La telemedicina entra ufficialmente nella gestione quotidiana dei pazienti e promette di semplificare uno degli aspetti più burocratici della sanità. Il nuovo disegno di legge sulle semplificazioni introduce infatti due novità rilevanti: la possibilità di ottenere certificati di malattia tramite televisita e ricette per pazienti cronici valide fino a 12 mesi. L’obiettivo è ridurre gli accessi inutili agli studi medici e alleggerire il carico amministrativo che grava sulla medicina territoriale.

Tuttavia, le nuove norme non saranno immediatamente operative. Serviranno infatti decreti attuativi e accordi istituzionali per definire modalità e limiti di applicazione.

Certificati di malattia anche a distanza: cosa cambia

La novità più significativa riguarda la possibilità di ottenere il certificato di malattia tramite televisita. Fino ad oggi il medico doveva visitare il paziente di persona, in studio o a domicilio, per certificare l’assenza dal lavoro.

Con il nuovo provvedimento, invece, la certificazione rilasciata a distanza tramite strumenti di telemedicina avrà lo stesso valore legale di quella in presenza. Questo cambiamento segna un passaggio importante verso una sanità più digitale e accessibile.

Tuttavia la misura non entrerà subito in vigore. Come sottolinea la FIMMG, sarà necessario un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni per definire quando e come i medici potranno utilizzare la telecertificazione.

Fino a quel momento resteranno in vigore le regole attuali, che prevedono l’obbligo di visita diretta e controlli rigorosi per evitare abusi.

Perché la telemedicina può cambiare la medicina territoriale

L’introduzione della televisita per i certificati rappresenta un’evoluzione naturale del percorso avviato durante la pandemia da Covid-19. In quel periodo molti medici hanno già sperimentato modalità di assistenza a distanza.

La telemedicina consente di ridurre gli spostamenti dei pazienti, limitare le attese negli studi medici e migliorare l’accesso alle cure, soprattutto per persone fragili o con difficoltà di mobilità.

Inoltre permette ai medici di gestire in modo più efficiente i casi meno complessi, concentrando il tempo e le risorse sui pazienti che necessitano di una visita in presenza.

Tuttavia gli esperti sottolineano che la televisita non può sostituire completamente il contatto diretto. Sarà quindi fondamentale definire criteri chiari per stabilire quando è appropriato utilizzare questa modalità.

I numeri dei certificati di malattia in Italia

Il peso burocratico legato ai certificati di malattia è significativo. Secondo i dati dell’INPS, nel primo semestre del 2025 sono stati emessi circa 16,5 milioni di certificati.

Di questi, oltre il 75% riguarda il settore privato. Il numero complessivo è aumentato del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche le visite fiscali rappresentano un’attività rilevante. Nei primi tre mesi del 2025 sono state effettuate circa 223 mila verifiche, anche se con una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.

Questi numeri evidenziano quanto il sistema attuale sia complesso e quanto la digitalizzazione possa contribuire a semplificare i processi.

Ricette per pazienti cronici valide 12 mesi

La seconda novità riguarda la gestione delle patologie croniche. Il ddl semplificazioni introduce la possibilità per i medici di prescrivere farmaci con validità fino a 12 mesi.

Oggi molti pazienti devono rinnovare frequentemente le ricette, anche quando la terapia resta invariata. Questo comporta un carico burocratico sia per i pazienti sia per i medici. Con la nuova norma, il medico potrà indicare nella ricetta la posologia e il numero di confezioni necessarie per un periodo fino a un anno. Questo ridurrà la necessità di visite ripetute solo per il rinnovo della prescrizione.

Anche in questo caso, però, servirà un decreto attuativo del Ministero della Salute per definire le modalità operative.

Impatto sulla gestione delle malattie croniche

La validità annuale delle ricette potrebbe avere un impatto significativo sulla gestione delle malattie croniche. In Italia milioni di persone convivono con patologie come diabete, ipertensione o malattie respiratorie.

Questi pazienti necessitano di terapie continuative e controlli periodici. Ridurre gli accessi burocratici può migliorare l’aderenza terapeutica e semplificare il percorso di cura.

Il medico manterrà comunque la possibilità di modificare o sospendere la terapia in qualsiasi momento, in base all’evoluzione clinica del paziente.

Questo aspetto è fondamentale per garantire appropriatezza prescrittiva e sicurezza.

Le criticità: tempi e attuazione delle norme

Nonostante le potenzialità, le nuove misure presentano alcune criticità. La principale riguarda i tempi di attuazione.

Per la telecertificazione servirà un accordo tra Stato e Regioni, senza una scadenza precisa. Per le ricette annuali, invece, è previsto un decreto attuativo entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Un altro tema riguarda il rischio di uso improprio degli strumenti digitali. Sarà necessario garantire sistemi di controllo efficaci per evitare abusi, sia da parte dei pazienti sia dei professionisti.

Verso una sanità più semplice e digitale

Il ddl semplificazioni rappresenta un passo importante verso una sanità più moderna e meno burocratica. L’integrazione della telemedicina e la semplificazione delle prescrizioni rispondono a esigenze concrete di cittadini e medici.

Allo stesso tempo, però, la trasformazione richiede regole chiare, strumenti adeguati e una formazione continua dei professionisti.

Se implementate correttamente, queste misure possono migliorare l’efficienza del sistema sanitario, ridurre i tempi di attesa e rendere più semplice la gestione delle cure, soprattutto per i pazienti cronici.

Il cambiamento è avviato. Ora la sfida è tradurre le norme in pratica quotidiana, mantenendo al centro la qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti.