Nei primi 31 giorni del 2026, l’Italia ha registrato un aumento significativo dei casi di morbillo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati del sistema nazionale di sorveglianza morbillo e rosolia, sono stati confermati 84 casi a gennaio, rispetto ai 34 del gennaio 2025.
Diffusione geografica e fasce d’età più colpite
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Le segnalazioni provengono principalmente da sei regioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria, che rappresentano circa il 96% dei casi totali. L’età mediana dei pazienti è di 28 anni, ma il maggior rischio si osserva nei bambini tra 0 e 4 anni, con due casi anche sotto l’anno di vita.
Vaccinazione e complicanze
Un dato preoccupante riguarda la vaccinazione: oltre il 90% dei contagiati non aveva ricevuto alcuna dose del vaccino. Più di un terzo dei casi ha sviluppato complicazioni, tra cui polmonite e disturbi epatici, mentre tra i pazienti risultano anche cinque operatori sanitari, quattro dei quali non vaccinati.
La situazione in Europa e nel mondo
A livello europeo, l’Ecdc – European Centre for Disease Prevention and Control ha riportato che nel 2025 sono stati notificati 7.655 casi di morbillo in 30 Paesi UE/SEE, con 8 decessi. Nonostante una diminuzione rispetto ai 35.000 casi del 2024, il numero resta superiore a quello del 2023. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inoltre segnalato che alcuni Paesi, tra cui Austria, Spagna e Regno Unito, hanno visto un ritorno della trasmissione endemica del virus.
L’importanza della prevenzione
Gli esperti sottolineano che la vaccinazione resta l’arma più efficace contro il morbillo, soprattutto per proteggere i bambini e ridurre la circolazione del virus tra adulti non immunizzati.
“Il virus continua a circolare, e il rischio maggiore è tra chi non è vaccinato,” affermano i virologi del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – Istituto Superiore della Sanità
La definizione della malattia secondo l’ISS
Riportiamo la descrizione della malattia infettiva esantematica da parte dell’ISS, che indica causata da un virus a RNA del genere Morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae), di cui esiste un unico sierotipo. Il morbillo è diffuso in tutto il mondo, e l’uomo è l’unico ospite naturale.
Prima dell’arrivo del vaccino contro il morbillo negli anni 60, e dei programmi estesi di vaccinazione, si verificavano epidemie all’incirca ogni due o tre anni che, a livello globale, causavano un numero stimato di 2,6 milioni di morti ogni anno. Con l’introduzione si è verificata una significativa riduzione dell’incidenza del morbillo nel mondo.
Le regioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno fissato obiettivi di eliminazione del morbillo (interruzione della trasmissione endemica in una determinata area geografica). L’eliminazione del morbillo richiede livelli di immunità molto elevati nella popolazione.
Trasmissione
La malattia è estremamente contagiosa: il 90% delle persone suscettibili esposte a una persona infetta contrae la malattia. Nei Paesi a clima temperato, il picco d’incidenza avviene verso la fine dell’inverno e a primavera. Come, infatti, quest’anno anche per l’Italia.
Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee e le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce. Il virus rimane infettivo nell’aria e sulle superfici infette fino a due ore. La contagiosità si protrae da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea.
Sintomi
I primi sintomi si presentano dopo un periodo di incubazione che varia da sette a 18 giorni (in media 10-12 giorni) e sono simili a quelli di un raffreddore (tosse, rinite, congiuntivite), con malessere e febbre che diventa sempre più alta (fino a 39 °C-40,5 °C).
Il 60-70% delle persone con morbillo presenta delle macchie di Koplik, lesioni bianco-bluastre, leggermente rilevate, di 2-3 mm di diametro su una base eritematosa, che compaiono sulla mucosa buccale, solitamente di fronte al primo molare; generalmente appaiono un giorno prima della comparsa dell‘eruzione cutanea e persistono per due o tre giorni. Sono frequenti anche la fotofobia, il mal di gola, la cefalea, dolore addominale e una lieve linfoadenopatia generalizzata.
Complicanze
La maggior parte delle persone guarisce entro due-tre settimane; tuttavia, la malattia può avere un decorso grave e determinare gravi complicanze respiratore e neurologiche che ne causano anche il decesso.
Terapia
Non esiste un trattamento antivirale specifico per il morbillo. La terapia è generalmente di supporto e comprende paracetamolo o ibuprofene e liquidi. Possono essere indicati antibiotici o altre terapie per le complicanze. L’OMS raccomanda l’assunzione di vitamina A ad alte dosi per via orale per ridurre le complicanze (in particolare problemi visivi e cecità) e la mortalità tra i bambini infetti. La vitamina A è raccomandata da decenni anche dall’American Academy of Pediatrics (AAP) statunitense per i bambini ospedalizzati per morbillo. In Italia, secondo la Società italiana di Infettivologia pediatrica, non esistono al momento dati che supportino l’utilizzo di tale intervento in pazienti senza malnutrizione ricoverati in paesi industrializzati.
Fonti: Epicentro ISS, Il Sole 24 Ore
