Con il mercato della medicina estetica in continua evoluzione e la domanda di procedure estetiche non invasive in continuo aumento, è importante rimanere al passo con nuove ricerche e studi su nuovi trattamenti e tecnologie.

Parliamo dell’argomento con la dottoressa Rosaria Miryam Bozzone, medico chirurgo, con specializzazione e in Medicina Estetica, membro della SIME (Società italiana di Medicina Estetica). Focus di oggi: fili di trazione e lifting non chirurgico

Definizione di “Medicina estetica”

Medicina estetica. Convegno SIME 2023

Dottoressa, iniziamo da una domanda banale: cosa si intende per “medicina estetica”?

La medicina estetica nasce dall’intuizione che l’uomo è sano quando è in pace con se stesso. Una pace intesa come armonia e come benessere psicofisico, anche dal punto di vista sociale.

Ecco, la medicina estetica interpreta proprio questa necessità, insita nella sua stessa denominazione: “medicina” ed “estetica”.

Impatto psico-sociale della medicina estetica

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Lei ha sottolineato il fattore psico-sociale, come aspetto non secondario della medicina estetica. Abbiamo davvero bisogno del “ritocchino” per stare in bene con gli altri e perché?

Al giorno d’oggi, tutti noi risentiamo in qualche modo il peso del giudizio sociale. La “presentabilità sociale”, la gratificazione psicologica e il “peso pubblico” del nostro aspetto, sono dei fattori assai rilevanti. In aggiunta, sentiamo la necessità di sentirci “bene con noi stessi” a qualsiasi età. La medicina estetica, insieme ad altre branche, può dunque aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio.

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La medicina estetica serve solo a farci diventare più belli?

Per definizione, la medicina estetica ha sicuramente come obiettivo la soluzione degli inestetismi. Serve a farci diventare più belli, ma ha anche altri compiti ben più nobili.

Si inserisce infatti in un ben più ampio programma di medicina educativa, sociale, preventiva e correttiva, curativa e riabilitativa. Mi spiego meglio: nella fase preventiva, che rappresenta l’aspetto fondamentale della disciplina, i medici insegnano a proteggere e gestire la “bellezza” attraverso una serie di attenzioni imprenscindibili volte alla nostra persona: sana alimentazione, corretti stili di vita, equilibrio mentale e via discorrendo.

In quella correttiva, il programma si avvale esclusivamente di metodologie e tecniche ufficiali: mediche, fisiochinesiterapiche, termali, cosmetiche.

Non dimentichiamo che secondo l’OMS (organizzazione Mondiale della Sanità), la salute deve essere considerata, non come assenza di malattia, ma come benessere psicofisico.

Trattamenti e novità antiage: fili di biostimolazione e fili di trazione

Tra le novità degli ultimi tempi, si sente parlare sempre più spesso dei fili di biostimolazione e dei fili di trazione. Cosa sono e quando farvi ricorso?

Una delle innovazioni è rappresentata da un trattamento (esclusivamente ambulatoriale) per viso e corpo dei cosiddetti fili di biostimolazione in PDO (Polidioxanone), che, inseriti nel tessuto cutaneo, grazie all’aumento della proliferazione di collagene, stimolano i tessuti e garantiscono sostegno e viotalità alla pelle. Questo trattamento antiage andrebbe iniziato quando si manifestano i primi segni di invecchiamento: micro rughe e cedimenti cutanei.

Quando invece le rughe sono più profonde, meglio ricorrere alla tecnica dei fili di trazione in acido polilattico (PLLA) con coni bidirezionali. Questi fili sono ancorati mediante coni bidirezionali e sono biostimolanti grazie all’azione dell’acido polilattico. Esercitano dunque un’effettiva trazione della cute e un migliore riposizionamento dei volumi del volto, che si mantiene stabile a lungo. I fili, sia quelli di biostimolazione, sia quelli di trazione, sono composti da materiali riassorbibili. Insomma non lasciano segni evidenti. Utile sottolineare, che la tecnica dei fili di trazione deve essere eseguita in studi non solo altamente specializzati, ma in condizioni di sterilità e da medici esperti.

Orientarsi nella scelta

Dottoressa Bozzone, le procedure di inserimento dei fili di trazione e quella dei fili biostimolanti sono diverse? Su quale base dovremmo preferire un trattamento piuttosto che un altro?

Le tecniche utilizzate sono molteplici. Sta al medico stabilire, in base alle caratteristiche ed esigenze del paziente, quale sia la metodica più agevole e opportuna. In entrambi i casi, i fili vengono inseriti per mezzo di aghi speciali. Nell’utilizzo dei fili di trazione si potrebbe avere bisogno di una lieve anestesia locale nei punti di introduzione. La pratica serve sia per evitare il fastidio, sia perchè per scongiurare ogni fastidio, dal momento che il diametro dell’ago è più largo rispetto ai fili biostimolanti.

Per quanto riguarda la scelta, il medico in fase preliminare e quindi durante la prima visita, potrà già dare un parere per orientare l’intervento. Se il paziente vuole ottenere un effetto lifting importante, ovviamente si tenderà a preferire il trattamento con i fili di trazione, magari potenziato con l’inserimento di alcuni fili di biostimolazione per ottenere un risultato ancora migliore. Se l’obiettivo è invece correggere qualche lieve inestetismo, si può tranquillamente ricorrere ai fili di biostimolazione.

Focus sul lifting non chirurgico

Quali le zone che si possono trattare con questa tecnica?

Con il lifting non chirurgico si possono trattare diverse zone del corpo: viso, addome, glutei, avambraccio, seno, collo, décolleté, fianchi, mani, interno coscia, ascelle e ginocchia. Neanche a dirlo, la zona più gettonata è il viso: le rughe nasogeniene, il cedimento delle palpebre, le zampe di gallina, le rughe glabellari, il cedimento del sopracciglio, la ridefinizione del profilo del viso e l’area preauricolare. Quanto ai risultati, soprattutto nel caso dei fili di trazione, sono evidenti da subito.

Esiste un periodo ideale per fare il trattamento di lifting non chirurgico?

In realtà no. Si può fare ricorso a questa tecnica in qualsiasi momento. Bisogna ricordare tuttavia, nel caso dei fili di trazione, che una ristretta percentuale di pazienti dovrà passare un periodo post-trattamento.

Nei giorni a seguire potrebbe infatti avvertire un leggero fastidio, dato appunto dalla trazione eseguita.

Aspettative

Cosa aspettarsi dal lifting non chirurgico?

L’aspetto positivo di questa tecnica è che i risultati non si scostano molto da quelli ottenibili con un lifting chirurgico. Ma c’è di più. Niente recupero post-operatorio, niente ricovero, niente cicatrici e costi sicuramente più contenuti rispetto bisturi.