Baracche e vecchi manufatti con presunto amianto lungo il percorso ciclopedonale: cresce l’attenzione sulla sicurezza
Indice dei contenuti
Torna al centro dell’attenzione la situazione delle baracche e dei manufatti presenti lungo un percorso ciclopedonale del fiume di Teramo. Secondo la fonte, diverse strutture presenterebbero coperture in possibile eternit amianto che, in alcuni casi, mostrano segni di deterioramento dovuti al trascorrere del tempo.
La presenza di materiali in cattivo stato riporta l’attenzione sulla necessità di effettuare controlli approfonditi per verificare le condizioni delle coperture contenenti amianto e, se confermato, avviare gli interventi di bonifica previsti dalla normativa vigente.
Segnalazioni già effettuate negli anni
Nel corso degli anni sono state diverse le segnalazioni relative alla presenza di coperture in amianto danneggiate in varie aree del territorio. In diversi casi queste comunicazioni hanno portato alla sostituzione delle coperture, alla bonifica oppure all’incapsulamento dei materiali contenenti amianto.
Rimane però ancora aperta la questione delle strutture presenti lungo il fiume, dove alcune coperture appaiono degradate e meritano ulteriori verifiche per accertarne lo stato di conservazione.
Perché l’amianto deteriorato può rappresentare un rischio
Quando i manufatti contenenti amianto si deteriorano o subiscono rotture, possono rilasciare nell’ambiente fibre microscopiche. Se inalate, queste fibre sono associate a patologie respiratorie e oncologiche, tra cui asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma.
Le malattie correlate all’esposizione possono manifestarsi anche dopo molti anni. Inoltre, vento e precipitazioni possono contribuire alla dispersione delle fibre, con possibili effetti sul terreno e sugli ecosistemi circostanti.
La normativa prevede controlli e interventi
La legislazione italiana stabilisce precisi obblighi per i proprietari degli immobili o dei manufatti che contengono amianto. Tra questi rientrano il monitoraggio periodico dello stato di conservazione, la manutenzione e, quando necessario, gli interventi di bonifica.
Per questo motivo torna il dibattito su chi debba verificare le condizioni delle numerose strutture presenti lungo il tragitto ciclopedonale di Teramo e quali enti siano competenti ad intervenire qualora gli accertamenti evidenzino situazioni di potenziale rischio per la salute pubblica e per l’ambiente.
In attesa di verifiche sullo stato delle coperture
L’attenzione resta quindi concentrata sulle condizioni delle coperture in eternit ancora presenti nell’area. Eventuali controlli tecnici consentiranno di stabilire se siano necessari interventi di messa in sicurezza o di bonifica, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e con l’obiettivo di garantire la tutela della collettività e del territorio.
Fonte: iduepunti.it
