icurezza sul lavoro (Foto di Bruno da Pixabay)

L’esposizione professionale a sostanze e agenti cancerogeni continua a rappresentare uno delle principali problemi per la salute e la sicurezza dei lavoratori in Europa. In questo contesto si inserisce la pubblicazione del rapporto finale della Workers’ Exposure Survey. Ossia l’indagine promossa dall’Agenzia europea per la salute e sicurezza sul lavoro, che offre una fotografia dettagliata e aggiornata dei rischi cancerogeni presenti nei contesti lavorativi.

Ricordiamo quindi anche l’importante convegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni che si svolgerà a Catanzaro il 30 gennaio dal titolo “Amianto e altri rischi Cancerogeni. Stato dell’arte e preospettive per il futuro”.

Un’indagine europea su scala ampia e rappresentativa

La Workers’ Exposure Survey, nota come WES, è stata realizzata per stimare la probabilità di esposizione dei lavoratori a fattori riconosciuti per la loro capacità di indurre tumori. L’indagine ha coinvolto sei Stati membri dell’Unione europea. Ossia Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia, selezionati per garantire una copertura eterogenea di contesti economici e produttivi.

La raccolta dei dati è avvenuta attraverso interviste telefoniche condotte tra settembre 2022 e febbraio 2023. Il campione complessivo è costituito da 24.402 interviste considerate valide. Un numero che consente di ottenere risultati statisticamente solidi e rappresentativi della popolazione lavorativa dei Paesi partecipanti. Ai lavoratori è stato chiesto di riferire sulle attività svolte e sulle condizioni di lavoro nella settimana immediatamente precedente alla compilazione del questionario. Così da ricostruire una stima realistica delle esposizioni recenti.

Quasi un lavoratore su due esposto a rischi cancerogeni

Uno dei dati più rilevanti che emerge dal rapporto finale riguarda l’ampiezza del fenomeno. Secondo le analisi dell’EU-OSHA, quasi la metà dei lavoratori coinvolti nello studio risulta probabilmente esposta ad almeno uno dei 24 fattori di rischio cancerogeno presi in esame. Tradotto in numeri assoluti, si tratta di circa 46,6 milioni di lavoratori nell’Unione europea.

Questo risultato evidenzia come l’esposizione a sostanze e agenti pericolosi sia una realtà diffusa che interessa una vasta porzione del mondo del lavoro. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera che l’indagine si concentra sulla probabilità di esposizione in un arco temporale limitato, pari a una sola settimana lavorativa.

I fattori di rischio più ricorrenti nei diversi settori

L’analisi condotta dall’EU-OSHA mette in luce che alcuni fattori di rischio risultano particolarmente frequenti. Tra questi spicca la radiazione solare ultravioletta, che interessa soprattutto chi svolge attività all’aperto, ma anche le emissioni dei gas di scarico diesel, il benzene, la silice cristallina respirabile e la formaldeide.

Questi agenti non sono confinati a un’unica tipologia di lavoro. Al contrario, la loro presenza attraversa numerosi comparti produttivi, dai cantieri edili ai trasporti, fino a specifiche lavorazioni industriali. Ciò dimostra come il rischio cancerogeno possa manifestarsi in forme diverse a seconda delle mansioni, delle tecnologie utilizzate e delle condizioni operative.

Esposizioni multiple e differenze legate al contesto lavorativo

Un altro aspetto di particolare interesse riguarda le esposizioni multiple. Il rapporto finale segnala che una quota significativa di lavoratori può essere esposta contemporaneamente a più fattori di rischio cancerogeno nello stesso periodo di riferimento. Anche se queste esposizioni non avvengono necessariamente all’interno di un unico processo produttivo, la loro combinazione può aumentare la complessità del rischio per la salute.

I dati raccolti consentono inoltre di osservare differenze rilevanti in base a variabili come la dimensione dell’impresa, il tipo di attività svolta e le specifiche condizioni di lavoro. Questo approccio permette di superare una visione generica del rischio e di individuare contesti nei quali sono necessari interventi mirati di prevenzione e protezione.

Uno strumento a supporto delle politiche europee sulla salute

La pubblicazione del rapporto finale della Workers’ Exposure Survey non ha soltanto valore scientifico e descrittivo. Le informazioni raccolte rappresentano una base conoscitiva fondamentale per sostenere le politiche europee in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, i risultati possono contribuire alla revisione della direttiva sui cancerogeni, mutageni, fornendo elementi concreti per l’aggiornamento dei limiti di esposizione e delle misure di tutela.

I dati della WES si inseriscono inoltre nel quadro più ampio di iniziative strategiche dell’Unione europea, come il piano Europe’s Beating Cancer Plan e il quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027. In questo senso, l’indagine diventa uno strumento operativo per orientare scelte normative, programmi di prevenzione e investimenti in sicurezza.

Un patrimonio informativo per studi e ricerche future

Oltre all’analisi complessiva delle esposizioni probabili, il rapporto finale mette a disposizione dati dettagliati e strumenti utili per ulteriori approfondimenti. Le informazioni includono variabili demografiche, caratteristiche delle condizioni lavorative e stime di probabilità di esposizione per ciascun fattore di rischio considerato.

Questo patrimonio informativo potrà essere utilizzato da ricercatori, istituzioni e decisori politici per sviluppare studi futuri, monitorare l’evoluzione dei rischi e valutare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate.