Un nuovo studio dell’Università di Cambridge mostra un legame chiaro tra inquinamento atmosferico e tosse notturna. In genere le ricerche analizzano solo le visite in ospedale. Al contrario, gli scienziati hanno studiato i sintomi quotidiani della popolazione. Per questo motivo hanno raccolto i dati di una app per il sonno in trentadue città. L’analisi ha coinvolto circa novantotto mila persone ogni notte. Di conseguenza i dati confermano che lo smog aumenta i colpi di tosse nel sonno. I valori più alti sono stati registrati a Milano e Monza.
L’impatto delle polveri sottili oltre l’influenza e il meteo
Indice dei contenuti
Molte persone tossiscono a causa del freddo o dell’influenza stagionale. Tuttavia i ricercatori hanno isolato questi fattori dai dati sullo smog. Pertanto l’impatto delle polveri sottili sulla gola rimane evidente in ogni stagione. Nello specifico le particelle sottili causano tosse anche quando le concentrazioni sono basse. Ad esempio questo fenomeno si verifica pure sotto le soglie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre eventi intensi come gli incendi a Los Angeles hanno fatto salire la tosse notturna del tredici per cento.
Le conseguenze per la salute pubblica e le città meno inquinate
Purtroppo lo smog causa problemi anche nelle città con aria più pulita. Infatti in metropoli come Sydney e Melbourne la polvere sottile provoca più tosse durante la notte. Ad esempio a Londra i fuochi d’artificio di novembre hanno creato picchi improvvisi di smog. Di conseguenza i cittadini hanno subito una forte irritazione delle vie respiratorie. Infine gli esperti chiedono di ridurre le emissioni in modo costante. Non basta rispettare i limiti di legge. Infatti l’esposizione continua allo smog danneggia il sonno e la salute di tutti.
