Ricerca sul cancro (Foto free di PDPics da Pixabay)

La ricerca oncologica sta vivendo una fase di profonda evoluzione grazie a studi sempre più dettagliati sul ruolo dei geni nella crescita tumorale. Una recente scoperta scientifica ha acceso i riflettori su CTNNB1, ossia un gene chiave coinvolto in numerosi tipi di cancro. La ricerca ha mostrato come specifiche mutazioni genetiche possano influenzare in modo diretto l’aggressività dei tumori e la loro interazione con il sistema immunitario.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics, rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione dei meccanismi molecolari alla base della proliferazione tumorale. Inoltre apre nuove prospettive per la medicina di precisione.

Il ruolo del gene CTNNB1 e della Beta catenina

Il gene CTNNB1 è responsabile della produzione della Beta-catenina, una proteina essenziale per il corretto sviluppo dei tessuti, la rigenerazione cellulare e l’adesione tra le cellule. In condizioni normali, i livelli di Beta-catenina all’interno delle cellule sono finemente regolati da sistemi di controllo che ne permettono l’attivazione solo quando necessario.

Esiste però una regione specifica del gene, definita “hotspot”, che funziona come un segnale di spegnimento: una sorta di etichetta che indica quando la b-catenina deve essere degradata. Quando questa regione subisce mutazioni, il meccanismo di controllo può saltare, causando un accumulo anomalo della proteina. Il risultato è una stimolazione eccessiva della crescita cellulare, una delle caratteristiche fondamentali dei tumori.

Una mappa completa delle mutazioni

Per comprendere a fondo l’impatto di queste alterazioni genetiche, un team internazionale di ricercatori ha realizzato una mappa dettagliata di tutte le possibili mutazioni all’interno dell’hotspot di CTNNB1. Utilizzando avanzate tecniche di editing genomico, gli scienziati hanno analizzato ben 342 varianti genetiche, valutandone una per una gli effetti biologici.

Gli esperimenti sono stati condotti su cellule staminali di topo, scelte per l’elevata somiglianza dei loro meccanismi cellulari con quelli umani. Questo approccio ha permesso di misurare con precisione come ogni singola mutazione influenzi l’attività della b-catenina.

Mutazioni deboli e mutazioni forti: cosa cambia

I risultati hanno mostrato che non tutte le mutazioni hanno lo stesso impatto. Alcune producono solo un lieve aumento dell’attività oncogenica, mentre altre provocano una iperattivazione intensa, favorendo una crescita tumorale molto più aggressiva.

Confrontando questi dati sperimentali con informazioni genetiche provenienti da migliaia di pazienti oncologici, i ricercatori hanno scoperto una correlazione diretta tra la “forza” della mutazione e il comportamento del tumore nei diversi tipi di cancro.

Implicazioni per il cancro al fegato e l’immunoterapia

Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda il carcinoma epatocellulare, una delle forme più diffuse di tumore al fegato. In questo caso, i tumori possono essere suddivisi in due gruppi distinti: quelli con mutazioni che attivano moderatamente la B-catenina e quelli con mutazioni molto più potenti.

I tumori con mutazioni più deboli mostrano una maggiore presenza di cellule immunitarie, mentre quelli con mutazioni forti tendono a “nascondersi” dal sistema immunitario. Questo suggerisce che l’intensità della mutazione potrebbe diventare un indicatore utile per prevedere la risposta alle immunoterapie, oggi sempre più centrali nel trattamento del cancro.

Verso terapie personalizzate

Questa ricerca offre strumenti nuovi e concreti per la oncologia di precisione. Scoprire nel dettaglio il tipo di mutazione presente in un tumore potrebbe aiutare i medici a prevederne l’evoluzione e a scegliere trattamenti più mirati ed efficaci.

Inoltre, lo studio stabilisce un modello replicabile anche per altri geni coinvolti nel cancro, favorendo una comprensione sempre più accurata del legame tra genetica e comportamento tumorale.

La creazione di una mappa funzionale completa delle mutazioni di CTNNB1 costituisce un traguardo scientifico di grande valore. Unendo genetica avanzata, dati clinici e analisi sperimentali, la ricerca dimostra come anche piccole variazioni nel DNA possano avere effetti profondi sulla salute.

Queste scoperte rafforzano l’idea che il futuro della cura del cancro passi da terapie sempre più personalizzate, mirate e basate sul profilo genetico del paziente.

Citazione dello studio

Krishna, A., Meynert, A., Dolt, K.S. et al. Mutational scanning reveals oncogenic CTNNB1 mutations have diverse effects on signaling. Nat Genet (2026).