Salute e sicurezza nei posti di lavoro, lavoratori con equipaggiamento di protezione individuale, elmetto, giubbotto ad alta visibilità, ambiente di lavoro sicuro, segnaletica di sicurezza ( Canva AI)

Il ministro della Salute Orazio Schillaci rilancia l’impegno del Governo su due fronti strategici. Ossia la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e il rafforzamento della cooperazione sanitaria internazionale. Nella giornata del 27 luglio, il titolare del dicastero ha presieduto la riunione del Comitato nazionale dedicato alla sicurezza sul lavoro. Ed ha incontrato a Roma il ministro della Salute della Libia, Mohamed Ali Al-Ghouj, per consolidare la collaborazione tra i due Paesi.

Salute e sicurezza sul lavoro: al via la Strategia nazionale 2026-2030

Il primo appuntamento ha riguardato il Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e il coordinamento nazionale dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Previsto dal decreto legislativo 81/2008.

Si è trattato della prima riunione dopo l’approvazione, in Conferenza Stato-Regioni, della Strategia nazionale 2026-2030 per la salute e sicurezza sul lavoro. Per Schillaci questo passaggio rappresenta un momento decisivo per rafforzare il sistema della prevenzione.

Il ministro ha spiegato che la nuova programmazione definisce obiettivi concreti, misurabili e di lungo periodo. Lo scopo è migliorare la prevenzione degli infortuni, rendere più efficace il coordinamento tra le istituzioni coinvolte e sviluppare una rete di collaborazione sempre più stretta anche con il Ministero del Lavoro.

Più prevenzione e coordinamento

La nuova Strategia punta a valorizzare questo percorso attraverso una maggiore integrazione tra le amministrazioni competenti e un sistema di vigilanza ancora più efficiente.

Il Comitato avrà un ruolo centrale nell’attuazione delle misure previste dal piano. Favorendo il dialogo tra le diverse istituzioni e monitorando il raggiungimento degli obiettivi fissati per il quinquennio 2026-2030.

Italia e Libia rafforzano la cooperazione sanitaria

Nella stessa giornata il ministro Schillaci ha ricevuto al Ministero della Salute il suo omologo libico, Mohamed Ali Al-Ghouj. L’incontro è stato dedicato al rafforzamento della collaborazione bilaterale nel settore sanitario. Considerato un ambito strategico per lo sviluppo e il benessere delle due nazioni.

Le delegazioni hanno fatto il punto sui risultati ottenuti dopo la Dichiarazione di Intenti firmata a Tripoli nel 2024. La quale ha dato impulso a numerosi progetti comuni.

Formazione, sicurezza alimentare e approccio One Health

Tra i principali temi affrontati figurano gli investimenti nella formazione del personale sanitario, il potenziamento delle risorse umane e la collaborazione nei settori della sicurezza alimentare e della sanità veterinaria.

Particolare attenzione è stata riservata all’approccio One Health, che considera strettamente collegate la salute delle persone, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Un modello che rappresenta uno dei pilastri della cooperazione tra Italia e Libia.

Il ruolo del Piano Mattei per l’Africa

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il contributo del Piano Mattei per l’Africa, che individua la salute come elemento essenziale per favorire sviluppo, stabilità e partenariati duraturi.

Italia e Libia hanno confermato la volontà di proseguire il percorso di collaborazione, promuovendo iniziative comuni per affrontare le sfide sanitarie globali e rafforzare la cooperazione nel settore della salute pubblica.

La giornata di lavori ha così evidenziato la doppia direttrice dell’azione del Ministero della Salute: da un lato il rafforzamento della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso l’attuazione della Strategia nazionale 2026-2030, dall’altro il consolidamento delle relazioni internazionali per sviluppare sistemi sanitari sempre più integrati e capaci di rispondere alle sfide del futuro