Papillomavirus: calano i condilomi grazie ai vaccini
Ogni anno muoiono circa 500mila persone nel mondo a causa del Papillomavirus (HPV). Molti decessi sarebbero evitabili. Lo affermano i…
I condilomi, noti anche come condilomi acuminati o verruche genitali, rappresentano una delle infezioni a trasmissione sessuale (IST) più diffuse a livello globale. Queste escrescenze cutanee, che colpiscono la zona genitale e anale, sono causate dal Papillomavirus Umano (HPV), in particolare dai ceppi a basso rischio oncogeno, come l’HPV 6 e l’HPV 11. Sebbene non evolvano in forme tumorali, la loro presenza richiede attenzione medica sia per il forte impatto psicologico sia per l’elevata contagiosità.
La trasmissione avviene principalmente tramite rapporti sessuali non protetti, ma può verificarsi anche attraverso il semplice contatto pelle a pelle nella zona genitale. Spesso l’infezione decorre in modo del tutto asintomatico, rendendo il soggetto un portatore sano inconsapevole. Quando si manifestano, i condilomi appaiono come piccole rilevanze della pelle, isolate o raggruppate, la cui forma ricorda quella di un cavolfiore.
Oggi la medicina offre diverse opzioni terapeutiche per eliminare le lesioni, tra cui l’applicazione di creme immunomodulatrici, la crioterapia, la laserterapia o l’asportazione chirurgica. Tuttavia, i trattamenti rimuovono i condilomi ma non eliminano definitivamente il virus, che può causare recidive. Per questo motivo, l’arma più efficace resta la prevenzione: l’uso corretto del preservativo riduce il rischio, ma è la vaccinazione contro l’HPV, raccomandata ad adolescenti di entrambi i sessi, a offrire la protezione più solida e sicura.
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