Prevenzione tumori: l’Italia ogni giorno si trova ad affrontare i problemi che influenzano la salute della popolazione adulta.
Nel 2024 L’Associazione Italiana di Oncologia Medica individua il fumo, l’alcol, la sedentarietà, l’obesità e il sovrappeso ancora come i principali responsabili dell’aumento delle patologie oncologiche. Importante rafforzare il concetto. Si riscontrerebbe a causa di questi malevoli “aiutanti” un’incidenza anche delle malattie croniche. Ma cosa possiamo fare?Fumo: difficile smettere col vizio
La prima regola è non lasciare solo il fumatore e rendere l’ambiente più pulito possibile. Lo afferma anche l’AIRC, la Fondazione per la ricerca sul cancro. Il consumo di tabacco grazie alle nuove abitudini sviluppate ultimamente dai cittadini, è sicuramente diminuito ma il fumo rimane un problema significativo per la salute degli italiani. Nel 2022-2023 le stime si aggiravano intorno al 24% di fumatori tra i 18 e i 69 anni. 1 su 4 persone consumava un pacchetto al giorno. Sebbene la percentuale di fumatori sia scesa in modo lento ma costante dal 30% nel 2008 al 24% nel 2023, il fenomeno è ancora più diffuso tra gli uomini, i giovani e le persone con basso livello di istruzione. Nonostante i progressi, il fumo resta un fattore di rischio importante per il cancro, e la prevenzione continua ad essere un aspetto che non si può ignorare.
Alcol, un problema troppo sottovalutato
Indice dei contenuti
Anche l’alcol rappresenta un pericolo per la salute pubblica. Sebbene il 42% degli italiani tra i 18 e i 69 anni affermi di non bere alcolici, ben il 18% dei consumatori è a “maggior rischio” per la salute, con il binge drinking o il consumo fuori pasto. Eppure la scienza parla chiaro. Addirittura comporterebbe lo sviluppo di moltissime forme di tumore. Tra le più gravi. Fegato, mammella, colon-retto e cavo orale i più colpiti. Eppure l’alcool è sicuramente il più sottovalutato dei problemi.
Sedentarietà: Il Nemico Invisibile
Negli ultimi anni, la sedentarietà è diventata uno dei maggiori nemici della salute in Italia. Soprattutto il Covid non ha aiutato e ha in qualche modo deformato le abitudini di tanti italiani, abituati prima invece ad una vita più movimentata. Con il 28% della popolazione adulta completamente sedentaria, il fenomeno è in crescita dal 23% nel 2008. Il dato è particolarmente preoccupante se si considera che la sedentarietà è associata a malattie cardiovascolari, diabete e, naturalmente, ai tumori. Le donne, le persone anziane e chi vive nel Meridione sono i più colpiti da questa piaga. Non sorprende che l’attività fisica regolare sia scesa significativamente, ma il vero problema è la mancanza di un’inversione di tendenza, nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il numero sulla bilancia è ancora troppo alto
La crisi del peso in Italia è un altro problema che non sembra rallentare. Nel biennio 2022-2023, oltre il 40% della popolazione adulta era in eccesso ponderale, con il 33% in sovrappeso e il 10% obeso. L’obesità non è solo una questione estetica: è un fattore di rischio per numerose patologie, tra cui i tumori. Le persone con difficoltà economiche e bassa istruzione sono quelle più vulnerabili a questo problema, che è anche uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Sebbene l’obesità fosse storicamente più diffusa nel Sud Italia, oggi il gradiente geografico tra Nord e Sud è praticamente scomparso, segno che il problema è ormai generalizzato.
Frutta e verdura, consumata sì, ma ancora non ci siamo
Un barlume di speranza emerge dal consumo di frutta e verdura. I numeri sono lontani dall’essere soddisfacenti. Negli ultimi anni solo il 7% della popolazione adulta consumava la quantità raccomandata di frutta e verdura annua, ossia cinque porzioni al giorno. La metà degli italiani mangia almeno 3 porzioni al giorno, target di salute ancora troppo lontani. Le donne, gli anziani e chi ha un’istruzione elevata sono i più propensi ad adottare queste abitudini alimentari. Il Sud ancora fatica molto.
Abitudini da eliminare
Questi dati ci raccontano una storia di abitudini che minano la salute della nostra società. Fumo, alcol, sedentarietà e obesità non sono solo fattori di rischio per i tumori, ma sono anche responsabili di una crescita delle malattie croniche e della mortalità precoce. È fondamentale un cambiamento radicale nelle politiche sanitarie e nella cultura sociale, puntando sulla prevenzione, sull’educazione alimentare, e su un maggiore coinvolgimento delle istituzioni sanitarie nella promozione di stili di vita più sani.
Mentre la medicina continua a fare progressi nel trattamento del cancro, è chiaro che la battaglia si gioca anche nel quotidiano. È il momento di agire, per fermare l’epidemia di malattie che sta crescendo silenziosamente e minacciando la salute di milioni di italiani.