Gatti e schizofrenia

Tre atenei del Sud Italia si sono uniti per riscrivere il futuro della farmacologia veterinaria. Si tratta dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, dell’Università della Calabria e dell’Università di Messina. Mentre gli antiparassitari tradizionali perdono efficacia e sollevano crescenti timori per la loro tossicità, la ricerca guarda al cuore del Mediterraneo. E guarda soprattutto alle sue risorse naturali per individuare soluzioni più sicure, sostenibili e innovative.

Declino degli antiparassitari e farmacoresistenza

È ormai ben risaputo che l’efficacia dei comuni antiparassitari utilizzati per cani e gatti è in declino a causa della crescente farmacoresistenza degli ectoparassiti. A questo problema si aggiunge la preoccupazione per gli effetti tossici cronici derivanti da un uso prolungato o improprio dei prodotti chimici. Nel complesso panorama della gestione antiparassitaria, la comunità scientifica, esplorando alternative naturali ed ecosostenibili, nel 2023 ha avviato un progetto di ricerca. Progetto dal titolo “Development of a green veterinary pharmacology approach against long-term toxicity of pesticides: from experimental models to clinical trials”. È stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PRIN. Il progetto, ormai giunto a conclusione, ha visto la collaborazione dei gruppi di ricerca delle suddette Università.

Gli oli essenziali estratti da piante del Mediterraneo

Oggetto dello studio sono stati gli oli essenziali estratti da piante del Mediterraneo, in particolare agrumi e Lamiaceae (come rosmarino, timo e lavanda). La scelta è motivata da due vantaggi principali. In primo luogo, gli oli essenziali presentano una bassa tossicità ambientale, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. In secondo luogo, essendo composti da decine di molecole diverse, agiscono su bersagli multipli del parassita. Rendono così molto più difficile lo sviluppo di resistenza rispetto ai principi attivi sintetici a singolo bersaglio.

Le tre fasi della ricerca: estrazioni, saggi, sperimentazioni

Le attività di ricerca si sono articolate in tre fasi. L’Università della Calabria ha curato l’estrazione e la caratterizzazione chimica dei fitocomplessi. L’unità operativa di Catanzaro ha condotto saggi in vitro che hanno confermato una potente azione acaricida degli oli e dei loro costituenti principali. L’Università di Messina ha avviato le prime sperimentazioni in vivo.

I risultati hanno evidenziato un divario significativo tra l’efficacia dimostrata in laboratorio e l’applicabilità pratica sul campo. Gli oli essenziali sono caratterizzati da un’elevata volatilità che ne riduce la persistenza sul mantello dell’animale. Inoltre, la loro composizione varia in funzione della specie vegetale, della stagione di raccolta e del metodo di estrazione, rendendo problematica la standardizzazione del prodotto. Mancano ancora studi clinici rigorosi condotti su animali da compagnia in condizioni reali.

Le priorità della ricerca in futuro

Alla luce di quanto rilevato, le priorità future della ricerca includono:

  • Sperimentazioni cliniche sul campo.
  • Studi farmacocinetici per comprendere l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione degli oli essenziali nell’organismo degli animali da compagnia.
  • Lo sviluppo di metodi di test standardizzati e il monitoraggio della resistenza.

Solo attraverso questi passaggi sarà possibile verificare se i vantaggi teorici potranno tradursi in strumenti terapeutici realmente efficaci e sicuri. I vantaggi teorici sono meccanismi multi-bersaglio, ridotto impatto ambientale e accettabilità da parte dei proprietari.