Varenne, una storia fatta di vittorie, record e grandi ippodromi. Ma nel 2001 il leggendario trottatore entrò anche nello Stadio Olimpico di Roma, protagonista di una celebrazione che unì per una sera il mondo del trotto e quello dell’atletica.

A rendere possibile quell’incontro fu anche l’iniziativa di Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, che racconta oggi come riuscì a convincere la FIDAL e l’Unione Incremento Razze Equine nell’idea di portare Varenne sulla pista dell’Olimpico durante il Golden Gala.

Ruggero Alcanterini: «Convinsi FIDAL e Unione Incremento Razze Equine»

«Nel 2001 convinsi la FIDAL e l’Unione Incremento Razze Equine a condividere la gloria di Varenne nel Golden Gala all’Olimpico.» È il ricordo con cui Ruggero Alcanterini ricostruisce oggi quella particolare iniziativa. Un progetto nato dall’idea di mettere in dialogo due mondi apparentemente lontani: l’atletica e il trotto, accomunati dalla velocità, dalla competizione e dalla ricerca della prestazione.

L’iniziativa portò così Varenne, già considerato una delle più grandi stelle dell’ippica internazionale, nel luogo simbolo dell’atletica romana.

L’evento fu pensato come un gemellaggio tra discipline sportive, nel segno del Fair Play e della celebrazione dei campioni.

Varenne e Maurice Greene insieme sulla pista

La serata aveva un protagonista umano altrettanto importante: Maurice Greene, sprinter statunitense e campione mondiale dei 100 metri.

Secondo la cronaca dell’epoca, Varenne avrebbe attraversato la pista dello Stadio Olimpico per incontrare proprio Greene. L’uomo e il cavallo, entrambi simboli della velocità, furono protagonisti di un momento costruito intorno a un’idea semplice e potente: mettere a confronto, senza competizione tra loro, due eccellenze sportive.

L’immagine di Varenne sulla pista dell’atletica insieme a una delle grandi stelle mondiali dello sprint rimane ancora oggi una delle fotografie più originali della sua straordinaria carriera.

Il Golden Gala aprì le porte a Varenne

L’evento si svolse nell’ambito dell’Honda Golden Gala, meeting internazionale di atletica leggera inserito nel circuito della Golden League.

La cronaca pubblicata da Adnkronos il 28 giugno 2001 annunciava per il giorno successivo l’arrivo di Varenne all’Olimpico, previsto intorno alle 20.10.

Il campione sarebbe stato accompagnato da Iina Rastas, indicata all’epoca come la persona che lo seguiva durante gli spostamenti.

La sua presenza sarebbe stata accompagnata anche da un contributo video dedicato alle sue imprese e dall’omaggio musicale di Enzo Jannacci, autore di un brano dedicato proprio al grande trottatore.

La velocità come linguaggio comune

L’idea alla base dell’iniziativa di Alcanterini appare ancora oggi particolarmente significativa.

Da una parte c’era l’atletica, con gli uomini e le donne impegnati a migliorare tempi e record. Dall’altra il trotto, rappresentato da un cavallo diventato una celebrità internazionale.

Varenne e Maurice Greene erano il simbolo di due forme diverse della velocità.

Uno correva sulla pista con la propria forza atletica, l’altro con la potenza e la coordinazione di un animale eccezionale guidato dal suo driver.

Il loro incontro all’Olimpico trasformò questa differenza in un elemento di unione.

Ruggero Alcanterini e il valore del Fair Play

Rileggere oggi quell’episodio attraverso il racconto di Ruggero Alcanterini, già presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, permette di attribuire all’iniziativa anche un significato culturale.

Il Fair Play infatti è un linguaggio capace di mettere in relazione discipline, atleti e pubblici differenti.

Portare Varenne sulla pista dell’Olimpico significò creare una connessione tra l’ippica e l’atletica attraverso una celebrazione condivisa dello sport.

E oggi, dopo la morte del “Capitano”, quell’immagine ha un valore forte e struggente che contribuisce a costruire il mito.

Varenne, il “Capitano” che aveva conquistato il mondo

Quando arrivò all’Olimpico nel 2001, Varenne era già una star.

Nato nel 1995, aveva costruito una carriera straordinaria nel trotto internazionale, conquistando alcune delle competizioni più prestigiose della disciplina.

Il 2001 fu l’anno della consacrazione definitiva. Varenne vinse il Prix d’Amérique, il Gran Premio della Lotteria e l’Elitloppet, entrando nella storia del trotto.

La sua popolarità aveva ormai superato i confini degli ippodromi. Per questo la sua presenza al Golden Gala apparve naturale: il pubblico dell’atletica poteva incontrare una delle più grandi stelle dello sport italiano.

Un incontro rimasto nella memoria

Il campione si è spento nell’agosto 2026, all’età di 31 anni, dopo una lunga vita lontano dalle competizioni ma ancora profondamente legata al mondo dell’ippica.

La ricostruzione dell’evento è supportata anche dalla cronaca Adnkronos del 28 giugno 2001, che annunciava la partecipazione di Varenne al Golden Gala dell’indomani e il suo incontro sulla pista dell’Olimpico con Maurice Greene.

Addio Varenne, nessuno può far fermare il vento.

in copertina: Alcanterini e Varenne, immagine commemorativa ricreata con AI.