Beta-Talassemia: incontri in 4 città per sfatare i miti
Il progetto “BConfident – Il valore del tempo nella beta-talassemia” ha l’obiettivo di supportare quanti si sottopongono a terapie e trasfusioni…
La beta-talassemia è una malattia genetica ereditaria del sangue caratterizzata da un difetto nella produzione delle catene beta dell’emoglobina, la proteina responsabile del trasporto dell’ossigeno in tutto il corpo. Questa alterazione determina una ridotta sopravvivenza dei globuli rossi, provocando un’anemia cronica di gravità variabile, che nelle forme più severe (nota come anemia di Cooley) richiede interventi clinici costanti fin dai primi mesi di vita.
Per decenni, la gestione dei pazienti con beta-talassemia major si è basata principalmente su una terapia di supporto: trasfusioni di sangue regolari abbinate a una terapia ferrochelante, fondamentale per eliminare l’accumulo di ferro negli organi causato dalle frequenti trasfusioni. Sebbene questo approccio abbia migliorato e allungato sensibilmente la vita dei pazienti, la ricerca scientifica ha continuato a cercare soluzioni definitive per liberarli dalla dipendenza trasfusionale.
Oggi lo scenario clinico sta vivendo una rivoluzione straordinaria grazie ai progressi della terapia genica e dell’editing genomico. Questi trattamenti all’avanguardia permettono di correggere il difetto genetico direttamente nelle cellule staminali ematopoietiche del paziente o di riattivare la produzione di emoglobina fetale. Tali innovazioni biotecnologiche stanno aprendo la strada a una potenziale guarigione, offrendo alle nuove generazioni affette da questa patologia la prospettiva di una vita libera dalle trasfusioni e ricca di nuove possibilità.
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