Mesotelioma, negato suicidio assistito a una donna (Foto free di Cor Gaasbeek da Pixabay)

Negato ad una donna di 77 anni residente nella provincia di Treviso, affetta da mesotelioma pleurico in fase avanzata il percorso di fine vita medicalmente assistito previsto dall’ordinamento italiano.

Dopo più di due mesi di attesa, la malata terminale trevigiana di 77 anni avrebbe ricevuto dall’Ulss una comunicazione con la quale le viene notificato il diniego.  

Secondo Ansa, la vicenda è portata all’attenzione pubblica dall’Associazione Luca Coscioni. La quale segue il caso attraverso il proprio supporto legale. La richiesta formale sarebbe stata presentata alla competente azienda sanitaria alla fine di marzo.

Ulss, valutazione rigorosa – Associazione Coscioni: si va avanti

L’Ulss afferma che si è trattata di una valutazione rigorosa nel rispetto della giurisprudenza della Consulta.

L’associazione Coscioni chiederà però l’accesso integrale agli atti del procedimento, alle relazioni degli specialisti e al parere del Comitato Etico. “Valuteremo inoltre con Maria Cristina ogni iniziativa giudiziaria necessaria”, concludono.

Mesotelioma, malattia aggressiva collegata all’amianto

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia rara ma particolarmente aggressiva che interessa la membrana che riveste i polmoni. Nella maggior parte dei casi la patologia è associata all’esposizione alle fibre di amianto. Materiale che continua a produrre conseguenze sanitarie anche molti anni dopo il contatto.

Secondo le informazioni rese note, la donna avrebbe ricevuto la diagnosi nel corso del 2025. L’evoluzione della malattia avrebbe determinato un progressivo peggioramento delle condizioni fisiche, con un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana.

Secondo i legali che seguono il caso, il fattore tempo assume particolare rilevanza nelle situazioni caratterizzate da patologie oncologiche avanzate e da un rapido deterioramento delle condizioni di salute.

Fine vita e dibattito normativo

Negli ultimi anni diverse associazioni hanno evidenziato la necessità di definire procedure più uniformi sul territorio nazionale, con tempistiche certe per la valutazione delle richieste presentate dai pazienti.

Tra le proposte avanzate vi è quella di prevedere organismi sanitari già operativi e procedure standardizzate, con l’obiettivo di garantire risposte più rapide e omogenee.

Mesotelioma e assistenza ai malati

Il caso richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà affrontate dai pazienti colpiti da mesotelioma pleurico e dalle loro famiglie.

Le associazioni che operano nel settore della tutela delle vittime dell’amianto, tra cui anche ONA – Osservatorio Nazionale Amianto , sottolineano da tempo l’importanza della prevenzione, della bonifica dei siti contaminati e del potenziamento dei servizi di assistenza sanitaria e psicologica. L’impatto delle malattie asbesto-correlate continua infatti a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie legate all’esposizione professionale e ambientale all’amianto in Italia.

Fonte: Ansa