annegamenti

L’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione ha certificato oltre 600 annegamenti nel biennio 2024-2025. I numeri si riferiscono in prevalenza ai maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. Alcune semplici regole, hanno sottolineato gli esperti, potrebbero diminuire sensibilmente queste cifre, che sono tendenzialmente stabili negli ultimi 20 anni.

Il biennio prende in considerazione i 604 annegamenti fatali censiti da una raccolta sistematica delle notizie di cronaca. Raccolta realizzata tramite tecniche di web scraping dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

I numeri degli annegamenti in Italia

Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere i maschi sono la maggioranza con 482 casi, pari all’80,7%.

Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa 23% bambini e giovani fino a 24 anni. Mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati.

La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi.

Un numero inferiore (37 annegamenti), ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti avviene nelle piscine.

Complessivamente il “malore in acqua” rappresenta la causa principale (44,9%). È seguito dalle “cadute in acqua”, dalle “condizioni meteo avverse / mare mosso” e dal “ritorno a riva impedito da un ostacolo/correnti di ritorno”.

Le Regioni con il maggior numero di annegamenti

In circa il 6% dei casi è stato possibile rilevare che nonostante fosse presente la segnalazione di pericolo con la bandiera rossa tale indicazione era stata disattesa.

In termini assoluti i dati indicano che nel biennio 2024-2025 le Regioni con il maggior numero di annegamenti sono le seguenti:

  • Lombardia (90 casi; 14,9%).
  • Veneto (73; 12,1%).
  • Toscana (52; 8,6%).
  • Lazio (51; 8,4%).
  • Puglia, Sardegna e Sicilia (41; 6,8%).
  • Emilia-Romagna (37; 6,1%).

Genitori/accompagnatori, le regole per una vacanza sicura

Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico, non lasciare mai i bambini senza un costante controllo. Neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. In Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni.

Nominare un sorvegliante dell’acqua, una persona che abbia come unico compito quello di guardare chi è in acqua senza distrazioni.

Se si dispone di una piscina domestica o condominiale è bene recintarla in modo che i bambini non possano accedere senza essere accompagnati.

Insegnare presto ai bambini a nuotare e a gestire la fatica.

Ragazzi e adulti, i consigli per non rischiare la vita

È assolutamente sconsigliato fare il bagno quando è issata la bandiera rossa o se il mare è mosso. Nelle spiagge libere, non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo. Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio anche la vita degli eventuali soccorritori. In media, ogni anno muoiono 106 maschi e 17 femmine di età compresa tra 15 e 60 anni. Questi annegamenti sono spesso associati a comportamenti spavaldi e sottovalutazione del pericolo. Ci sono modi più sani per dimostrare abilità e coraggio.

È bene, inoltre, non assumere alcol e sostanze stupefacenti perché alterano equilibrio, riflessi e giudizio, aumentando enormemente il rischio.

Se si è in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno, si deve nuotare lateralmente per uscirne, mai contro, segnalando la propria presenza.

Non tuffarsi senza conoscere il fondale del corpo idrico e i primi tuffi farli di piedi, mai di testa.

I consigli dell’ISS per evitare gli annegamenti

  1. Non fare mai il bagno da soli, avere qualcuno vicino significa poter ricevere aiuto immediato o essere visti in caso di difficoltà.
  2. Se frequentate ambienti fluviali prestate attenzione alle basse temperature delle acque (possono causare shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d’acqua. Ed anche ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l’anno annegano nei fiumi).
  3. Leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l’organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate.

Ulteriori consigli per ridurre i rischi durante le vacanze

  • Fare il bagno vicino agli assistenti bagnanti riduce significativamente il rischio di annegamento. I bagnini riconoscono i pericoli e intervengono rapidamente.
  • Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli Enti gestori (Comuni, Autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza.
  • Nelle spiagge in concessione prestate attenzione alla qualità della gestione della sicurezza.
  • Se si è anziani è necessario limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli.
  • Consultare il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie. Il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l’anno.


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