell’edificio e soprattutto la sua destinazione futura.
La storia dell’Apollo dall’inizio del Novecento
L’edificio di via Cairoli, all’angolo con via Giolitti, costruito nel 1918 in stile liberty su progetto dell’ingegnere Luigi Federico Babini, nel 1949 cambiò denominazione: da Politeama Margherita diventò cinema Apollo, con una capienza di circa 700 posti.
Negli anni Ottanta la sala venne successivamente declassata a cinema di seconda visione, con circa 500 posti. In seguito, una parte dell’immobile fu trasformata in appartamenti e uffici.
Da oltre trent’anni, però, la struttura versa in stato di abbandono.
L’ipotesi dei «terzi luoghi» per rilanciare l’ex cinema
Il futuro dell’Apollo è tornato al centro del dibattito quando si è iniziato a discutere delle possibili soluzioni per recuperare i cinema dismessi, evitando trasformazioni in sale bingo o centri commerciali.
Come evidenziato da Il Corriere della Sera, Tra le proposte emerse c’è stata quella del produttore Pietro Valsecchi, che ha lanciato un progetto di azionariato popolare per riportare in attività l’ex cinema. All’iniziativa hanno aderito numerosi esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.
Per il futuro dell’Apollo, il Comune ha ipotizzato una formula aperta alla collaborazione tra pubblico e privato, ispirata al modello francese dei «terzi luoghi».
Si tratta di spazi destinati a riunire diverse funzioni, da quelle culturali a quelle sociali e di intrattenimento.
L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha confermato l’indirizzo dell’amministrazione di recuperare l’Apollo a funzione culturale con sala cinematografica e altre attività collaterali.
