Malattia di Chagas, prevenzione e test passano dalle donne
La malattia di Chagas resta una delle infezioni più trascurate a livello globale, con milioni di persone esposte e un…
Il Trypanosoma cruzi è un protozoo parassita responsabile della malattia di Chagas. Una patologia infettiva endemica soprattutto in America Latina, ma in costante diffusione globale a causa dei flussi migratori. Questo microrganismo viene trasmesso principalmente attraverso le feci di insetti ematofagi noti come cimici triatomine o “cimici baciatrici”. Quando l’insetto punge l’ospite per nutrirsi, defecando sulla pelle, il parassita penetra nell’organismo attraverso la ferita o le membrane mucose, come gli occhi.
La malattia si sviluppa in due fasi distinte. La fase acuta, spesso asintomatica o caratterizzata da febbre e gonfiore locale, lascia spazio a una fase cronica che può manifestarsi anche dopo decenni. In questo stadio, il Trypanosoma cruzi danneggia gravemente gli organi interni, provocando cardiomiopatie fatali e alterazioni dell’apparato digerente, come il megaesofago o il megacolon.
Oltre alla trasmissione vettoriale, il contagio può avvenire tramite trasfusioni di sangue, trapianti di organi, per via transplacentare da madre a figlio o consumando alimenti contaminati. Nonostante la gravità dei sintomi cronici, la diagnosi precoce è l’arma più efficace: i farmaci antiparassitari correnti, se somministrati tempestivamente nella fase acuta, garantiscono un’elevata percentuale di guarigione. La ricerca scientifica odierna è fortemente orientata allo sviluppo di nuovi trattamenti meno tossici e a campagne di disinfestazione per limitare la diffusione del vettore.
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