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Quarta dose vaccino Covid: protezione e richiami annuali

La quarta dose del vaccino contro il Covid-19, definita tecnicamente “secondo richiamo” o “secondo booster”, rappresenta uno snodo fondamentale nella strategia di convivenza a lungo termine con il virus SARS-CoV-2. Nata inizialmente per contrastare la perdita di efficacia anticorpale nel tempo e l’emergere delle varianti Omicron, questa somministrazione si è progressivamente evoluta, integrandosi nelle campagne vaccinali periodiche e stagionali promosse dalle autorità sanitarie.

L’obiettivo primario della quarta dose è il ripristino di una solida memoria immunitaria. La protezione offerta dal ciclo primario e dal primo booster tende infatti a ridursi dopo alcuni mesi, soprattutto per quanto riguarda le forme sintomatiche e la trasmissione del virus. Il secondo richiamo stimola nuovamente il sistema immunitario, riducendo drasticamente il rischio di ospedalizzazione, terapie intensive e decessi legati alle complicanze dell’infezione.

La somministrazione è fortemente raccomandata alle categorie più esposte: anziani (over 60), ospiti delle strutture residenziali, operatori sanitari e soggetti fragili dai 12 anni in su affetti da patologie croniche o immunodepressione. La formulazione dei vaccini utilizzati per i richiami viene costantemente aggiornata per colpire in modo mirato le varianti più recenti in circolazione. Per ricevere il richiamo è necessario che siano trascorsi almeno tre o quattro mesi dall’ultima dose o dall’ultima infezione accertata. Mantenere aggiornato il proprio scudo immunitario rimane l’atto di prevenzione più efficace per tutelare la salute pubblica e individuale.